Rimborso Tari pertinenze: interviene anche l’Anci

La Tari gonfiata per la questione delle pertinenze verrà rimborsata dai Comuni che hanno effettivamente commesso degli errori: è quanto si legge nella nota dell’Anci. Ecco le ultime novità.

Rimborso Tari pertinenze: interviene anche l'Anci

La questione del rimborso Tari sulle pertinenze tiene ancora banco nel dibattito politico.

La vicenda trae origine da un interrogazione parlamentare di qualche settimana fa in cui il Governo ha evidenziato come le pertinenze debbano essere considerate solo una volta nel calcolo della Tari totale; contemporaneamente si è quindi ammesso che diversi Comuni (ancora da individuare a livello ufficiale) hanno commesso errori di calcolo, in alcuni casi arrivando a raddoppiare l’importo della Tari medesima.

Nel frattempo l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) ha diramato una nota in cui viene affermato che tutti gli enti locali che hanno commesso errori nel calcolo della tassa sui rifiuti rimborseranno gli importi dovuti ai propri cittadini.

Rimborso Tari per questione pertinenze. Ecco la nota Anci

Ecco il testo della nota con cui il presidente dell’ Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) Antonio Decaro è intervenuto nel dibattito relativo alla Tari:

Sulla vicenda Tari occorre fare chiarezza: non c’è stato alcun dolo perché non c’è stato e non può esserci aumento del gettito. Si tratta di errori, capitati in pochi Comuni, per poche utenze e cifre molto basse.

La legge che ha istituto la Tari prevede che il gettito vada a coprire integralmente il costo del servizio: se qualcuno ha pagato di più vuol dire che qualcun altro ha pagato qualcosa in meno, il gettito è rimasto lo stesso. Che è successo? La legge non è esplicita, il regolamento tipo del Mef non prevede la questione delle pertinenze in particolare. Infine, ricordo che ogni anno tutti i circa ottomila Comuni mandano i regolamenti al Mef, per le verifiche a campione della correttezza. Bene, il Mef neppure in un caso ha sollevato obiezioni.

I Comuni hanno sempre delle riserve e noi pensiamo che per i calcoli errati negli anni passati i rimborsi possano provenire dalle casse del Comune. Ci auguriamo anche con una formula automatica, senza costringere i contribuenti a presentare domanda. Dal momento però che è la legge a imporre di pagare con il gettito della Tari il 100 per cento del costo del servizio di spazzamento, raccolta e smaltimento dei rifiuti in ogni città, abbiamo bisogno di una norma o una circolare che autorizzi i sindaci a pagare direttamente i rimborsi. Sarebbe la cosa più semplice.

Se il costo del servizio resta lo stesso, chi ha pagato di più dovrà pagare di meno e chi ha pagato di meno pagherà di più. Ma si tratta di cifre impercettibili, in molti casi variazioni di qualche centesimo di euro. Per far risparmiare soldi ai contribuenti l’unica strada è produrre meno rifiuti, riciclare correttamente quelli che si producono, non sporcare le strade pubbliche: contribuire tutti a rendere meno oneroso il servizio.

Rimborso Tari o beffa aumenti?

A pagare il prezzo dei rimborsi che i Comuni dovranno erogare potrebbero essere ancora una volta gli stessi cittadini che hanno subito i vari torti.

La possibilità che i Comuni aumentino la Tari arriva dalla Legge di Bilancio 2018 attualmente in discussione in Parlamento.

Nel frattempo il MEF ha annunciato una circolare con ulteriori chiarimenti su come e dove si potrà richiedere il rimborso.

Tari 2017, rimborso sicuro in sette Comuni italiani secondo i dati Codacons. Ma il numero ufficiale delle città potrebbe lievitare enormemente

Secondo i dati resi noti dal Codacons nei giorni scorsi, i Comuni nei quali vi sono stati certamente degli errori nel calcolo della Tari sono i seguenti:

  • Milano;
  • Genova;
  • Ancona;
  • Siracusa;
  • Catanzaro;
  • Rimini;
  • Napoli.

Si tratta tuttavia di dati da verificare ancora ufficialmente, anche se alla luce delle dichiarazioni di Baretta (sottosegretario all’Economia) la situazione potrebbe essere davvero molto più grave.

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Tari Imposte

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