Cosa significa saldo e stralcio delle cartelle e come funziona

Rosaria Imparato

15 Novembre 2022 - 16:30

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Cos’è e come funziona il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali? Si tratta di uno sconto delle somme dovute, ma si può applicare solo a un certo tipo di debiti.

Cosa significa saldo e stralcio delle cartelle e come funziona

Saldo e stralcio delle cartelle: cosa vuol dire? Se ne parla molto negli ultimi tempi visti i progetti di nuova pace fiscale del governo Meloni. In breve, il saldo e stralcio consiste in una riduzione delle somme dovute, quindi in uno sconto degli importi dei debiti da dare al Fisco, ma solo per i contribuenti che si trovano in difficoltà economica e sono in grado di dimostrarlo.

Attualmente il saldo e stralcio riguarda solo le persone fisiche ed è valido solo per alcuni tipi di debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. L’agevolazione, oltre alla riduzione degli importi dovuti, prevede anche l’azzeramento di sanzioni e interessi di mora.

Chi usufruisce del saldo e stralcio, quindi, paga i propri debiti in misura inferiore a quanto richiesto: si salda il proprio debito anche se con un pagamento parziale. Si tratta di una modalità di pagamento particolarmente vantaggiosa per chi ne beneficia, visto che si tratta di un risparmio importante sui debiti contratti.

Chi può chiedere il saldo e stralcio?

L’opzione di saldo e stralcio riguarda, come anticipato, esclusivamente le persone fisiche che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica. Nello specifico, i soggetti beneficiari sono i contribuenti:

  • con valore Isee riferito al proprio nucleo familiare non superiore a 20 mila euro;
  • che alla data di presentazione della dichiarazione di adesione, hanno già presentato la procedura di liquidazione di cui all’art. 14-ter della legge del 27/1/2012, n. 3.

Per quali debiti si può chiedere il saldo e stralcio

A rientrare nel saldo e stralcio sono quei carichi derivanti dagli omessi versamenti dovuti in autoliquidazione, in base alle dichiarazioni annuali, e quelli derivanti dai contributi previdenziali dovuti dagli iscritti alle casse professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi Inps.

Per i carichi derivanti dall’omesso versamento dei contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali, l’applicabilità al saldo e stralcio è stata subordinata all’approvazione di un’apposita delibera che ciascuna Cassa ha pubblicato, sul proprio sito internet istituzionale, entro il 16 settembre 2019, dandone comunicazione all’Agente della Riscossione mediante posta elettronica certificata.

Stralcio fino a 5mila euro: come controllare se i propri debiti sono stati cancellati

L’annullamento dei carichi fino a 5mila euro è l’oggetto dell’articolo 4 del decreto Sostegni: lo stralcio delle cartelle avviene in modo automatico. In termini pratici significa che i cittadini non devono fare nulla: viene tutto gestito dall’Agenzia delle Entrate e dalla Riscossione.

Il perimetro di applicazione della nuova pace fiscale è abbastanza ristretto, considerando i requisiti per accedervi. L’annullamento dei ruoli infatti è riservato solo:

  • alle cartelle fino a 5.000 euro datate 2000 - 2010 alla data del 23 marzo 2021, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni;
  • ai debitori con un reddito fino a 30.000 euro nel 2019.

Come rendersi conto se il proprio debito è stato cancellato? Si tratta di un passaggio fondamentale, anche per evitare di continuare a pagare, visto non sarà effettuato il rimborso delle somme già versate.

Per controllare che il proprio debito sia stato cancellato, bisognerà accedere alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e verificare il proprio estratto conto: in questo modo si saprà se il debito è stato definitivamente stralciato.

Come pagare le rate di saldo e stralcio e rottamazione ter

Per pagare le rate in scadenza bisogna utilizzare i bollettini già inviati da Agenzia delle entrate-Riscossione corrispondenti ai pagamenti non ancora effettuati. In caso di smarrimento dei bollettini, si possono recuperare dal portale entrando in area riservata oppure richiedendo una copia della “Comunicazione delle somme dovute e moduli di pagamento” (senza necessità di pin e password).

È possibile pagare:

  • alla propria banca;
  • agli sportelli bancomat (ATM) abilitati ai servizi di pagamento Cbill;
  • con il proprio internet banking;
  • agli uffici postali;
  • nelle tabaccherie aderenti a Banca 5 SpA;
  • tramite i circuiti Sisal e Lottomatica;
  • sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it;
  • con l’App Equiclick;
  • tramite la piattaforma PagoPa;
  • direttamente agli sportelli ma esclusivamente su appuntamento da prenotare sul sito nella sezione «Trova lo sportello e Prenota».

Le prossime scadenze della pace fiscale

L’ultima scadenza della pace fiscale riguarda le rate del 2022: il termine ultimo per considerare tempestivo il pagamento è fissato al 30 novembre 2022. Entro tale termine dovranno essere corrisposte le rate in scadenza del 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2022.

I cinque giorni di tolleranza applicati al termine del 30 novembre fanno slittare la scadenza al 5 dicembre 2022.

Saldo e stralcio delle cartelle del governo Meloni

La cosiddetta tregua fiscale del governo Meloni assume contorni più nitidi, anche se ancora non si è raggiunto un accordo all’interno della maggioranza. L’idea di base è quella di impostare la nuova pace fiscale su tre linee, in base all’importo del debito accumulato dei confronti del Fisco: stralcio della cartella, quindi cancellazione, sconto su una parte della cifra dovuta e pagamento a rate.

Per le cartelle fino a mille euro non ci sono dubbi nella maggioranza: verranno cancellate, gli atti cestinati, con una cancellazione automatica allo studio da parte dell’Agenzia delle Entrate. Quindi, cittadini, imprese e professionisti destinatari di queste cartelle non dovranno fare domanda per ottenere lo stralcio del proprio debito.

Chi ha una cartella con un valore compreso tra mille e tremila euro potrà beneficiare dal saldo e stralcio: una parte del dovuto sarà corrisposto alle Entrate, il resto non dovrà essere pagato. La novità più importante riguarda la possibilità di accedere alla nuova sanatoria in base al reddito. In questo modo, ad avere un particolare vantaggio saranno i cittadini con un reddito modesto, fissato -secondo le ultime anticipazioni- a 15mila euro.

In caso di importi superiori a 2.500 euro e redditi superiori a 15mila, l’imposta andrebbe pagata per intero, ma invece del circa 40% di sanzioni e interessi, la percentuale scenderebbe al 5%, con un comodo pagamento in rate decennali.

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