Cartelle, riscossione al ribasso: persi quasi 3 miliardi

Riscossione delle cartelle al ribasso: tra pandemia e lockdown l’AdeR stima di perdere quasi 3 miliardi di euro. Il piano del direttore Ruffini è continuare a monitorare le azioni di recupero, soprattutto della rottamazione.

Cartelle, riscossione al ribasso: persi quasi 3 miliardi

Riscossione delle cartelle al ribasso: l’AdeR deve ricalibrare i propri obiettivi di recupero dei debiti in seguito al lockdown, e dunque si punta a incassare 6,4 miliardi di euro invece dei 9,2 che si attendevano prima della pandemia.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione insomma perde 2,8 miliardi. Non solo: una buona parte dei recuperi preventivati sono attesi con gli appuntamenti della pace fiscale, quindi rottamazione e saldo e stralcio, la cui scadenza è stata posticipata per garantire maggiore tempo ai contribuenti.

La riscossione insomma si confema la parte più debole del sistema tributario: ci sono 986,7 miliardi non incassati nel corso degli ultimi venti anni, di cui il 41% è difficilmente recuperabile.

Cartelle, riscossione al ribasso: persi quasi 3 miliardi di debiti

La riscossione delle cartelle è ferma fino al 15 ottobre, data che segna anche la fine del blocco dei pignoramenti, ma in questi giorni l’AdeR sta facendo i conti con le conseguenze del lockdown.

Prima della pandemia infatti si puntava a incassare 9,2 miliardi di euro, ma in seguito alla crisi economica e sanitaria si dovranno ricalibrare le aspettative e già recuperare 6,4 miliardi (il 30% in meno) è da considerare un buon risultato.

Bisogna anche tenere in considerazione che sui 6,4 miliardi preventivati nell’azione di recupero, circa il 37,5% -pari a 2,4 miliardi- è atteso con rottamazione e saldo e stralcio delle cartelle, la cui scadenza è stata spostata al 10 dicembre proprio per dare qualche mese di respiro in più ai contribuenti.

Una riscossione al ribasso, insomma, ma anche se questa notizia potrebbe essere accolta con gioia da parte dei contribuenti, in realtà potrebbe acuire le difficoltà dell’AdeR, di cui il direttore Ruffini ha parlato durante l’audizione del 14 settembre alla VI Commissione Bilancio alla Camera per chiedere una parte delle risorse del Recovery Fund.

Cartelle, riscossione al ribasso: serve riforma strutturale. Maggiori controlli sulla pace fiscale

Durante l’audizione del 14 settembre il direttore Ruffini ha evidenziato le principali difficoltà dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, chiedendo una parte dei fondi del Recovery Fund per finanziare una riforma strutturale del Fisco basata essenzialmente su due punti:

  • introduzione una riforma del meccanismo di inesigibilità;
  • pianificare la propria attività di riscossione.

Vanno monitorati anche e soprattutto gli appuntamenti con la pace fiscale:

“sarà garantito il monitoraggio puntuale dei pagamenti effettuati dai contribuenti che hanno optato per la definizione agevolata dei propri carichi attraverso un piano di pagamento rateale tenendo conto del termine ultimo fissato nel 10 dicembre 2020 per l’integrale versamento delle rate delle misure di definizione agevolata in scadenza nel 2020.”

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