Il riscatto del servizio militare ai fini pensionistici non è sempre conveniente

Non sempre riscattare il servizio militare è conveniente; ecco perché bisogna riflettere bene prima di prendere qualsiasi decisione in merito.

Il riscatto del servizio militare ai fini pensionistici non è sempre conveniente

I lavoratori che hanno prestato il servizio militare obbligatorio (oggi non più in vigore) possono riscattarlo gratuitamente così da aumentare il proprio monte contributivo.

A tal proposito è importante ricordare che il riscatto del servizio militare anche se gratuito non è automatico: spetta all’interessato, infatti, fare domanda all’Inps affinché questo accrediti i contributi figurativi utili ai fini pensionistici.

Solitamente riscattare il servizio militare conviene al lavoratore: incrementando i contributi presenti sul conto assicurativo, infatti, si può andare prima in pensione ed incrementare l’importo dell’assegno previdenziale maturato.

Tuttavia ci sono delle situazioni specifiche in cui il riscatto del servizio militare non è così conveniente come sembra: stiamo parlando ad esempio di coloro che hanno cominciato a maturare contributi da lavoro dopo il 1° gennaio 1996 e che quindi rientrano nel sistema contributivo puro.

A questi lavoratori, infatti, sono riconosciute alcune agevolazioni sul fronte pensione. Ad esempio, possono ricorrere alle opzioni contributive della pensione di vecchiaia e di quella anticipata, cosa che però non sarebbe più possibile nel caso in cui si decidesse di riscattare il servizio militare svolto prima dell’entrata in vigore del sistema contributivo.

Quali vantaggi per chi rientra interamente nel sistema contributivo

Come anticipato, una persona che ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 avrà la pensione calcolata interamente secondo le regole del sistema contributivo, meno conveniente rispetto al vecchio sistema retributivo.

Nonostante sia più sconveniente dal punto di vista economico rispetto al sistema retributivo, a coloro che rientrano interamente nel sistema contributivo viene riconosciuta la possibilità di ricorrere a due misure alternative di pensione di vecchiaia e pensione anticipata.

Nel dettaglio, l’opzione contributiva della pensione di vecchiaia consente l’uscita dal lavoro con soli 5 anni di contributi effettivi maturati, purché si siano compiuti almeno 70 anni e 7 mesi d’età. Il requisito anagrafico cambierà dal 2019 per effetto dell’adeguamento con le aspettative di vita, quando per ricorrere alla pensione di vecchiaia contributiva sarà necessario aver compiuto 71 anni.

L’opzione contributiva della pensione anticipata, invece, consente l’uscita dal lavoro all’età di 63 anni e 7 mesi (64 anni dal 2019) se si ha una contribuzione effettiva pari ad almeno 20 anni. Inoltre bisogna soddisfare un requisito economico: l’importo della pensione non deve risultare inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale.

Riscattando il servizio militare si potrebbe passare al sistema misto

Entrambi questi strumenti sono riservati a coloro che ricadono nel sistema contributivo puro, quindi esclusivamente a quelle persone che hanno iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996.

Ciò significa che qualora il servizio militare sia stato svolto prima di questa data e si decida di riscattarlo ai fini pensionistici ci sarebbe il passaggio al sistema misto con la conseguente perdita della possibilità di beneficiare delle suddette agevolazioni.

In questo caso, infatti, il servizio militare verrebbe calcolato secondo le regole del sistema retributivo, mentre per il resto il lavoratore sarebbe soggetto allo più sconveniente sistema contributivo. Insomma, riscattando il servizio militare il lavoratore verrebbe comunque svantaggiato sul lato economico perdendo inoltre il diritto alle agevolazioni a lui riconosciute.

In questo caso poi ci sarebbe anche la disapplicazione del massimale contributivo (previsto solo per i contributivi puri) con la conseguenza di esborsi superiori per coloro che vantano retribuzioni elevate.

Non si può rinunciare al riscatto del servizio militare

Visto quanto appena detto vi consigliamo di valutare bene se vi conviene o meno riscattare il servizio militare. Dovete sapere, infatti, che una volta effettuata la vostra scelta non potrete più tornare indietro.

L’Inps, infatti, non riconosce all’assicurato la possibilità di rinunciare all’accredito (cosa invece concessa per gli altri eventi figurativi) visto che in tal caso il servizio militare si considera come se fosse stato virtualmente utilizzato per la determinazione delle regole di calcolo della pensione.

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