Smart working settore privato verso la proroga? Novità nel nuovo decreto

Il ministro Catalfo e la sottosegretaria al lavoro Puglisi confermano di voler prolungare il lavoro agile anche nel settore privato. Nel prossimo decreto i dettagli sulla durata della proroga e i nuovi ammortizzatori sociali.

Smart working settore privato verso la proroga? Novità nel nuovo decreto

Prorogare lo smart working nel settore privato come stabilito per i dipendenti pubblici: sembra che il Ministero del Lavoro sia determinato ad estendere anche per i lavoratori privati la possibilità di continuare a lavorare da casa, ove la tipologia di attività lo consenta.

La notizia è stata confermata dal ministro Nunzia Catalfo e dalla sottosegretaria Francesca Puglisi le quali pensano ad una proroga del lavoro agile da inserire nel prossimo decreto sull’emergenza coronavirus, del quale al momento si ignora la data. Infatti estendere il lavoro agile nel settore pubblico e non anche in quello privato risulterebbe ingiustificato e discriminatorio.

Ma non tutti sono d’accordo. Secondo alcune voci autorevoli - in prima linea il sindaco Beppe Sala e il giuslavorista Pietro Ichino - lo smart working deve finire al più presto per evitare “l’effetto grotta” e interrompere “la vacanza pagata dei dipendenti pubblici”. Dall’altro lato c’è l’indiscussa esigenza di evitare l’affollamento sui mezzi pubblici e nei luoghi di lavoro al fine di scongiurare una nuova ondata in autunno.

Per Puglisi e Catalfo lavorare da casa è ancora necessario “poiché il virus non è stato completamente debellato”. Dopo l’annuncio adesso si attendono informazioni più precise sui settori interessati dalla proroga e le nuove direttive per il lavoro agile.

Come nel pubblico anche nel privato: proroga smart working in arrivo

La proroga - se confermata - andrebbe di pari passo con l’estensione dello smart working nel lavoro pubblico sancita nel decreto Semplificazioni.

Così dice la sottosegretaria al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali in una intervista su Radiouno:

«Lo smart working nel decreto Rilancio è stato prorogato per il 50% del personale della pubblica amministrazione, per un graduale ritorno alla normalità e per la possibilità di riorganizzare gli uffici in termini di distanziamento sociale ancora necessario perché il virus non è stato debellato. Pensiamo di inserire una norma di proroga anche per il lavoro privato nel prossimo decreto che faremo per il prosieguo degli ammortizzatori sociali».

Decreto che - come confermato dal Ministro Gualtieri nei giorni scorsi - servirà a prorogare gli ammortizzatori sociali già previsti, a fissare incentivi per le assunzioni e decontribuzioni; possibile anche la proroga dell’obbligo di causale per il rinnovo dei contratti a termine dopo il primo anno.

Smart working, difficile conciliare lavoro e famiglia

Se è vero che prolungare lo smart working anche nel privato - ove possibile - è una misura utile a contenere il contagio, è anche vero che lo Stato dovrà garantire l’equilibrio tra impegni lavorativi e vita privata, problema sofferto soprattutto dalle donne-madri.

A tal proposito è intervenuta la ministra del lavoro Nunzia Catalfo che promette una serie di sgravi per l’assunzione femminile e ammortizzatori sociali rivolti a genitori lavoratori. Obiettivo primario è incentivare l’occupazione femminile soprattutto nel Mezzogiorno, dove è più acuto il problema delle giovani madri che abbandonano o rinunciano a trovare un impiego.

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