Tari gonfiata dai Comuni, dopo i rimborsi arriva l’aumento

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Tari gonfiata dai Comuni, dopo i rimborsi arriva l'aumento

Tari gonfiata dai Comuni: a pagare i rimborsi saranno i cittadini? Ennesima stangata per i cittadini, che dovranno fare i conti con nuovi aumenti dal 2018.

Tari gonfiata: se è vero che i Comuni dovranno rimborsare i cittadini che hanno pagato più del dovuto negli ultimi quattro anni è altrettanto vero e plausibile che nel 2018 la spesa sostenuta dalle Amministrazioni Pubbliche potrebbe trasformarsi nell’ennesima stangata per le famiglie.

Il caos relativo al calcolo sbagliato della tassa rifiuti che ha costretto molti cittadini a pagare un importo più alto di quanto dovuto, potrebbe avere conseguenze negli anni successivi.

A pagare il prezzo dei rimborsi che i Comuni dovranno erogare potrebbero essere, in una sorta di circolo vizioso, ancora una volta i normali cittadini.

La possibilità che i Comuni aumentino la Tari non arriva da un’ipotesi lontana dalla realtà ma riprende quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018.

La vicenza della Tari gonfiata dai Comuni assume ogni giorno contorni sempre più assurdi e beffardi per i contribuenti: il MEF ha annunciato una circolare con ulteriori chiarimenti su come e dove si potrà richiedere il rimborso.

Intanto, sembra proprio il caso di dirlo, oltre il danno arriva anche la beffa.

Tari gonfiata dai Comuni, dopo i rimborsi arrivano gli aumenti?

Gli aumenti della Tari potrebbero essere una delle strade che i Comuni decideranno di percorrere nei prossimi anni per garantire la copertura economica al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.

Questo perché i fondi per coprire le richieste di rimborso dovranno essere reperiti dai Comuni proprio tra quelli stanziati per il servizio di raccolta dei rifiuti, ovvero dai proventi del gettito fiscale Tari.

Una semplice restituzione di un importo non dovuto che, tuttavia, potrebbe causare disservizi e problemi per i Comuni che hanno già predisposto i fondi necessari nel proprio Bilancio.

Gestire le richieste di rimborso in quei Comuni che, per anni, hanno indebitamente calcolato più volte la quota variabile sulla Tari potrebbe essere cosa non semplice e per gestire le domande è possibile che già nel 2018 vi saranno i primi aumenti.

Il “balzello” della Tari, tra l’altro, sarebbe legittimato anche dalla Legge di Bilancio 2018, dove accanto al blocco delle aliquote delle altre imposte locali (Imu e Tasi) non è stato inserito anche quello della tassa sui rifiuti.

Aumento Tari in Legge di Bilancio 2018

La Legge di Bilancio 2018, non ancora approvata ma pronta per l’esame al Senato, prevede anche per il prossimo anno il blocco delle tasse locali Imu e Tasi.

La legge tuttavia esclude la Tari: i Comuni potranno liberamente deliberare un aumento dell’aliquota prevista, cosa che a fronte dell’esborso necessario per i rimborsi sembra ormai quasi certo.

Ovviamente potrebbero arrivare disposizioni specifiche da parte del MEF nella circolare, annunciata e non ancora pubblicata, con la quale verranno fornire istruzioni su come richiedere il rimborso della Tari gonfiata.

Questo è quantomai auspicabile: in caso contrario, a pagare le spese di un errore del proprio Comune sarebbero sempre e ancora una volta i cittadini, già non proprio felici di dover pagare una tassa sulla spazzatura ed essere, in molti casi, costretti a fare i conti con disservizi e città sempre più sporche.

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