Rottamazione dei Comuni in attesa, offerta economica prima di Pasqua

Patrizia Del Pidio

2 Aprile 2026 - 13:35

In arrivo l’offerta dell’Agenzia delle Entrate Riscossione per la gestione della rottamazione locale per i Comuni. Vediamo gli scenari.

Rottamazione dei Comuni in attesa, offerta economica prima di Pasqua

Rottamazione locale in arrivo con l’Agenzia delle Entrate Riscossione che si appresta ad aiutare i Comuni nella sanatoria. L’Ader e il Ministero dell’Economia e delle finanze stanno valutando l’intervento di aiuto per la rottamazione dei tributi in cambio di un aggio.

I Comuni hanno trovato molta difficoltà nel riprodurre la rottamazione quinquies che a livello nazionale è stata avviata a gennaio. Proprio per venire in soccorso dei Comuni è stato ipotizzato un aiuto che non sarà a costo zero. Lo scenario che sembra prendere forma è quello del riconoscimento di un aggio come prezzo del servizio di supporto nella sanatoria locale.

Rottamazione locale, offerta in arrivo

Attualmente non sono state previste ancora cifre ufficiali, ma l’offerta dell’Agenzia delle Entrate Riscossione dovrebbe concretizzarsi a breve. La prima proposta avanzata delle Entrate è stata rifiutata dai Comuni: la richiesta era stata quella di versare un aggio inversamente proporzionale al numero di contribuenti che aderiscono. Questo scenario prevedeva un onere maggiore, quindi, in caso di poche adesioni.

Un aggio che aumenta se aderiscono pochi cittadini è un rischio finanziario che i piccoli Comuni non possono correre. La trattativa di aprile 2026 punta a un aggio fisso o a una quota di gestione standard per rendere il servizio dell’Ader accessibile a tutti.

In ogni caso, la richiesta di intervento dell’Agenzia delle Entrate Riscossione è stata necessaria per venire incontro alle necessità di Comuni di piccole e medie dimensioni che per scarsità di risorse e di dotazioni organiche hanno trovato difficoltà nel gestire la rottamazione locale.

Le grandi città potrebbero procedere direttamente da sole, come nel caso di Napoli il cui consiglio comunale il 25 marzo 2026 ha votato all’unanimità impegnando sindaco e giunta ad aderire alla rottamazione. Negli altri Comuni la definizione agevolata ha raccolto adesioni con non troppo entusiasmo. Il rischio è che senza un ruolo dell’Agenzia delle Entrate Riscossione i comuni che aderiranno alla sanatoria locale potrebbero essere molto pochi.

Cosa prevede la rottamazione locale

La rottamazione locale, che dovrebbe vedere la luce nel corso del 2026, permette di sanare i debiti contratti con gli enti locali come multe stradali, Imu e Tari. Come la rottamazione quinquies, anche quella locale prevede il pagamento solo della quota capitale con cancellazione di sanzioni e interessi. In questo caso, però, è necessario che la rottamazione locale sia approvata con un apposito atto che ne definisca il numero di rate e la cadenza.
Per aderire alla rottamazione locale, quindi, è necessario in prima istanza che il Comune scelga di aderire, e solo in seguito alla pubblicazione del regolamento stesso è possibile presentare domanda di adesione.

Nella rottamazione locale possono essere coinvolti solo i debiti propri dell’ente (con l’esclusione dell’Irap). La finestra per presentare domanda di adesione deve essere di almeno 60 giorni a partire dalla pubblicazione dell’atto sul sito del Comune. A differenza della rottamazione nazionale, per quella locale saranno scelti periodi circoscritti, ma in ogni caso deve essere possibile presentare la domanda in modalità telematica ed è proprio su questo punto che i Comuni trovano la maggiore difficoltà senza l’aiuto dell’Ader. La legge impone la domanda online, ma molti piccoli comuni non hanno un portale dei pagamenti evoluto. Senza l’interfaccia dell’Ader, la rottamazione resterebbe sulla carta.

L’ente in ogni caso decide chi può aderire, quali tributi e quali anni rientrano nella sanatoria e di quanto ridurre sanzioni e interessi (potrebbero anche non essere del tutto azzerati). Il Comune può decidere di azzerare le sanzioni ma mantenere, ad esempio, una parte degli interessi di mora o limitare la sanatoria solo ad alcune annualità di Imu o Tari.

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