Solo un produttore di auto riesce a gestire correttamente i propri stabilimenti in Europa

Ilena D’Errico

27 Aprile 2026 - 18:35

Soltanto un produttore di auto è riuscito a preservare la sua presenza in Europa, senza chiudere stabilimenti o diminuire troppo le vendite. Ecco di chi si tratta e perché.

Solo un produttore di auto riesce a gestire correttamente i propri stabilimenti in Europa

Non è esattamente un momento propizio per il settore dell’automotive, soprattutto nel mercato europeo. I cambiamenti che si sono susseguiti negli anni, tra cui l’avanzata cinese e la transizione elettrica, ma anche la crisi dei carburanti come il diesel e l’inflazione hanno messo in difficoltà anche il colossi delle quattro ruote. Gli stabilimenti produttivi dei maggiori marchi stanno chiudendo in Europa, a ritmi non ancora allarmanti ma altamente rappresentativi di un’incertezza generalizzata. È necessario un cambio di paradigma per tutti, tranne forse per chi ha saputo recepire le novità con la giusta flessione per non spezzarsi, almeno non troppo. Parliamo di un unico marchio che, per quanto dicono gli ultimi dati disponibili, è riuscito a gestire magistralmente i propri stabilimenti in Europa.

Solo un produttore di auto riesce a gestire correttamente i propri stabilimenti in Europa

Tra crisi e chiusure, l’unico produttore di auto che ha saputo gestire gli stabilimenti in Europa sembra Bmw. Gli ultimi dati offerti da Globaldata prendono in considerazione i cambiamenti nell’automotive in Europa tra il periodo pre-Covid e il 2024, un periodo di 5 anni utile a capire se dopo il superamento della pandemia le aziende sono tornate stabili, sono cresciute (auspicabilmente) o sono persino peggiorate. Non si tiene dunque conto dei molteplici cambiamenti intervenuti nel periodo successivo, che possiamo senza dubbio ritenere peggiorativi. In ogni caso, è certo che la base di partenza di Bmw è a dir poco invidiabile.

Tra il 2019 e il 2024 non ha chiuso alcuno stabilimento in Europa, un record tra i produttori di auto di alto livello, e ha anche mantenuto un tasso di occupazione relativamente stabile, passando dall’82% all’81% della capacità produttiva complessiva. Un dato significativo, se pensiamo per esempio che gli stabilimenti di Ford hanno registrato un calo dal 68% al 22%, quelli di Mercedes sono scesi dal record dell’85% fino al 69%, mentre Stellantis è passata dal 79% al 69%. Questo ovviamente non significa che al marchio tedesco siano mancate le difficoltà, anche perché ha chiuso il 2024 al ribasso, ma la strategia di contenimento delle spese e la preservazione dell’elettrico hanno ripagato.

Bmw cresce ancora in Europa grazie all’elettrico

Se anche i dati visti finora sono precedenti a cambiamenti influenti come i dazi statunitensi e la crisi in Medio Oriente, non dobbiamo illuderci di avere grandi possibilità rispetto alla concorrenza tedesca. Bmw ha infatti affermato con ulteriore forza la sua crescita in Europa anche in questo primo trimestre del 2026, consolidando la sua presenza in un segmento delicato per questo mercato. Il gruppo di Monaco di Baviera deve di fatto il successo europeo alle auto elettriche a batteria (Bev), che hanno registrato un aumento degli ordini del 40% rispetto allo stesso periodo (da gennaio a marzo) del 2025.

Analizzando più a fondo, vediamo inoltre che a fare la differenza c’è stata la nuova Bmw iX3, con oltre 50.000 veicoli già ordinati nel mercato europeo e in consegna proprio da marzo. Oltre a questo, comunque, il Bmw Group ha consegnato oltre mezzo milione di veicoli in Europa in questo trimestre (comprendendo i marchi Mini e Rolls Royce), pur a fronte di una significativa diminuzione delle consegne a livello globale, che hanno registrato una flessione del -20%. L’Europa e in particolare la Germania hanno continuato a far crescere il gruppo tedesco, nonostante il calo negli Stati Uniti e la complessiva stabilità in Cina.

Il calo, più contenuto per Bmw che per tante altre grandi case automobilistiche, non sembra in ogni caso aver coinvolto il segmento elettrico, ma il merito non è tutto di Bmw. Nonostante l’andamento altalenante dell’ultimo biennio, infatti, l’elettrico sta registrando una crescita senza precedenti nel 2026. Secondo i dati dell’Acea (Associazione dei costruttori europei di automobili) si parla di un aumento del 49% nelle immatricolazioni di Bev nel mese di marzo, particolarmente evidenti in alcuni Paesi (tra cui l’Italia con il suo +65,7%). La maggiore domanda di veicoli elettrici è stata portata per lo più dagli incentivi, come l’Ecobonus auto nostrano, e inevitabilmente dalla crisi energetica scatenata dalla guerra in Iran.

L’aumento dei costi dei carburanti e l’incertezza rispetto alle forniture e al futuro andamento del mercato hanno promosso il ricorso alle auto elettriche. Così, tante case automobilistiche si sono trovate quasi impreparate, contando anche le difficoltà di trasporto e approvvigionamento delle forniture essenziali. Tra loro Bmw, che non ha mai smesso di avanzare nel settore, e ha saputo abilmente cavalcare l’onda per espandersi ulteriormente nel mercato europeo. Non a caso, dopo la Germania l’Italia è il principale mercato della casa di Monaco, un contributo essenziale al suo posizionamento tra i leader mondiali.

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