Riforma pensioni: novità dalla Camera per donne, laureati e disabili

Riforma delle pensioni: tra gli emendamenti presentati alla Camera spiccano quelli in favore delle mamme, dei laureati e dei disabili. Ecco tutte le novità.

Riforma pensioni: novità dalla Camera per donne, laureati e disabili

Continua l’esame della riforma delle pensioni - decreto legge 4/2019 - presso la Commissione Lavoro alla Camera, al termine del quale potrebbero esserci diversi cambiamenti per Quota 100 e non solo.

Il primo ciclo di audizioni, alle quali hanno preso parte i rappresentanti delle parti sociali e delle istituzioni, è terminato la scorsa settimana e in questi giorni i deputati stanno valutando la fattibilità di alcune proposte. L’obiettivo è principalmente uno: rendere Quota 100 più accessibile per le lavoratrici, visto che in molti si sono lamentati dicendo che questa è una misura per soli uomini in quanto statisticamente le donne hanno maggiore difficoltà nel maturare 38 anni di contributi.

Di ampliare la platea dei beneficiari di Quota 100 ne hanno parlato sindacati e Governo (rappresentato dal sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon) in un recente incontro, dove i rappresentanti dei lavoratori sono stati rassicurati per il fatto che con il passaggio alla Camera potrebbero essere introdotte delle misure di maggior flessibilità per le donne che vorrebbero accedere a Quota 100 - e non solo - per anticipare la pensione.

Ma non ci sono solamente le novità per le donne a cambiare la riforma delle pensioni: la Lega, infatti, sta puntando all’estensione del riscatto flessibile della laurea, la misura introdotta dal decreto 4/2019 per consentire di riscattare gli anni di Università - ai soli fini contributivi - ad un costo più basso rispetto a quanto previsto dal riscatto tradizionale.

Al momento questa misura è riservata solamente a coloro che non hanno compiuto il 45° anno di età, i quali possono riscattare la laurea e far valere gli anni di Università come contributi utili ai fini del raggiungimento della pensione (ma non per aumentare l’importo dell’assegno) ad un costo appena superiore ai 5.000€ per ogni anno.

Come anticipato anche per i laureati potrebbero esserci novità con il passaggio della riforma delle pensioni alla Camera dei Deputati, così come per i disabili esclusi, al momento, dalla possibilità di richiedere la pensione di cittadinanza; vediamo quali analizzando le ultime notizie sulle pensioni che ci arrivano dalla Commissione Lavoro.

Pensione anticipata donne: bonus per figli e disabili

Specialmente da parte della Lega c’è molto interesse a rendere più flessibile l’accesso alla pensione per le donne. Nel dettaglio, si punta a favorire l’accesso a Quota 100 alle lavoratrici madri, le quali potrebbero aver interrotto la loro carriera per dedicarsi alla famiglia.

A tal proposito, tra gli 800 emendamenti presentati, spicca quello a firma leghista con il quale ad ogni lavoratrice sarà riconosciuto un bonus contributivo di 4 mesi per ogni figlio. Il bonus potrà essere di massimo 12 mesi e potrà essere fatto valere non solo per Quota 100 ma anche per la pensione di vecchiaia anticipata e di vecchiaia.

Lo sconto sarebbe persino rafforzato per le madri con figli disabili.

Ricordiamo comunque che per queste - così come per quelle di cui vi parleremo di seguito - novità bisogna attendere l’approvazione della Commissione, che non è detto ci sarà. Al momento quindi si tratta solamente di voci; alle lavoratrici non resta che incrociare le dita e sperare in un esito positivo dell’iter legislativo.

Riscatto della laurea flessibile per tutti

Come anticipato, il decreto 4/2019, rende flessibile il riscatto della laurea abbattendo il costo (pari a 5.241,30€ per ogni anno) e lasciando la libertà al lavoratore di decidere quanti anni riscattare.

Questa novità permette di maturare più anni di contributi che potrebbero essere utili ai fini del raggiungimento del diritto alla pensione; parimenti, però, i contributi riscattati non contribuiscono ad aumentare il montante contributivo, rendendo così inalterato l’importo dell’assegno previdenziale.

Ad oggi nel decreto 4/2019 con il quale sono state riformate le pensioni questa possibilità è riservata ai soli Under 45, ossia a coloro che al momento del riscatto non hanno ancora compiuto il 45° anno di età. Ebbene, da parte della Lega c’è l’intenzione di estendere questa misura a tutti i laureati, eliminando quindi qualsiasi vincolo di età.

In ogni caso, anche se l’emendamento dovesse essere approvato, il riscatto flessibile sarebbe comunque riservato ai periodi successivi al 31 dicembre del 1995, da valorizzare con il sistema contributivo per il calcolo della pensione.

Pensione di cittadinanza anche ai disabili

In molti ricorderanno le polemiche della Lega, a pochi giorni dall’approvazione del decreto 4/2019, per il fatto che nella parte riservata al reddito e alla pensione di cittadinanza non ci fossero misure riservate ai disabili.

A tal proposito, tra gli emendamenti presentati alla Commissione Lavoro ce ne sono alcuni che puntano ad una maggiore attenzione nella distribuzione del reddito e della pensione di cittadinanza, riconoscendo delle misure ad hoc in favore dei disabili.

Nel dettaglio, al requisito anagrafico per la pensione di cittadinanza (ricordiamo che possono farne richiesta solamente i nuclei familiari composti esclusivamente da Over 67) se ne vuole aggiungere un altro riconoscendo la facoltà di richiedere questa misura anche ai nuclei familiari composti da un Over 67 e da una o più persone con disabilità grave o non autosufficienti, indipendentemente dalla loro età.

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