Scuole superiori chiuse: cosa potrebbe cambiare con il nuovo DPCM

Scuola, il premier Conte sembra aver deciso: didattica a distanza alle scuole superiori. Per le altre si deciderà in base alla gravità dei contagi nel territorio di appartenenza.

Scuole superiori chiuse: cosa potrebbe cambiare con il nuovo DPCM

Il prossimo DPCM - che Giuseppe Conte ha presentato alla Camera in queste ore - interverrà ancora una volta sul mondo della scuola. Lo ha confermato il Premier ai deputati, svelando che questa volta, anziché procedere verso un lockdown generalizzato, ci saranno interventi mirati su ogni singolo territorio così da intervenire con misure proporzionate in base alla gravità della situazione.

Misure che potrebbero riguardare anche le scuole, ma non c’è ancora nulla di certo. Quel che sembra essere sicuro, visto quanto raccontato dal Presidente del Consiglio alla Camera, è il ritorno totale della didattica a distanza alle superiori.

Il contenzioso tra Governo e Regioni riguardante la chiusura delle scuole, quindi, potrebbe aver trovato una soluzione. È stato Giuseppe Conte a presentare la sua idea per andare incontro sia a quelle Regioni che hanno deciso di chiudere le scuole per qualche settimana che a quelle famiglie che sperano di poter contare ancora sul supporto delle scuole.

Se da una parte il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, continua a dirsi contraria alla chiusura delle scuole, dall’altra c’è da fare i conti con la crescita dei contagi. Probabilmente le scuole in sé non sono ad alto rischio contagio viste le misure di sicurezza, tuttavia non si può trascurare come queste vadano ad incidere anche su altri ambiti, uno su tutti quello dei trasporti pubblici.

Ed è per questo motivo che nel frattempo molte Regioni hanno deciso di chiudere le scuole, contraddicendo il Governo che con l’ultimo DPCM ha solamente previsto una didattica a distanza al 75% alle scuole superiori (che dovrebbero comunque restare aperte per garantire lezioni in presenza per l’altro 25% della didattica).

Un contrasto che non piace al Governo ed è per questo motivo che il Premier sembra aver fatto un passo verso le Regioni. Ecco, nel dettaglio, cosa avrebbe deciso il Presidente del Consiglio: una scelta che verrà messa nero su bianco con il prossimo DPCM - che dovrebbe arrivare tra oggi e domani - con possibili novità già per l’immediato.

Il Presidente del Consiglio ha deciso di chiudere le scuole (ma non tutte)

Il prossimo DPCM dovrebbe chiudere le scuole superiori.

L’esperimento della didattica a distanza al 75%, infatti, si è rivelato essere un fallimento poiché molti istituti hanno riscontrato difficoltà organizzative nel garantire la flessibilità delle lezioni in presenza.

Per questo motivo, anche il 25% di didattica in presenza verrà convertito in didattica a distanza: già dal giorno successivo a quello di approvazione del DPCM, quindi, gli studenti delle scuole superiori potrebbero seguire da casa tutte le lezioni.

Per il momento dovrebbero essere solamente le scuole superiori a chiudere in tutta Italia. Per le altre si deciderà in base alla gravità della situazione sul fronte COVID per ogni territorio.

Nella giornata di ieri, ad esempio, era paventata la possibilità di una didattica a distanza anche per le classi di terza media, ma questa ipotesi al momento non trova conferme nelle dichiarazioni di Conte. Probabile, quindi, che una tale decisione riguarderà solamente le Regioni con alto tasso di rischio.

Il Ministro Azzolina è contraria alla chiusura delle scuole

Ormai isolata all’interno della maggioranza è il Ministro Lucia Azzolina che proprio in questi giorni si è sfogata su Facebook ribadendo l’importanza di tenere le scuole aperte. “Chiudere le scuole rende il Paese più debole, aumenta le diseguaglianze ed è sinonimo di abbandono scolastico”; queste le parole della Azzolina la quale comunque dovrà arrendersi al volere del Presidente del Consiglio il quale sembra aver ormai deciso in favore della chiusura totale delle scuole superiori

Iscriviti alla newsletter

Money Stories