Il rischio per l’economia globale è la Cina, non l’Italia

Mattia Prando

23 Gennaio 2019 - 12:53

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L’economista italiano Giulio Sapelli sostiene che il vero pericolo per la crescita globale è dovuto al rallentamento della Cina e non al nostro Paese, dove non arrivano investimenti

Ieri al World Economic Forum a Davos, Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale ha annunciato il taglio delle stime sul Pil dell’Italia allo 0,6%, il più basso a livello mondiale, definendo il nostro Paese come un “rischio per l’economia globale”.

Secondo l’economista Giulio Sapelli però, il principale pericolo per la crescita mondiale arriva dalla Cina. Il rallentamento della superpotenza asiatica porterebbe infatti ad una forte diminuzione delle importazioni cinesi.

“L’allarme arriva non tanto dall’Italia ma dal fatto che la deflazione europea continua”, sostiene Sapelli. Per l’esperto, un altro problema deriva dalla mancanza di investimenti nel Belpaese e, più in generale, in Europa.

Una soluzione potrebbe essere trovata grazie ad una collaborazione tra il Fmi e la Banca europea per gli investimenti, in modo da costruire un “grande piano di investimenti europei che è l’unico modo per evitare lo tsunami della Cina”.

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