La riforma delle pensioni è un fallimento annunciato secondo la Cgil

Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, è critico nei confronti della riforma delle pensioni; ecco perché Quota 100 rischia di essere un bluff.

La riforma delle pensioni è un fallimento annunciato secondo la Cgil

Tra coloro che non sono favorevoli alla riforma delle pensioni pensata dal Governo giallo-verde c’è la Cgil, come confermato dal segretario confederale Roberto Ghiselli in un’intervista per RadioArticolo1.

Secondo Ghiselli, infatti, “Quota 100 sarà un bluff”, visto che per ridurre i costi - così da accogliere le richieste fatte dall’Unione Europea - saranno approvati dei correttivi che andranno a ridurre di molto la platea dei possibili beneficiari.

Durante l’intervista Ghiselli ha ribadito che al momento su Quota 100 c’è molta confusione, motivata dal fatto che c’è uno scarto tra quanto promesso in campagna elettorale dai due partiti che oggi sostengono la maggioranza di Governo e quanto effettivamente si può fare con le risorse a disposizione.

Per capirne di più su come sarà la riforma delle pensioni bisognerà attendere qualche giorno; secondo Ghiselli, infatti, in queste ore il Governo - come tra l’altro confermato da Alberto Brambilla, consulente di Salvini in ambito previdenziale - sta lavorando per ridurre la platea dei beneficiari di Quota 100, così da recuperare risorse e tagliare il deficit previsto al 2,4%. Ad esempio, c’è l’ipotesi - annunciata da Brambilla ma non confermata da Salvini - che Quota 100 sarà limitata esclusivamente a coloro che ne maturano i requisiti necessari nel 2018.

Nonostante non si conosca ancora l’esito della riforma delle pensioni, il segretario della Cgil appare comunque molto critico nei confronti del Governo, tanto da preannunciare che Quota 100 sarà “un bluff”.

Perché la riforma delle pensioni non piace alla Cgil

Secondo Ghiselli alla fine il Governo dovrà per forza di cose ridurre la platea di beneficiari di Quota 100, così da limitare i costi della riforma ed evitare la procedura d’infrazione da parte dell’Europa.

Lo faranno, ma facendo finta di non averlo fatto” ha dichiarato Ghiselli, convinto del fatto che il Governo farà intendere che Quota 100 rimane e che gli impegni presi saranno rispettati, pur attuando nei fatti una riforma delle pensioni molto differente da quella annunciata in campagna elettorale.

Il silenzio di questi giorni ne è la dimostrazione: da parte del Governo, infatti, continuano i proclami sulla riforma delle pensioni e sul reddito di cittadinanza, ma ad oggi quello che concretamente si farà non è dato sapere.

Le notizie che attualmente girano su Quota 100 non soddisfano i sindacati. Ne sono un esempio le dichiarazioni di Durigon in merito alla possibilità di un intervento temporaneo con decorrenze posticipate rispetto ad oggi; un sistema che - secondo Ghiselli - farà sì che saranno pochi i lavoratori a poter andare in pensione con Quota 100 nel 2019.

Perché non bisogna parlare di superamento della Fornero

Ghiselli ha poi parlato Quota 41, la misura oggi limitata ad alcune categorie di lavoratori precoci ma che il Governo intende estendere a tutti nei prossimi anni (probabilmente dal 2021).

Si tratta - per chi non lo sapesse - di una misura che consente al lavoratore di andare in pensione, indipendentemente dall’età, una volta maturati i 41 anni di contributi.

Per Ghiselli questa misura è ottima e per questo è favorevole all’ipotesi di una sua estensione; parimenti, però, il segretario della Cgil è contrario al fatto che si “spacci l’estensione di Quota 41 come superamento della Fornero”, definendolo un vero e proprio “bluff” da parte del Governo. D’altronde, già maturare i 38 anni di lavoro per arrivare a Quota 100 è molto complicato, figuriamoci per i 41 previsti dalla suddetta misura.

La Legge di Bilancio non piace alla Cgil

Ma non è solamente la riforma delle pensioni a non piacere alla Cgil, è l’intera manovra finanziaria visto che in questa - come sottolineato da Ghiselli - non si parla di donne, né tantomeno di chi ha lavori discontinui, deboli, e di coloro che svolgono lavori gravosi e usuranti. Dimenticati anche i giovani, così come le piccole imprese al Sud.

Insomma, ad oggi la manovra finanziaria non piace all’Europa ma allo stesso tempo neppure ai sindacati, convinti del fatto che il Governo potrebbe far meglio con le risorse attualmente a disposizione.

Bisogna ricordare però che è ancora presto per commentare la Legge di Bilancio visto che il testo definitivo lo avremo solamente con il passaggio al Senato del testo dove, tra l’altro, saranno presentati una serie di emendamenti che andranno ulteriormente a modificare la riforma delle pensioni svelata nelle scorse settimane.

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