Sicurezza globale: è scontro USA-Europa. Cosa aspettarsi?

Sulla sicurezza globale è scontro tra USA ed Europa. Le priorità di Washington non sono le stesse delle potenze europee nella lotta alle minacce internazionali. Cosa aspettarsi da questa diversità strategica?

Sicurezza globale: è scontro USA-Europa. Cosa aspettarsi?

La sicurezza globale è il tema della Conferenza di Monaco, in corso dal 14 al 16 febbraio. Se l’intento è quello di garantire la piena collaborazione tra le grandi potenze per le sfide geopolitiche del momento, i risultati - stando alle prime dichiarazioni - sembrano deludenti.

Quello che sta emergendo in questo vertice tra i grandi del mondo è innanzitutto lo scontro tra USA ed Europa. Seppur velata dalle intenzioni di collaborare, la distanza tra la strategia statunitense e gli obiettivi europei è netta.

Da una parte l’amministrazione Trump sbandiera il trionfo dell’Occidente sui nemici di sempre, quali Cina, Russia, Iran. Dall’altra l’Europa, per voce di Francia e Germania, rivendica un ruolo più forte ed autonomo del continente nel settore difesa. Accusando la linea degli Stati Uniti.

Con l’ombra della NATO, che appare sempre meno incisiva dinanzi alle dinamiche delle guerre internazionali. La sicurezza globale, quindi, ne esce indebolita da uno scontro ormai aperto tra USA e Europa. Quali rischi per il mondo in questo scenario?

Sicurezza globale: i punti di scontro USA-Europa

Con l’affermazione che l’Occidente sta vincendo sulle minacce alla sicurezza globale, gli Stati Uniti hanno difeso la loro visione strategica nel discorso di Mike Pompeo a Monaco.

Sono state respinte, dunque, accuse e critiche provenienti dall’Europa, giurando che i valori occidentali prevarranno sui desideri russi e cinesi di creare degli imperi.

Cercando di rassicurare gli europei turbati dalla retorica dell’ America first del Presidente Trump, dalla sua ambivalenza sull’alleanza militare della NATO, dall’uscita dall’accordo nucleare con l’Iran e dalla guerra delle tariffe sui beni UE, Pompeo ha affermato che non vi è alcuna crisi nella leadership occidentale.

Eppure, la strada intrapresa da Washington, soprattutto con il tycoon al potere, ha irritato l’Europa. Il Presidente tedesco non ha usato mezzi termini nell’accusare gli USA di aver reso il mondo più pericoloso e di aver abbandonato ogni contatto con la comunità internazionale.

Le priorità statunitensi ed europee sulle minacce alla sicurezza internazionale sembrano sempre più distanti. Washington insiste sulla lotta contro l’economia della Cina, l’imperialismo della Russia, la forza nucleare dell’Iran e rivendica i suoi metodi forti che comprendono attacchi, protezionismo, provocazioni belliche, atti unilaterali.

Proprio questo approccio è criticato dall’Europa, che vede nell’atteggiamento di supremazia e chiusura sui propri esclusivi interessi nazionali degli USA il vero pericolo per il mondo. Non è un caso che Pompeo abbia ribadito la contrarietà statunitense al progetto del gasdotto North Stream 2 in Germania, ad opera della società russa Gazprom. E, allo stesso tempo, avvisato tutti sulla pericolosità di Huawei.

Senza una condivisione di vedute tra USA ed Europa, il rischio è una polarizzazione del potere nel mondo. E, quindi, una difficoltà sempre maggiore a trovare soluzioni efficaci contro le minacce.

Macron lancia la difesa UE e sfida gli USA

Il Presidente francese Macron si è fatto portavoce della necessità che l’Europa cominci a sganciarsi dall’alleato statunitense, per giocare un ruolo unitario e da vero protagonista per la sicurezza globale.

L’indebolimento dell’Occidente c’è stato, contrariamente a quanto affermato da Pompeo. Il concetto è quello ribadito mesi fa, quando Macron sconvolse tutti dichiarando l’agonia della NATO.

La difesa europea, quindi, è tornata alla ribalta come un tema chiave per ridisegnare gli equilibri nel mondo. Primo tra tutti quello con la Russia, verso la quale la Francia auspica il dialogo, in netto contrasto con l’isolamento voluto dagli USA.

La strada per una comune difesa UE, però, appare ancora lunga e ricca di ostacoli. Nel frattempo, il rischio è che la voce europea sia ancora troppo debole in Siria, in Libia, in Cina, in Russia e anche nei confronti della guerra dei dazi di Trump.

Le conseguenze per la sicurezza globale di questo scontro USA-Europa e della fragilità dell’UE potrebbero ancora essere di divisioni e minacce persistenti.

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