Riforma pensioni 2017: Opzione donna o Ape, quale conviene?

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Riforma pensioni 2017: Opzione donna o Ape, quale conviene?

Riforma pensioni 2017: conviene più aderire all’Opzione donna o richiedere l’Ape, l’anticipo pensionistico? Ecco quale regime di pensione anticipata è più conveniente.

Riforma pensioni 2017: Opzione donna e Ape al calcolo convenienza. Per le lavoratrici prossime alla pensione e che potranno aderire ad una delle novità previste dalla nuova legge sulle pensioni anticipate è importante capire se conviene più aderire all’Opzione donna oppure optare per la nuova Ape.

Di cosa si tratta? In ambedue i casi la legge di riforma pensioni, contenuta nella Legge di Stabilità 2017 - Bilancio prevede la possibilità di andare in pensione prima del raggiungimento del requisito anagrafico. Allo stesso modo, sia per Opzione donna che per l’Ape bisognerà rinunciare a una parte della propria pensione. Spieghiamoci bene.

Opzione donna, regime sperimentale di prepensionamento per le lavoratrici del settore pubblico o privato, ha ottenuto la proroga anche per il 2017 e consiste nella possibilità di andare in pensione a 57 o 58 anni e con 35 anni di contributi. Quanto si perde? Per le lavoratrici che presenteranno domanda per aderire all’Opzione donna nel 2017 verrà effettuato il calcolo della pensione con il metodo contributivo e quindi con una decurtazione dell’importo di pensione previsto invece per il calcolo misto.

L’Ape, l’anticipo pensionistico, è invece il progetto sperimentale che prenderà avvio dal 2017 e che consentirà ai lavoratori che hanno raggiunto almeno 63 anni di età e che hanno versato i contributi previdenziali per 30 anni di andare in pensione anticipata grazie ad un prestito da parte di banche ed assicurazioni. La somma necessaria per coprire gli anni di pensione anticipata dovrà essere restituita in rate di 20 anni al momento del raggiungimento del requisito anagrafico e sin da subito sarà decurtata parte della pensione a copertura del prestito bancario.

Per le lavoratrici che rientrano sia nell’Opzione donna che nell’Ape è tempo di fare gli opportuni calcoli e capire quale delle novità introdotte dalla riforma pensioni 2017 conviene e comporta meno perdite.

Opzione donna o Ape, quale conviene? Ecco alcuni esempi e calcoli delle due novità sulla pensione anticipata 2017.

Riforma pensioni 2017: Opzione donna o Ape, quale conviene?

I due regimi sperimentali, ovvero la prorogata Opzione donna e l’Ape, l’anticipo pensionistico che dal 2017 sarà in fase di sperimentazione per tre anni, comportano ambedue una decurtazione sull’assegno pensionistico altrimenti spettante di diritto.

Sta di fatto che l’idea di andare in pensione anticipata stuzzica l’appetito e in vista dell’emanazione dei decreti attuativi con i quali si dovrà dare ufficialmente avvio alle novità contenute nella riforma pensioni 2017 è tempo di fare gli opportuni calcoli di convenienza.

A trovarsi a scegliere su quale regime di prepensionamento adottare sono le lavoratrici, per le quali con la proroga di Opzione donna, incerta fino agli ultimi istanti della Legge di Bilancio 2017 - ex Stabilità e fino all’approvazione definitiva della riforma pensioni 2017, si aprono due opportunità.

A questo punto, e dopo aver illustrato cosa prevede l’Opzione donna, a chi si rivolge e cosa è invece l’Ape, l’anticipo pensionistico e come funziona, proviamo a rispondere alla vostra domanda: quale delle due conviene? Meglio andare in pensione anticipata con Opzione donna o con l’Ape? A porsi la domanda quelle lavoratrici nate tra il ’52 e il ’55, che hanno raggiunto quindi anche il requisito anagrafico per l’Ape.

Leggi anche -> Riforma pensioni 2016: 6 strade per l’uscita anticipata, costerà 4 miliardi in più

Riforma pensioni 2017: Opzione donna o Ape, ecco quanto si perde

Sia per l’Opzione donna che per l’Ape la riforma pensioni 2017 non fa sconti.
In ambedue i casi, ovviamente, è prevista una decurtazione dell’assegno pensionistico ma stando ai calcoli questa risulterebbe essere maggiore nel caso di adesione all’Opzione donna.

In questo caso è infatti previsto il calcolo con il sistema contributivo e non il calcolo retributivo della pensione, con una decurtazione media dell’assegno pensionistico del 30% e per tutta la durata di percezione della pensione. Il taglio sulla pensione varia sulla base dell’età della lavoratrice e delle caratteristiche della carriera, retribuzione e contributi versati prima di accedere ad Opzione donna.

Per il calcolo di quanto si perde e se conviene l’Opzione donna o l’Ape sono necessari molti dati. L’ammontare dell’assegno per chi aderisce ad Opzione donna 2017 varia sulla base di età d’uscita e anni di contributi. Ovviamente altro fattore rilevante per il calcolo sul vantaggio dell’Opzione donna è la retribuzione della donna durante la carriera lavorativa: nel caso di una lavoratrice con retribuzione più elevata nell’ultimo periodo di carriera la perdita sarebbe consistente e si perderebbero tutti i vantaggi del sistema retributivo che calcola l’ammontare dell’assegno da pensione agli ultimi anni di lavoro.

Conviene di più l’Ape? Anche in questo caso la pensione anticipata avrà un costo. L’anticipo della pensione sarà erogato dall’Inps tramite prestiti di banche e assicurazioni prima del raggiungimento del requisito anagrafico. La somma anticipata dovrà essere restituita una volta conseguita la pensione, nell’arco di 20 anni con rate di ammortamento costanti, attraverso dei prelievi sull’assegno di circa il 5% dalla pensione annuale.

La nota dolente dell’Ape è il rimborso del prestito che di fatto ridurrà la pensione sensibilmente. L’importo della decurtazione media per chi sceglie l’Ape dovrebbe oscillare intorno al 5,5% sul trattamento lordo per ogni anno di anticipo.

Per le lavoratrici che vorranno uscire con un solo anno di anticipo, sarà possibile avere al massimo il 95% del futuro assegno della pensione. Per i lavoratori che andranno in pensione con due anni di anticipo, il prestito non potrà andare oltre il 90%, e per quelli che usciranno con tre anni di anticipo, il prestito non potrà andare oltre all’85% dell’assegno.

L’importo della decurtazione dipenderà dall’anticipo che verrà richiesto e il costo della pensione anticipata potrà arrivare anche al 20% della pensione complessiva, costo che è molto vicino a quanto previsto per l’Opzione donna.

Alla fine dei conti, quale conviene? Ape o Opzione donna? Difficile dare una valutazione esaustiva perché il calcolo dovrà essere effettuato ad hoc, sulla base di storia contributiva e di lavoro della lavoratrice che desidera andare in pensione anticipata. Le uniche certezze sono che in tutti i casi ci si rimette qualcosa, tranne che nel caso di Ape Sociale, ovvero l’anticipo pensionistico pagato dallo Stato.

Questa è però un’altra storia, e per capirne di più ti consigliamo di leggere -> Pensione anticipata gratis, come funziona l’Ape Sociale? Beneficiari, limiti di reddito ed entrata in vigore

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