Sondaggi politici, chi vince le prossime elezioni verrà deciso da Vannacci

Simone Micocci

16 Giugno 2026 - 11:00

Ci eravamo tanto amati: oggi Vannacci (Futuro Nazionale) e Salvini (Lega) sono appaiati nei sondaggi politici. E il centrodestra senza il generale rischia di perdere le elezioni.

Sondaggi politici, chi vince le prossime elezioni verrà deciso da Vannacci

È fenomeno Vannacci nei sondaggi politici, e non solo: nella settimana della costituente e dell’intervista da Gruber, non si ferma l’ascesa di Futuro Nazionale, che in questi giorni ha superato quota 100.000 iscritti.

A coronamento di un percorso in crescita c’è il fatto che, negli ultimi sondaggi firmati da Swg per il Tg La7, Futuro Nazionale ha raggiunto la Lega. Un duro colpo per Matteo Salvini, che di fatto è stato il primo a tendere la mano a Vannacci per un futuro in politica, mentre adesso rischia di essere scavalcato.

Guardando alla generalità delle intenzioni di voto rilevate dagli ultimi sondaggi politici, se il trend dovesse confermarsi, sarà proprio Vannacci a decidere chi vincerà le prossime elezioni. Ora che le percentuali di voto lo collocano nella parte alta, insieme ai più importanti partiti della maggioranza, la presenza o meno di Futuro Nazionale all’interno della coalizione di centrodestra potrebbe spostare notevolmente gli equilibri, specialmente laddove dovesse essere confermato il premio di maggioranza per la prima coalizione che supera il 40%, come previsto dalla nuova legge elettorale.

Lo scenario politico italiano, a un anno dalle elezioni, scopre quindi la variabile Vannacci, il quale di fatto dovrà iniziare a decidere da che parte stare: con la coalizione di centrodestra, avendo quindi subito la possibilità di entrare a far parte del prossimo governo, oppure in una posizione più attendista, restando fuori dalla coalizione, ma con il rischio di lasciare la vittoria alla sinistra?

I sondaggi politici di oggi, Vannacci aggancia la Lega

Il vantaggio di avere sondaggi politici pubblicati con cadenza settimanale è quello di poter cogliere anche le piccole oscillazioni nelle intenzioni di voto. Va comunque precisato che, quando si parla di variazioni dello 0,1% o dello 0,2%, il dato va preso con cautela, perché potrebbe non avere un reale valore politico, considerando anche il margine d’errore della rilevazione.

Diverso è il discorso se i numeri vengono analizzati nel loro complesso, oppure confrontati con quelli di inizio anno. In questo caso, infatti, appare evidente come l’ingresso di Futuro Nazionale abbia modificato gli equilibri del quadro politico, soprattutto nel centrodestra.

Il partito di Roberto Vannacci, secondo l’ultimo sondaggio Swg per il Tg La7 del 15 giugno 2026, sale al 5,3%, guadagnando mezzo punto in una sola settimana, e raggiunge la Lega, che invece arretra dello 0,3%.

È questo il dato politico più rilevante: Vannacci oggi vale quanto Salvini. Un risultato che pesa ancora di più se si considera che la Lega, appena una settimana prima, era al 5,6%, mentre Futuro Nazionale si fermava al 4,8%. In pochi giorni, dunque, il rapporto di forza si è ribaltato, con il Carroccio sempre più in difficoltà.

Nel resto della maggioranza, Fratelli d’Italia resta nettamente il primo partito, ma scende dal 28,3% al 27,9%, perdendo ben quattro punti decimali. Forza Italia, invece, cresce leggermente e passa dal 7,0% al 7,2%.

Questi dati ci confermano quindi che il centrodestra non può più considerare scontata la propria autosufficienza, visto che la presenza di Futuro Nazionale fuori dalla coalizione rischierebbe di cambiare radicalmente i calcoli in vista delle prossime elezioni.

Sul fronte opposto, il Partito Democratico registra una lieve crescita e sale al 22,1%, consolidando la seconda posizione. Anche il Movimento 5 Stelle guadagna qualcosa, passando dal 13,1% al 13,3%, mentre Verdi e Sinistra restano stabili al 6,5%. Numeri che confermano come il campo progressista resti competitivo soprattutto nel caso in cui il centrodestra dovesse presentarsi senza Futuro Nazionale.

Completano il quadro i partiti minori, con Azione che scende al 3,5%, Italia Viva resta ferma al 2,4%, +Europa sale leggermente all’1,6%, Noi Moderati cala all’1,1% e Ora! resta all’1,0%. Le altre liste valgono complessivamente il 2,8%, in calo di due decimali.

Il dato di chi non si esprime, di quelli che di fatto potrebbero tramutarsi in astenuti, che scende dal 28% al 27%: una riduzione minima, ma comunque indicativa di un elettorato che, almeno in parte, sembra tornare a orientarsi, aiutato molto probabilmente dalla “novità Vannacci”.

SONDAGGIO