Rinnovo contratto statali: così saranno tassati gli aumenti di stipendio

Antonio Cosenza

15 Ottobre 2019 - 19:03

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Passi avanti per il rinnovo di contratto della pubblica amministrazione: accordo sulla base di un aumento di stipendio medio di 80,00€ lordi (sul quale si potrebbe applicare una tassazione agevolata).

Per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici ci sono delle importanti novità: il Messaggero, infatti, ha fatto chiarezza sulle cifre su cui è stata raggiunta una prima intesa tra sindacati e amministrazione.

Non si tratta di un accordo definitivo, tuttavia i sindacati si sono detti soddisfatti - pur rimandando qualsiasi giudizio finale a quando il tutto verrà definito - dei passi in avanti fatti nell’ultimo incontro con l’amministrazione. Il Governo, infatti, ha confermato di voler incrementare la dote a disposizione per il rinnovo di contratto, aggiungendo circa un miliardo di euro alla cifra stanziata nell’ultima Legge di Bilancio (pari a 1,775 miliardi).

Complessivamente, quindi, per il rinnovo del contratto del triennio 2019-2021, scaduto quindi lo scorso 31 dicembre, si potrebbe contare su una cifra pari a 2,7 miliardi di euro da destinare ai 3 milioni di dipendenti pubblici in servizio.

Insegnanti, impiegati pubblici e forze dell’ordine: tutti gioverebbero dell’aumento di stipendio riconosciuto con il rinnovo di contratto che, secondo le prime simulazioni, dovrebbe essere pari a 80,00€ medi e lordi. Stando a questo prospetto, quindi, l’aumento di stipendio sarebbe persino più basso di quello conseguente al rinnovo di contratto per il triennio 2016-2018, quando l’allora Governo Renzi riuscì ad arrivare ad 85,00€ medi e lordi.

Tuttavia c’è un fattore che sembra far ben sperare i dipendenti pubblici: c’è la possibilità, come fatto presente dal Governo ai sindacati nell’incontro avuto nei giorni scorsi, che per l’aumento di stipendio si possa utilizzare un regime fiscale agevolato, aumentando così l’importo netto dello stesso.

Rinnovo del contratto: tassazione agevolata per gli aumenti stipendiali

Quindi, la base di accordo potrebbe arrivare su un incremento medio e lordo di 80,00€, di poco inferiore al +3,48% dello stipendio tabellare riconosciuto dall’ultimo rinnovo di contratto (quando l’incremento medio e lordo fu di 85,00€).

Tuttavia, nonostante con questo rinnovo l’importo lordo dell’aumento stipendiale potrebbe essere più basso, il netto si preannuncia più alto. Ebbene sì, perché intenzione del Governo è di introdurre una tassazione agevolata per i soli incrementi.

Nel dettaglio, l’ipotesi è quella di una tassazione al 10%, da applicarsi solamente sulla parte di aumento. Quindi, mentre con il precedente rinnovo gli 85,00€ lordi si tramutarono in poco più di 55,00€ netti (in quanto tassati tenendo conto dell’aliquota marginale del lavoratore), questa volta si tratterebbe di importi più elevati: in busta paga, infatti, i dipendenti pubblici si troverebbero (in media) un aumento netto di 72,00€.

Come anticipato non si tratta ancora di notizie ufficiali, ma di semplici ipotesi sorte durante l’incontro con il Governo a cui hanno preso parte i sindacati. Fatto sta che questa ipotesi è al vaglio delle parti ed una sua approvazione potrebbe essere risolutiva ai fini dell’accordo per il rinnovo di contratto.

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