Ristoranti e negozi: chi (e quando) riapre per Natale?

Il Governo vuole che negozi e ristoranti siano aperti in tutta Italia per il periodo natalizio. Possibile piano per le riaperture nella prima metà di dicembre.

Ristoranti e negozi: chi (e quando) riapre per Natale?

Oggi negozi e ristoranti sono chiusi in molte Regioni d’Italia. I primi hanno dovuto abbassare la serranda in quelle zone che si trovano nell’area rossa, mentre i secondi sono aperti nelle sole Regioni dell’area gialla (ma con chiusura obbligata alle 18:00), ossia Lazio, Veneto, Molise, Sardegna e provincia di Trento.

Un Natale così sarebbe impossibile da sostenere, in quanto le conseguenze sui consumi avrebbero un impatto molto forte sul nostro sistema economico, già particolarmente in difficoltà a causa della prima e della seconda ondata da COVID-19.

Per questo motivo il Governo sta già pensando a come fare per permettere agli italiani di festeggiare un Natale quantomeno sereno. L’intenzione è di arrivare ad un indice Rt pari ad 1 in tutta Italia, così da procedere con un allentamento delle restrizioni, anche nella fascia gialla.

Come prima cosa bisognerà togliere il coprifuoco, così da permettere i festeggiamenti senza limitazione oraria, ma sarà anche importante provvedere ad un piano di riaperture che coinvolga negozi e ristoranti.

Negozi e ristoranti riaprono per Natale?

Ci sono buone notizie: il Governo sta già lavorando ad un piano per la salvaguardia del Natale. Nel dettaglio, ogni decisione a riguardo verrà presa agli inizi di dicembre, subito dopo il periodo di validità dell’ultimo DPCM firmato lo scorso 3 ottobre.

Il 3 dicembre il Governo spera di trovarsi in una situazione dove la curva dei contagi delle seconda ondata è ormai in discesa, con un indice Rt vicino all’1 in gran parte d’Italia.

Questo farà sì che tutte le Regioni riescano ad evitare la zona rossa, permettendo quindi a tutti i negozi di restare aperti nelle settimane che precedono l’arrivo del Natale, così da salvare lo shopping natalizio.

Per i negozi, quindi, non sembrano esserci particolari rischi: le notizie di questi giorni ci dicono che sia i contagi quanto i ricoveri in terapia intensiva sono in frenata e di conseguenza ci sono buone possibilità che agli inizi di dicembre la situazione torni ad essere sotto controllo in buona parte d’Italia.

Semmai il problema è legato a bar e ristoranti. Anche se a dicembre - secondo quello che è il piano del Governo - tutta Italia tornerà ad essere in zona gialla, ci sarà comunque il problema della sospensione dei servizi di ristorazione dopo le 18:00.

A tal proposito, l’Esecutivo potrebbe autorizzare - in quello che sarà un DPCM apposito per il Natale - l’apertura serale nei giorni festivi, con limitazioni, però, molto importanti sul numero di persone allo stesso tavolo.

Orari di apertura più lunghi e niente coprifuoco quindi; questo il piano del Governo per permettere ai ristoranti di lavorare nel periodo natalizio. D’altronde c’è la consapevolezza che quanto prima bisognerà ridare ossigeno all’economia - oltre a qualche spiraglio di serenità al Paese - ed è per questo motivo che un allentamento delle restrizioni già dalla prima metà di dicembre sembra essere molto probabile, specialmente se la curva dei contagi dovesse confermare il calo rilevato in questi giorni.

Ristoranti e negozi aprono per Natale? I chiarimenti del Governo

In queste ore diversi esponenti del Governo hanno parlato dell’ipotesi riaperture per il periodo di Natale. A tal proposito, sembra se ne sia parlato proprio nelle ultime riunioni della Cabina di regia, dove sarebbe stato chiaramente detto che è importante “chiudere adesso per permettere la riapertura a metà dicembre”.

E anche se il Ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, predica calma - “è presto per parlarne” - tutti gli indizi sembrano andare verso quella direzione, con ristoranti, bar e negozi che dovrebbero essere regolarmente aperti per le feste.

Ovviamente non ci sarà il “tana libera tutti” come questa estate; servirà prudenza e responsabilità, ma comunque questo non dovrebbe impedire alle varie attività di beneficiare del rilancio dei consumi atteso per il periodo natalizio.

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