Siamo in pieno mercato ribassista, ma nessuno se ne accorge

Secondo Mike Wilson di Morgan Stanley siamo nel bel mezzo di un mercato ribassista, che potrebbe andare avanti fino alla fine del 2019.

Siamo in pieno mercato ribassista, ma nessuno se ne accorge

Siamo nel bel mezzo di un mercato ribassista, che potrebbe durare fino alla fine del prossimo anno.
A pensarla cosi è Mike Wilson, strategist di Morgan Stanley che nota come ogni settore abbia fatto registrare un calo dell’11 o del 12% almeno una volta quest’anno, mentre altri abbiano perso il 18, il 19 o addirittura il 20%.

Secondo Wilson è l’indice del livello dei prezzi che sta ingannando tutti, ma “c’è un sacco di dolore là fuori”:

“Beni di prima necessità, costruttori di case e altri titoli del comparto semiconduttori, che sono più ciclici, stanno avendo problemi”.

Il commento dello strategist di Morgan Stanley è arrivato in giornate non pienamente positive per i maggiori indici di Wall Street, dall’S&P 500, al Nasdaq fino ad arrivare al Dow Jones. C’è comunque da notare come in chiusura di settimana la situazione sia migliorata e Wall Street sia riuscita a chiudere con ottimi rialzi.

Wall Street: sempre più difficile fare soldi?

L’azionario era impostato per un ritorno positivo nel mese di maggio, ma la volatilità ha tormentato i mercati dall’inizio dell’anno, con il Dow e l’S&P 500 che ad un certo punto hanno perso più del 10% rispetto ai massimi. Di conseguenza, questo trading irregolare ha segnalato a molti esperti che la fase rialzista potrebbe essere in procinto di prendersi una pausa.

Mentre i titoli restano sopra i minimi toccati nel 2018, Wilson ha spiegato che la sua definizione di “mercato orso” è diversa rispetto alla classica visione che ne ha Wall Street:

“Un mercato ribassista per me non vuol dire necessariamente che il mercato deve scendere del 20%; un mercato ribassista è un ambiente più arduo, dove fare soldi è difficile. La volatilità è molto più elevata, quindi non mi interessa quale tipo di investimento stai facendo, non puoi più correre rischi, non puoi più dire «lo faccio e basta»”.

Wilson, che è lo strategist più ribassista secondo la CNBC, ha sempre previsto che l’S&P 500 finirà l’anno a 2.750 punti, cifra che significherebbe una crescita inferiore all’1% nei prossimi mesi. Ma i ritorni deboli non sono destinati a ridursi nel breve secondo Wilson, il quale crede che il mercato ribassista durerà potenzialmente fino alla fine del 2019.

Molti dei commenti dello strategist giovedì hanno ripreso l’analisi di Morgan Stanley di inizio maggio, quando il colosso ha avvertito i clienti che non è più tempo di investimenti facili.

“Pensiamo sia abbastanza ovvio che il mercato abbia prezzato le notizie sui tagli fiscali, la crescita globale e le condizioni finanziarie ancora favorevoli. Per molti versi una correzione o una conferma erano già in ritardo, e hanno perfettamente senso ora. La domanda che occorre farsi è se tutto questo può trasformarsi in qualcosa di più minaccioso.”

Le preoccupazioni principali di Morgan Stanley hanno riguardato il ritorno dell’inflazione, l’incertezza delle prospettive politiche e il restringimento della politica monetaria, la cui mancanza ha contribuito ad alimentare la corsa senza precedenti nel mercato azionario statunitense negli ultimi nove anni.

La società - che scambia in rialzo già nel pre-mercato - ha tagliato il suo rating sull’azionario da overweight a equal weight.

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