La ripresa in Cina frena. E i mercati vanno in rosso

Violetta Silvestri

15 Settembre 2021 - 08:37

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Mercati oggi influenzati dai dati economici della Cina: il Dragone mostra segni di rallentamento e gli indici scambiano in rosso. Il timore del freno alla crescita globale causato dall’epidemia c’è.

La ripresa in Cina frena. E i mercati vanno in rosso

Mercati oggi in affanno: le azioni asiatiche scambiano in territorio negativo, mentre i dati economici cinesi deboli rafforzano le preoccupazioni sul rallentamento della crescita a livello globale e nella seconda economia più grande del mondo.

I nervi restano abbastanza tesi, tra una pandemia ancora dominante e l’avvicinarsi di nuove decisioni restrittive delle banche centrali.

Le azioni sono in ritirata in Giappone, Hong Kong e Cina. La crescente revisione normativa di Pechino ha danneggiato il settore tecnologico cinese e le azioni dei casinò di Macao. I futures statunitensi ed europei sono in rialzo dopo che l’S&P 500 è sceso durante la notte.

Mercati oggi trainati dalla frenata in Cina

L’Asia scambia quasi tutta in rosso stamane. Alle ore 8.16 italiane, il Nikkei perde lo 0,51% e gli indici cinesi Shenzhen e Shanghai rispettivamente lo 0,75% e lo 0,28%.

Il tonfo di Hong Kong è dell’1,53% e quello di Taiwan dello 0,46%. In verde solo il Kospi, con un +0,27%.

Negli scambi odierni l’Asia sembra aver subito il colpo dei dati cinesi al di sotto delle aspettative. Nello specifico, i risultati economici del dragone hanno mostrato un forte rallentamento della crescita delle vendite al dettaglio, con i freni del virus che hanno colpito la spesa dei consumatori e i viaggi durante le vacanze estive di punta.

La produzione industriale della Cina è aumentata del 5,3% ad agosto rispetto a un anno prima, riducendosi da un aumento del 6,4% a luglio e segnando il ritmo più debole da luglio 2020, secondo i dati dell’Ufficio nazionale di statistica. La stima indicava una crescita del 5,8%.

Anche la spesa dei consumatori ha subito un duro colpo dall’aumento dei casi, con le vendite a +2,5% ad agosto rispetto a un anno fa, molto al di sotto dell’aumento previsto del 7,0% e segnando il calo più lento dall’agosto dello scorso anno.

Infine, a preoccupare Pechino c’è anche la crisi del colosso immobiliare China Evergrande, con i funzionari che hanno notificato alle banche che la società non sarà in grado di effettuare il pagamento degli interessi sui prestiti in scadenza il 20 settembre.

Cosa si aspettano i mercati?

Sta tornando una certa preoccupazione sul ritmo di crescita globale e sul rilancio post-pandemico.

Le analisi di investitori ed economisti si stanno concentrando sulle sfide ancora tutte da vincere: difficoltà nelle supply chain, materi prime alle stelle, transizione verde, variante Delta, incognita inflazione.

I prezzi al consumo USA in aumento meno del previsto potrebbero convincere la Fed a non allentare la politica monetaria ancora, ma gli investitori rimangono diffidenti nei confronti di una serie di ostacoli. Questi includono l’impatto della variante e l’aumento dei costi sulla riapertura economica, nonché la spinta della Cina a tenere a freno le industrie private.

Dana D’Auria, di Envestnet Inc, ha commentato su Bloomberg:

“A questo punto è difficile sostenere che rimanga del tutto transitorio. Abbini questo con il fatto che ci sono ancora tutti questi shock di approvvigionamento su cui stiamo ancora lavorando. Penso che i mercati dovranno soffrire.”

Il tema materie prime, inoltre, rimane in focus. Oltre all’attuale crisi e impennata nel settore energetico, Goldman Sachs Group Inc. ha quasi raddoppiato le sue prospettive per i prezzi del carbone asiatico.

Intanto, l’inflazione britannica appena pubblicata è aumentata del 3,2% in termini annuali ad agosto dopo un aumento del 2,0% a luglio, il tasso più alto da marzo 2012, ha affermato l’Ufficio per le statistiche nazionali.

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