Ryanair, arriva la maxi multa Antitrust da €255,7 milioni per abuso di posizione dominante

P. F.

23 Dicembre 2025 - 12:09

L’Antitrust condanna Ryanair. La compagnia aerea irlandese dovrà pagare una multa da oltre 255 milioni di euro per abuso di posizione dominante nel mercato del trasporto aereo da e per l’Italia.

Ryanair, arriva la maxi multa Antitrust da €255,7 milioni per abuso di posizione dominante

L’Antitrust condanna Ryanair. La compagnia aerea irlandese è stata sanzionata per la cifra record di 255,7 milioni di euro per abuso di posizione dominante nel mercato a monte del trasporto aereo da e per l’Italia.

Secondo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), la low-cost è colpevole di aver ristretto lo spazio competitivo degli intermediari - agenzie di viaggio tradizionali e online - costringendo di fatto i consumatori ad acquistare i biglietti esclusivamente attraverso i canali ufficiali gestiti dalla compagnia. Per questa istruttoria, avviata nel 2023, Ryanair avrebbe potuto rischiare una multa fino a 1 miliardo di euro.

Oltre alla sanzione economica, l’Autorità ha disposto inoltre che la compagnia modifichi il proprio modello di business nei rapporti con gli intermediari, imponendo misure che favoriscano condizioni di concorrenza più eque.

Le indagini sulle pratiche commerciali scorrette di Ryanair

Secondo la ricostruzione dell’Antitrust, Ryanair avrebbe messo in atto negli ultimi anni una serie di comportamenti strategici per rendere più difficile la vendita dei suoi biglietti tramite canali di intermediazione.

Tra le pratiche contestate dall’Autorità figurava, ad esempio, l’obbligo di verifica facciale per i passeggeri che acquistavano tramite agenzie online e un sistema di blocco automatico delle prenotazioni giudicate “anomale”, due meccanismi che avrebbero indirizzato i consumatori verso le piattaforme ufficiali della compagnia, svantaggiando di fatto gli altri canali di vendita disponibili:

“Ryanair ha introdotto procedure di riconoscimento facciale destinate agli utilizzatori dei biglietti acquistati tramite agenzia sul proprio sito, ha bloccato in modo totale o intermittente i tentativi di prenotazione da parte delle agenzie di viaggio sul proprio sito (ad esempio, tramite il blocco dei mezzi di pagamento e la cancellazione massiva degli account legati a prenotazioni effettuate dalle OTA). Ha imposto accordi di partnership alle OTA e, in seguito, di Travel Agent Direct alle agenzie fisiche, con condizioni limitative della possibilità delle agenzie di offrire il volo Ryanair combinato con altri servizi, utilizzando quale strumento di “persuasione” il blocco intermittente delle prenotazioni e un’aggressiva campagna di comunicazione nei confronti delle OTA che non sottoscrivevano questi accordi (“OTA pirata”). Ad aprile 2025, Ryanair - rendendo disponibile alle OTA la soluzione completa whitelabel iFrame - ha fornito l’integrazione delle applicazioni informatiche (c.d. API) che, ove ben implementate, permettono di ripristinare corrette condizioni di concorrenza nel mercato a valle dei servizi turistici”.

L’AGCM ha ritenuto tali pratiche idonee a indebolire la capacità delle agenzie di competere efficacemente, riducendo così la qualità delle offerte disponibili ai consumatori attraverso canali alternativi al sito ufficiale della compagnia.

La risposta di Ryanair

Ryanair ha smentito ogni accusa di abuso di posizione dominante, sostenendo che le pratiche finite nel mirino dell’Antitrust siano motivate esclusivamente da esigenze di sicurezza e dalla necessità di prevenire frodi e non abbiano alcuna finalità anticoncorrenziale.

Davanti all’AGCM la compagnia ha ribadito che il diritto dell’Unione europea non impone la stipula di accordi con le agenzie di viaggio e che la scelta di concentrare le vendite sui canali diretti costituisce una strategia commerciale pienamente legittima, coerente con il modello low cost e con l’obiettivo di offrire prezzi più bassi ai consumatori.

Adesso, la low-cost si dichiara intenzionata a impugnare la decisione davanti al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) e, successivamente, al Consiglio di Stato.

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