Il private equity sta assumendo un ruolo sempre più centrale e importante nell’intero mondo sportivo, considerato un settore con ottime potenzialità ancora inesplorate a causa soprattutto della mancanza di fondi e risorse per dare impulso a idee e progetti. Se poi bisogna guardare a un segmento che negli ultimi più di altri ha mostrato segni evidenti di bisogno di liquidità quello è il calcio.
Non solo i singoli club, ma anche le leghe dei vari campionati nazionali hanno abbracciato con varie modalità il private equity nei propri modelli di business. La Serie A da questo punto di vista non fa eccezione e anzi nei prossimi mesi potrebbero arrivare novità importanti su questo fronte.
I diritti media internazionali, possibile terreno di incontro
Le fonti sono tra le più autorevoli che ci possano essere quando di mezzo ci sono questioni di economia e finanza. In questi mesi infatti sia Bloomberg che Reuters hanno rivelato come la Serie A starebbe valutando di cedere una quota dei propri diritti media internazionali. Tra i possibili interlocutori a cui è stata data un’apertura per questa soluzione ci sarebbero anche delle società di private equity. I primi dettagli sono stati raccontati da Bloomberg lo scorso fine giugno: le discussioni sarebbero ancora in una fase iniziale e non sarebbe garantito un accordo tra le 20 squadre della Lega Serie A e una società di investimento.
Giusto ricordare come non sia la prima volta in cui si parla di un’ipotesi del genere: la Serie A aveva già cercato di vendere una quota del suo business dei diritti media a un consorzio esterno – composto da CVC Capital Partners, Advent International e il fondo italiano FSI – tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, ma un numero importante di club del campionato si era opposto. Se conclusa, quell’operazione avrebbe fruttato 1,7 miliardi di euro. Si dice inoltre che ancora nel 2023 la Serie A abbia avuto colloqui simili con potenziali investitori, ma anche in questo caso non si è giunti ad alcun accordo.
A fine settembre Reuters è tornata ad occuparsi di questa ipotesi con nuove indiscrezioni e dettagli. Nello specifico, la Serie A starebbe valutando diverse opzioni per i suoi diritti media internazionali, tra cui la vendita di una quota a investitori esterni e una partnership strategica a lungo termine con un’agenzia di media sportivi. Le valutazioni sulla migliore soluzione da intraprendere sarebbero state affidate a un altro di assoluto rilievo come JP Morgan. Tra le opzioni che JP Morgan sta valutando ci sarebbe anche la creazione di un’unità dedicata ai media e la vendita di una quota di minoranza a società di private equity. Si prevede che i risultati di queste valutazioni vengano presentate ai club entro la fine del 2025.
La Serie A punta a triplicare gli introiti dai diritti media all’estero
Al momento i diritti media della Serie A all’estero valgono complessivamente 250 milioni di euro all’anno. L’obiettivo sarebbe quello di triplicare questi ricavi rispetto all’ultimo ciclo (2021-24) entro il 2030. In queste tre stagioni, i ricavi totali derivanti dai diritti media all’estero del campionato sarebbero ammontati a 657 milioni di euro. Tanto per fare un paragone, la Premier League per i diritti all’estero per il ciclo 2022-25 ha incassato qualcosa come 6,2 miliardi di euro. Una differenza insostenibile in termini di capacità competitive intese nel senso più ampio del termine.
Uno scenario complesso, come confermato in un’intervista al Corriere dello Sport dell’A.D. della Lega Serie A Luigi De Siervo lo scorso febbraio: «Il mercato dei diritti tv del calcio sta affrontando un momento di saturazione e razionalizzazione a livello internazionale. Per mantenere i propri valori, la Premier ha dovuto offrire il 20% in più di partite, per non parlare delle difficoltà riscontrate perfino dalla Fifa per la vendita del Mondiale per club. Ma restiamo positivi perché nel lungo periodo potranno entrare sul mercato altri attori e nuove tecnologie. La Lega si è rimessa in moto e corre veloce. Il risultato ottenuto con i diritti nazionali non ha eguali altrove, Premier a parte. Soffriamo all’estero, questo sì».
Altri campionati europei hanno già adottato soluzioni che prevedono la presenza del private equity in questo genere di situazioni. CVC ad esempio è già un investitore in Liga, nonché presente nel business dei diritti media della Ligue 1 francese. Tale accordo, finalizzato all’inizio del 2022, ha fornito alla Ligue 1 un sostegno finanziario di 1,5 miliardi di euro. Anche la Bundesliga ha tentato di arrivare a un accordo simile, ma tutto si è arenato per la feroce opposizione sia da parte di molti suoi club che di gran parte dei propri tifosi.