Con l’inflazione europea ormai vicina al 2% e una BCE che, dopo la lunga maratona di otto tagli tra il 2024 e il 2025, ha tirato il freno al 2,15% (tasso di rifinanziamento principale), il mercato obbligazionario sta attraversando una fase di quiete apparente. È una quiete che piace agli analisti: perché, se non cambierà nulla, i tassi dovrebbero restare così almeno fino al 2027, lasciando sedimentare gli effetti dell’allentamento monetario.
Ma anche in un momento di apparente stabilità, i Btp italiani restano interessanti. Non perché siano improvvisamente diventati sicuri come l’oro, ma perché offrono ancora rendimenti che, sulle scadenze lunghe, danno garanzie agli investitori in cerca di valore. Con l’avvertimento implicito che basta poco (una frase della BCE, un dato macro fuori posto, un nuovo shock geopolitico) perché il quadro cambi.
È proprio da qui che nasce una domanda nella mente di molti risparmiatori: conviene puntare su un Btp e tenerlo fino alla sua scadenza naturale, oppure ha più senso cavalcare le oscillazioni del prezzo e uscire tra un paio d’anni?
In questo articolo analizziamo il Btp 4,3% ottobre 2054 (ISIN IT0005611741) e proviamo a spingere lo sguardo un po’ oltre, con tre simulazioni. Cosa accadrebbe al suo prezzo se, dopo il 2027, la BCE decidesse nuovamente di cambiare rotta?
Valuteremo tre scenari possibili:
- tassi fermi al 2,15%
- tassi in discesa verso 1,75%
- tassi in risalita fino al 2,25%
Questi calcoli aiuteranno a capire come potrebbe muoversi questo titolo quando la politica monetaria tornerà inevitabilmente a cambiare passo.
Se investi 10.000 euro oggi, quanto ottieni a scadenza?
Prima di immaginare come potrebbe muoversi il prezzo nei prossimi anni, conviene partire da un punto fermo: cosa succede se il Btp lo porti fino alla sua scadenza nel 2054.
Il Btp 4,3% ottobre 2054 oggi quota 99,44 euro, poco sotto la pari, con un rendimento lordo a scadenza del 4,36% e un rendimento netto del 3,81%. Significa che chi investe 10.000 euro oggi acquista circa 100 quote (valore nominale 100) e incassa due cedole all’anno, per ogni quota, per quasi tre decenni.
Sommando le cedole nette per tutto il periodo e il rimborso finale alla pari, il risultato è di un capitale finale netto di circa 20.852 euro dopo 29 anni.
Un rendimento cumulato netto che sfiora il +110% sul lungo periodo, indipendentemente dall’andamento del mercato e dei tassi.
Se investi €10.000 nel Btp 4,3% Oct54, puoi ottenere €11.800 in 3 anni
Se invece l’idea è quella di non aspettare il 2054 ma si vuol provare a intercettare il movimento dei tassi di interesse, allora il ragionamento cambia. Perché il prezzo del Btp è lo specchio delle aspettative del mercato e per i titoli lunghi, come questo, basta poco per muovere il prezzo.
Per capire cosa può succedere, immaginiamo tre scenari diversi da qui al 2028 e calcoliamo come varia il prezzo usando la sua duration modificata (16), cioè la sensibilità del titolo ai movimenti dei tassi.
1) Scenario base: tassi fermi al 2,15%
È lo scenario della prudenza. La BCE non tocca nulla, il mercato si assesta, e il prezzo del Btp rimane sostanzialmente dove si trova ora.
Variazione attesa: circa 0%.
In tre anni, l’investitore incassa le cedole (circa 1.129 euro netti) e si ritrova con un capitale quasi identico a quello investito. Nessuna sorpresa, né in un senso né nell’altro. Un percorso lineare, senza strappi.
2) Scenario espansivo: i tassi scendono all’1,75%
Una riduzione di 50 punti base non è rivoluzionaria, ma per un titolo con questa durata è sufficiente a far muovere il prezzo.
La variazione stimata, applicando la formula classica, è di circa +8%.
Variazione % di prezzo = -[duration modificata] x variazione dei tassi
- Prezzo attuale: 99,44
- Duration: 28,86
- Duratio modificata: 16
- Rendimento netto: 3,87%
- Cedola lorda: 4,30%
- Cedola netta: 3,763%
- Quantità acquistata con €10.000: 100
Il nuovo prezzo salirebbe quindi intorno a 107,40 euro.
Calcoliamo ora il potenziale guadagno:
- Cedole nette (x 3 anni) = 3,87% x 100 = €1.129
- Capitale = 107,40 x 100 = 10.740
Tra capitale e cedole, il valore complessivo dopo tre anni supererebbe 11.800 euro.
È lo scenario in cui vendere prima della scadenza avrebbe davvero senso: un guadagno che non deriva solo dai flussi, ma da un miglioramento delle condizioni finanziarie.
3) Scenario restrittivo: i tassi risalgono al 2,25%
È il caso che gli investitori non vogliono sentir nominare, ma che bisogna comunque considerare. UPerché se la BCE decidesse di tirare il freno e alzare i tassi di 50 punti base, i titoli lunghi come questo Btp sarebbero i primi a sentire il contraccolpo: il prezzo scivolerebbe di circa l’8%, riportandosi nell’area dei 91–92 euro.
Le cedole verrebbero sempre pagate, certo, ma non abbastanza da compensare completamente la discesa del capitale. Dopo tre anni, il valore dell’investimento tornerebbe vicino al punto di partenza, con una performance leggermente negativa.
- Cedole nette (x 3 anni) = 3,87% x 100 = €1.129
- Capitale = 91,5 x 100 = 9.150
In caso di vendita, l’investitore si ritroverebbe con poco più di 10.279 euro, riportando il capitale al punto di partenza.
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