Smart working: ecco quanto e come ha risparmiato lo Stato

Teresa Maddonni

15 Dicembre 2020 - 16:37

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Con lo smart working lo Stato ha risparmiato oltre 50 milioni di euro e buona parte su benefici riconosciuti ordinariamente ai dipendenti. Intanto la ministra per la PA Fabiana Dadone ha annunciato le linee guida del POLA per il lavoro agile a regime dal 2021.

Smart working: ecco quanto e come ha risparmiato lo Stato

Lo smart working ha permesso allo Stato di risparmiare in questi mesi di emergenza sanitaria dal momento che sono moltissimi i dipendenti della Pubblica Amministrazione per i quali è stato previsto, come per i privati, il lavoro da casa.

Lo smart working o lavoro agile ha permesso allo Stato di risparmiare oltre 50 milioni di euro e come è presto detto: moltissimi servizi per i dipendenti della Pubblica Amministrazione vengono meno se questi lavorano dal proprio domicilio.

Con l’ultimo DPCM, come anche con quello del 3 novembre, si è imposto il limite massimo di ricorso allo smart working nella PA e stando ai decreti Semplificazioni e Rilancio, entrambi convertiti in legge, dovrebbe ulteriormente cambiare dal 2021, con l’introduzione per esempio del POLA (Piano Organizzativo del Lavoro Agile) di cui la ministra per la PA Fabiana Dadone ha annunciato le linee guida qualche ora fa, affinché il lavoro agile possa entrare a regime nella Pubblica Amministrazione. La stessa ministra ha commentato il risparmio per lo Stato grazie allo smart working.

Smart working: quanto e come ha risparmiato lo Stato

Lo smart working nei ministeri e nella Pubblica Amministrazione in generale ha portato a un risparmio di 53 milioni di euro. Il risparmio con i dipendenti in modalità di lavoro agile in questi mesi di emergenza sanitaria deriva:

  • nella misura di 18 milioni di euro dallo straordinario non svolto;
  • nella misura di 35 milioni di euro dai buoni pasto non goduti.

Questi ovviamente, i buoni pasto per la precisione, sono benefit riconosciuti ai lavoratori e in merito la ministra Dadone ha dichiarato:

“Come abbiamo già proposto, puntiamo adesso a riallocare queste somme sulla contrattazione integrativa e, dunque, a beneficio degli stessi dipendenti pubblici.”

E ha aggiunto:

“Ciò significa incentivare la produttività, erogare più formazione o magari allargare il welfare integrativo. Ecco, valorizzare con riconoscimenti concreti i lavoratori delle amministrazioni rappresenta uno degli obiettivi più importanti dello smart working a regime. ”

E proprio per lo smart working a regime nella PA arriva il POLA le cui linee guida sono state da poco pubblicate.

Smart working: le linee guida sul POLA

La ministra Dadone ha annunciato l’arrivo del POLA le cui linee guida sono state da poco pubblicate.

Il POLA è stato introdotto dal decreto Rilancio convertito nella legge n.77/2020 che aggiunge il comma 4 bis a modifica dell’articolo 14 della legge 7 agosto 2015, n. 124.

In particolare si stabilisce che entro il 31 dicembre di ciascun anno le amministrazioni pubbliche redigono il POLA, sentite le organizzazioni sindacali, con il quale vengono individuate:

“le modalità attuative del lavoro agile prevedendo, per le attività che possono essere svolte in modalità agile, che almeno il 60 per cento dei dipendenti possa avvalersene, garantendo che gli stessi non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera, e definisce, altresì, le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale, anche dirigenziale, e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti, anche in termini di miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa, della digitalizzazione dei processi, nonché della qualità dei servizi erogati, anche coinvolgendo i cittadini, sia individualmente, sia nelle loro forme associative.”

In caso di mancata attuazione del POLA, specifica il testo della legge, lo smart working si applica almeno al 30% dei dipendenti qualora lo richiedano. Dal 2021 al contrario con il POLA lo smart working sale al 60%.

“Sono state emanate le linee guida sul POLA, un ulteriore passo avanti sulla strada del lavoro agile a regime. Saranno lo strumento in mano alle amministrazioni grazie al quale organizzare, dal 2021, il lavoro in modo più attento e capillare, valutando obiettivi e risultati finali con una conseguente ricaduta positiva sull’erogazione del servizio al cittadino.”

Così la ministra Dadone sulla sua pagina Facebook ufficiale qualche ora fa e ha aggiunto:

“Molte volte in questi mesi mi è stato chiesto come avremmo valutato la produttività. Ecco, il decreto contiene a questo scopo indicatori di sviluppo e misurazione che vanno dal numero di dipendenti e giornate svolte in lavoro agile alla valutazione della performance organizzativa e individuale, fino agli impatti esterni, per l’utenza, l’ambiente e la collettività.”

La ministra ritiene che lo smart working, o lavoro agile, possa essere uno strumento in più per la Pubblica Amministrazione nell’ambito di una nuova organizzazione del lavoro e che potrà dare i risultati sperati con obiettivi chiari e un costante monitoraggio. La ministra ha concluso:

“Mettiamo a regime una modalità di lavoro che coinvolge strumenti, innovazione tecnologica, ma soprattutto un approccio culturale da Paese di serie A, perché le sfide che ci attendono e gli obiettivi che ci poniamo non lasciano margine a nulla di meno.”

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