Salario minimo: i programmi dei partiti candidati alle elezioni politiche 2022

Rosaria Imparato

06/09/2022

16/09/2022 - 09:42

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Una delle misure più attese dai cittadini riguarda il salario minimo: vediamo quali sono le proposte dei partiti in vista delle elezioni politiche 2022.

Salario minimo: i programmi dei partiti candidati alle elezioni politiche 2022

L’Italia è uno dei pochi Paesi europei che non prevede un salario minimo legale. Di conseguenza, gli stipendi dipendono dalla contrattazione tra sindacati e datori di lavoro. Da qualche anno, però, si discute dell’introduzione del salario minimo, ma quali sono le posizioni dei partiti? È bene avere chiari i programmi, visto che il 25 settembre, giorno in cui siamo chiamati al voto per le elezioni politiche, si avvicina.

Il salario minimo è una delle proposte «cavallo di battaglia» del Movimento 5 Stelle, ma non è l’unico partito a inserirlo nel proprio programma. Tendenzialmente, il riferimento al salario minimo (con tanto di cifre) si trova nelle coalizioni di centro-sinistra. Nel programma del terzo polo, la coalizione di Italia Viva e Azione, non è prevista una soglia minima per il salario.

Non è presente alcun riferimento, infine, all’interno del programma di Fratelli d’Italia, così come non ci sono particolari approfondimenti nei programmi della coalizione di centrodestra. Entriamo nel dettaglio.

Cosa prevede il programma del M5S sul salario minimo

Il programma del Movimento 5 Stelle prevede l’introduzione del salario minimo a 9 euro lordi per “dire stop alle paghe da fame e dare dignità ai lavoratori che oggi percepiscono di meno”. Giuseppe Conte, leader del Movimento ed ex Presidente del Consiglio, ha detto in un’intervista a Money.it:

“Il taglio deve essere incisivo: basta pannicelli caldi come i 6 o 7 euro al mese oltre i quali il governo Draghi non è stato capace di andare.”

In realtà, come vedremo nei prossimi paragrafi, l’idea del M5S del salario minimo a 9 euro lordi non è tra le proposte più alte.

PD e salario minimo: la proposta

Il programma del Partito Democratico richiama la necessità di “una legge che riconosca il valore legale erga omnes del trattamento economico complessivo dei contratti collettivi firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative per debellare i “contratti pirata” e che introduca un salario minimo contrattuale, seguendo il modello tedesco, nei settori a più alta incidenza di povertà lavorativa, con una soglia minima affidata alla proposta delle parti sociali e che comunque rispetti i parametri della direttiva europea (attualmente per l’Italia, secondo alcune stime pari a circa 9 euro lordi orari)”.

Nell’intervista di Enrico Letta a Money.it, il leader del PD ha spiegato che il salario minimo è una misura fondamentale per il nostro Paese e se il governo Draghi non fosse stato fatto irresponsabilmente cadere, lo avrebbero realizzato prima della fine di questa legislatura.

Salario minimo nei programmi di Alleanza Verdi e Sinistra Italiana

Il programma di Alleanza Verdi e Sinistra Italiana scende maggiormente nel dettaglio:

“Non dovrebbe essere possibile in una Repubblica fondata sul Lavoro, ma oggi in Italia succede di firmare un contratto che preveda 4,4 euro l’ora di paga. È il risultato di anni di leggi penalizzanti per le lavoratrici e i lavoratori, soprattutto giovani, donne e migranti, divisi fra loro, precari, ricattati e costretti ad accettare salari da fame. Noi crediamo si debba rivoluzionare il sistema: serve una legge sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro e l’estensione a tutte e tutti delle tabelle retributive previste per il settore dai sindacati maggiormente rappresentativi. Se questo non basta, tanto è lo sfruttamento in alcuni settori come la logistica, prevediamo che esista comunque un salario minimo di 10 euro all’ora, sotto cui nessuno possa andare. Sono 1.200 euro al mese ed è il prezzo della dignità.”

+Europa e il salario minimo

Il programma del partito +Europa non prevede cifre rispetto al salario minimo, ma si legge che:

“Entro lo schema della direttiva europea, introduzione e armonizzazione del salario minimo mobile, definito in accordo tra le parti sociali e sulla base dei settori produttivi, (sulla base di parametri tutelanti ma non penalizzanti per il sistema delle imprese) e di attuazione dell’art.39 in materia di rappresentatività (per coniugare l’impianto delle garanzie con l’affermazione della centralità della contrattazione collettiva e incentivando la diffusione di contratti a remunerazione variabile legati agli andamenti aziendali in termini di risultati e produttività).”

Nell’intervista di Benedetto della Vedova a Money.it, l’esponente di +Europa ha detto che è importante implementare un salario minimo, ma da definire nel quadro della prossima Direttiva europea e in accordo tra tutte le parti coinvolte, differenziando in base al settore produttivo. Alla contrattazione collettiva bisogna affiancare la diffusione di contratti a remunerazione variabile legati agli andamenti aziendali.

Impegno Civico: cosa ha detto Di Maio sul salario minimo

Nell’intervista che Luigi Di Maio ha concesso a Money.it ha spiegato che il lavoro sul salario minimo va svolto insieme alle imprese. Inoltre, ha dichiarato:

“il salario deve essere anche equo: bisogna rendere giustizia ad anni e anni di sacrifici fatti da lavoratori, giovani e meno giovani, per formarsi e occorre calibrare gli stipendi su questa competenza. Voglio aggiungere che è anche arrivato il momento di fare un passo doveroso: dobbiamo aiutare gli under 40 a comprare casa senza anticipare un solo euro, con una garanzia di Stato del 100%.”

Nel programma di Impegno Civico, tuttavia, non si fa cenno al salario minimo, ma al fatto che bisogna «favorire le assunzioni a tempo indeterminato».

Il programma di Azione e Italia Viva sul salario minimo

Il programma di Azione e Italia Viva prevede una legge “sulla rappresentanza che combatta il fenomeno dei contratti-pirata e assicuri che siano validi sono i contratti collettivi firmati da organizzazioni realmente rappresentative; la validità erga omnes dei contratti, assicurando la massima copertura di ogni tipologia di lavoro residuale, e la fissazione di un minimo di ultima istanza”.

Salario minimo: cosa prevede il programma della coalizione di centrodestra

Per quanto riguarda il programma di Fratelli d’Italia, partito leader della coalizione di centrodestra, non ci sono riferimenti al salario minimo, ma a un salario «equo e di tutele».

Per la Lega, guidata da Matteo Salvini, il salario minimo è “pari a quello stabilito dai CCNL più diffusi nel settore”.

Infine, il programma di Forza Italia prevede per salario e stipendio minimo una cifra di 1000€ per apprendistato, praticantato e lavoro a tempo determinato.

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