Risarcimento per le vittime del lavoro, il governo taglia i fondi?

Giorgia Bonamoneta

21 Giugno 2023 - 08:05

Il decreto 75/2023, firmato dalla ministra Calderone, taglia il Fondo di sostegno per le famiglie vittime di gravi infortuni. Cosa cambia adesso?

Risarcimento per le vittime del lavoro, il governo taglia i fondi?

Il governo Meloni taglia sul fronte della sicurezza sul lavoro e lo fa partendo dal risarcimento una tantum alle famiglie delle vittime. Il decreto firmato dalla ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone, ridimensiona il Fondo di sostegno per le famiglie vittime di gravi infortuni. Si tratta di un Fondo per il risarcimento una tantum che l’Inail versa alle famiglie in attesa dell’indennizzo stabilito in seguito all’indagini di verifica sull’incidente.

Si tratta di un taglio consistente che abbassa la soglia minima e la soglia massima dei risarcimenti per gli infortunati. Il taglio è stato aspramente criticato dal magistrato di Cassazione ed ex direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro, Bruno Giordano, che ha commentato questa scelta come coraggiosa e oltraggiosa allo stesso tempo. “Ci vuole coraggio per piangere i morti sul lavoro e poi diminuire drasticamente l’una tantum per gli eredi. Ma è anche oltraggio a chi perde la vita e a chi resta”.

La critica di Giordano trova ampio consenso perché il governo Meloni ha distribuito soldi a pioggia su altri strumenti come il bonus Turismo e il bonus Edilizia. Il ridimensionamento del Fondo di sostegno per le famiglie vittime di gravi infortuni appare come una ricerca disperata di fondi. Una ricerca che, per usare ancora le parole di dell’ex direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro Giordano, “offende il senso stesso dello Stato e la dignità di chi lavorava e non è tornato a casa”.

Taglio ai fondi di risarcimento per le vittime del lavoro: cosa succede

Marina Elvira Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, ha firmato il decreto 75/2023 che ridimensiona, ovvero taglia i fondi per il risarcimento in sostegno alle famiglie vittime di gravi infortuni. Il risarcimento del Fondo di sostegno per le famiglie vittime di gravi infortuni passa da 6.000 euro della quota minima del 2022 a 4.000 euro per il 2023 della quota massima.

Si tratta di una notizia che ha lasciato molti sorpresi, anche se nel corso degli anni, dall’istituzione del fondo, sono stati ridimensionati o aumentati diverse volte le cifre in sostegno alle famiglie. A stupire, in senso negativo, è la diminuzione della quota massima e della quota minima in un momento storico nel quale il costo della vita è piuttosto caro.

Con il ridimensionamento dei fondi ai superstiti, coniugi e figli ricevono una tantum, entro un mese dall’accertamento dell’incidente, una cifra più bassa rispetto a quella prevista lo scorso anno.

Taglio ai fondi per il risarcimento per le vittime del lavoro: cosa cambia

Secondo quanto stabilito dal decreto 75/2023, sia le quote minime che le quote massime saranno ridotte. Il risarcimento per le vittime sul lavoro, in attesa dell’indennizzo Inail, si presenta in questi termini:

Tipologia numero superstiti importo per nucleo superstiti (euro)
A 1 4.000
B 2 7.500
C 3 11.000
D più di 3 14.500

Un esempio del ridimensionamento del fondo può essere fatto con la quota minima e la quota massima. Infatti per il 2022 la quota minima era stabilita a partire da 6.000 euro, rispetto ai 4.000 euro del 2023; mentre la quota massima era pari a 22.400 euro nel 2022, ridefinita a 14.500 euro nel 2023.

Le critiche non mancano. Per riprendere le parole di Bruno Giordano: “In un Paese che ha distribuito a pioggia i soldi del Pnrr, ad esempio con il bonus turismo o quello per l’edilizia, tagliare un già misero riconoscimento offende il senso stesso dello Stato e la dignità di chi lavorava e non è tornato a casa”.

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