Sciopero scuola di domani, 27 marzo. Scuole chiuse o aperte? Ecco cosa sappiamo.
Si torna a parlare di sciopero nella scuola in vista della giornata di domani, venerdì 27 marzo 2026, con la domanda che puntualmente si ripete in queste occasioni: ci sarà o meno lezione?
Le proteste del personale scolastico nascono da rivendicazioni che coinvolgono molti docenti e lavoratori Ata, a partire dalla richiesta di aumenti salariali più consistenti rispetto a quelli riconosciuti negli ultimi anni. Un elemento che, almeno sulla carta, potrebbe far pensare a una partecipazione significativa.
C’è però anche un fattore che induce a ritenere che l’adesione allo sciopero della scuola di domani non sarà particolarmente elevata e che, nella maggior parte dei casi, le attività didattiche potranno svolgersi senza gravi disagi. Lo sciopero è stato infatti proclamato dal sindacato Sisa, sigla non tra le più rappresentative del comparto scuola.
Proprio per questo motivo è probabile che eventuali criticità restino circoscritte a singole realtà territoriali e che difficilmente si arrivi a una mobilitazione tale da compromettere in modo diffuso l’apertura degli istituti.
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Perché lo sciopero del 27 marzo non deve preoccupare
Come anticipato, le ragioni alla base dello sciopero sono comprensibili e, in parte, condivise da una larga fetta del personale scolastico.
Il tema dell’aumento degli stipendi resta infatti centrale nel dibattito sul futuro della scuola italiana, soprattutto alla luce del potere d’acquisto eroso negli ultimi anni dall’inflazione. Va però ricordato che un primo adeguamento retributivo è già arrivato con il rinnovo del contratto 2022-2024, mentre è già aperto il confronto sul successivo rinnovo 2025-2027, per il quale si punta a raggiungere un accordo entro la fine dell’anno.
Proprio per questo, al di là delle motivazioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero, non sembrano esserci le condizioni per una mobilitazione particolarmente ampia. A indire la protesta del 27 marzo è infatti il Sisa (Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente), una sigla con una rappresentatività molto limitata rispetto ai principali sindacati del comparto istruzione.
Questo elemento riduce sensibilmente la probabilità di un’adesione massiccia da parte di docenti e personale Ata. Pertanto, nella maggior parte degli istituti le attività dovrebbero svolgersi regolarmente o con disagi circoscritti a singole classi o a specifiche realtà territoriali. Come accade spesso in queste situazioni, eventuali criticità potranno emergere solo in alcune scuole e non in modo diffuso sul territorio nazionale.
Cosa succede alle scuole nel giorno dello sciopero?
Ricordiamo che nel giorno dello sciopero non esiste una risposta valida per tutte le scuole: ogni istituto valuta autonomamente la situazione in base al numero di docenti e di personale Ata effettivamente presenti. Questo perché i lavoratori non sono obbligati a comunicare in anticipo la propria adesione alla protesta, rendendo impossibile per il dirigente scolastico programmare con certezza l’organizzazione della giornata.
Di conseguenza, sarà solo la mattina del 27 marzo che il dirigente scolastico, verificata la presenza del personale necessario a garantire i servizi essenziali, deciderà se mantenere aperta la scuola oppure disporre la sospensione delle attività didattiche. Non esiste infatti una soglia minima di adesioni allo sciopero che imponga automaticamente la chiusura dell’istituto: la valutazione è sempre discrezionale e dipende dalla possibilità di assicurare la vigilanza sugli studenti, nonché l’apertura in sicurezza dei locali.
Come da previsione, nella maggior parte dei casi le scuole dovrebbero comunque restare aperte, ma possono verificarsi riduzioni dell’orario per assenze di singoli insegnanti, come anche la necessità di ricorrere a sostituzioni interne. Più delicata è invece la situazione legata al personale Ata: la mancanza di collaboratori scolastici o addetti alla segreteria può rendere difficile garantire i servizi minimi e portare, in alcuni casi, alla chiusura dell’istituto anche quando i docenti sono presenti.
Per questo motivo, alle famiglie viene generalmente consigliato di verificare eventuali comunicazioni ufficiali della scuola o di accompagnare comunque gli studenti all’ingresso, dove sarà data conferma dell’effettivo svolgimento delle lezioni. In caso di sospensione delle attività, l’assenza degli alunni dovrà poi essere regolarmente giustificata secondo le procedure previste dall’istituto.
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