Ryanair, voli a rischio in queste giornate

Alessandro Nuzzo

7 Maggio 2026 - 22:15

Per contenere l’aumento dei costi del carburante, la compagnia irlandese low cost sta pensando di tagliare i voli in queste giornate della settimana considerate meno redditizie.

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Purtroppo la situazione in Medio Oriente resta ancora incerta e, nonostante i tentativi di arrivare a un accordo tra Stati Uniti e Iran, non c’è ancora nulla di concreto. La conseguenza è che lo Stretto di Hormuz continua a rimanere chiuso, molte navi evitano di attraversarlo e il petrolio continua a non arrivare regolarmente dai Paesi del Golfo Persico verso l’Occidente. Di conseguenza, il costo del carburante resta elevato, ma la preoccupazione maggiore riguarda soprattutto il settore del trasporto aereo che, con l’aumento della domanda e del traffico previsto nei mesi estivi, quando milioni di persone partiranno per le vacanze, teme possibili problemi di approvvigionamento e soprattutto un forte aumento dei costi del carburante per gli aerei. Per questo motivo, diverse compagnie stanno iniziando a studiare soluzioni per contenere le spese operative.

Il piano di emergenza di Ryanair: tagliare i voli il martedì, mercoledì e sabato

Ryanair, la compagnia low cost europea più conosciuta, starebbe valutando un piano per limitare i costi dovuti all’aumento del prezzo del jet fuel, riducendo o cancellando numerosi voli su alcune rotte considerate meno redditizie e soprattutto in particolari giorni della settimana. Secondo alcune indiscrezioni, la compagnia irlandese starebbe studiando una strategia che prevederebbe una riduzione delle frequenze nei giorni meno profittevoli, come martedì, mercoledì e sabato. Inoltre, starebbe valutando tagli anche in specifiche fasce orarie delle altre giornate, soprattutto nelle ore centrali della giornata, su rotte considerate facilmente sostituibili dall’alta velocità ferroviaria.

La scelta di concentrare questi possibili tagli proprio in determinate giornate e in precise fasce orarie non sarebbe casuale. Nel trasporto aereo, infatti, la domanda varia molto durante la settimana. Il traffico business si concentra soprattutto tra lunedì e venerdì, mentre quello turistico cresce maggiormente nei weekend. Diverse analisi di mercato mostrano che martedì e mercoledì registrano spesso tassi di riempimento più bassi, con aerei che viaggiano a capienza ridotta. In una fase caratterizzata da un forte aumento del costo del carburante, mantenere attivi voli con pochi passeggeri diventa economicamente meno conveniente.

Anche il sabato, su molte rotte europee, la domanda risulta generalmente inferiore rispetto alla domenica. Per Ryanair, quindi, ridurre le frequenze nei giorni meno redditizi consentirebbe non solo di risparmiare carburante, ma anche di concentrare la domanda sui voli rimasti operativi, aumentando il riempimento degli aerei e riducendo i costi complessivi di gestione.

Va comunque precisato che, al momento, non esiste ancora nulla di ufficiale. Tuttavia, il fatto che Ryanair stia prendendo in considerazione questa possibilità dimostra quanto sia alta la preoccupazione nel settore del trasporto aereo. Il problema, infatti, non riguarda soltanto la compagnia irlandese. Anche altri grandi vettori europei come Lufthansa, Air France-KLM, easyJet e Wizz Air starebbero valutando possibili soluzioni per gestire al meglio l’aumento dei costi del carburante e le eventuali difficoltà di approvvigionamento nei prossimi mesi.

Purtroppo queste conseguenze potrebbero concretizzarsi proprio durante l’estate, il periodo più intenso non solo dal punto di vista climatico ma anche per il traffico aereo. Milioni di persone viaggiano infatti in aereo per raggiungere le località turistiche e, con l’aumento della domanda, i passeggeri potrebbero trovarsi davanti a una riduzione delle frequenze su alcune tratte, soprattutto quelle brevi e meno richieste, oppure a un aumento dei prezzi dei biglietti. In quel caso potrebbe diventare conveniente valutare anche mezzi di trasporto alternativi, come l’alta velocità ferroviaria, soprattutto per gli spostamenti all’interno dell’Italia.

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