Salvini vuole una legge contro l’eterofobia. Ecco perché non esiste (e mai esisterà)

Matteo Salvini si scaglia contro la legge sull’omofobia e dichiara di voler presentare un DDL contro l’eterofobia. Ecco perché una norma del genere non esiste.

Salvini vuole una legge contro l'eterofobia. Ecco perché non esiste (e mai esisterà)

Nei giorni scorsi è stata presentata alla Camera la proposta di introdurre il reato di omotransfobia che dovrebbe essere votata entro l’estate. Sull’argomento hanno fatto scalpore le dichiarazioni di Matteo Salvini sul progetto di legge e l’idea di istituire anche un reato di eterofobia.

Io penso che l’Italia non è un paese che discrimina e che ci siano già tutte le sanzioni e le punizioni immaginabili - ha affermato il leader della Lega durante una conferenza stampa in Parlamento - Penso anche che il rischio di sconfinare nell’ideologia sia troppo elevato e se viene discriminato o picchiato un omosessuale o un eterosessuale la via è la galera”.

Per Salvini quindi “non esiste il pestaggio più grave o l’insulto più grave rispetto a un altro, perché allora a questo punto presentiamo un disegno di legge contro l’eterofobia”.

Effettivamente in nessun Paese al mondo esiste una legge contro l’eterofobia, mentre diversi stati hanno introdotto recentemente nei loro ordinamenti delle pene sempre più severe per le discriminazioni nei confronti degli omosessuali.

L’eterofobia esiste?

Per eterofobia originariamente non si intendeva quanto detto dall’ex ministro dell’Interno. Infatti, questo termine compare per la prima volta in un libro dell’esponente per i diritti delle donne Daphne Patai dal titolo Heterophobia: Sexual Harassment and the Future of Feminism.

Nell’opera della scrittrice statunitense, l’eterofobia è vista come un atteggiamento di paura rivolto a persone del sesso opposto. In questo caso la critica era rivolta alle stesse femministe, le quali avevano adottato nel tempo un atteggiamento molto aggressivo nei confronti del genere maschile e, allo stesso tempo, accusatorio per le donne che intrattenevano rapporti “troppo amichevoli” nei confronti degli uomini.

Solo con lo sviluppo e il riconoscimento del termine omofobia è stato adottata, come contrapposizione, questa definizione intesa come discriminazione verso gli eterosessuali.

L’omofobia nel mondo e in Europa

Andando oltre l’etimologia, è possibile osservare che non esiste alcuna nazione al mondo che impedisce agli eterosessuali l’accesso ai diritti civili e in cui, nei casi più estremi, la propria preferenza sessuale comporti addirittura un reato.

Al contrario, invece, ancora oggi in 70 paesi nel mondo essere omosessuale è illegale e, in molti casi, viene addirittura punito con il carcere. Contestualmente il matrimonio civile per persone dello stesso sesso non è consentito dappertutto, neanche in Italia, dove sono state istituite con la legge Cirinnà del 2016 le unioni civili.

Inoltre, secondo l’Agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA), l’omofobia continua ad essere presente anche negli stati membri dell’UE, comportando tuttora nei confronti dei gay atteggiamenti di bullismo, violenza e mobbing.

Si può quindi concludere che l’eterofobia e l’omofobia non possono essere equiparati tra di loro. Di conseguenza, Matteo Salvini essendo eterosessuale dovrebbe essere grato di non essere vittima di politiche e atteggiamenti discriminatori.

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Italia Matteo Salvini

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