Chi paga meno tasse con l’ultima riforma: cosa cambia per chi guadagna dai 20 ai 60 mila euro

Giorgia Bonamoneta

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Con la nuova riforma fiscale in arrivo, alcuni redditi risparmieranno molto più di altri. Ecco cosa è emerso dalle simulazioni degli esperti.

Chi paga meno tasse con l'ultima riforma: cosa cambia per chi guadagna dai 20 ai 60 mila euro

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La riforma fiscale cambierà lo scenario della tassazione. La nuova Irpef, come immaginata dal governo Meloni, passerà da 4 a 3 aliquote e porterà benefici, ma anche maggiori spese a seconda dei redditi annui. Infatti, come emerso dalle simulazioni di alcuni commercialisti, i redditi delle fasce alte avranno un beneficio assicurato, mentre i redditi fino a 20 mila euro non sempre, ma a seconda delle ipotesi.

Nello specifico le simulazioni hanno risposto alle possibili perdite e ai possibili benefici dei redditi bassi (fino a 20 mila euro annui) e quelli tra i 50 e i 60 mila euro annui. La Fondazione nazionale commercialisti , nelle sue simulazioni, ha analizzato le situazioni relative all’Irpef netta per tre diverse tipologie di reddito, cioè dipendente, pensionato e autonomo. Seguendo le ipotesi circolate, ha così potuto stabilire quali e quanti saranno i benefici e chi sarà maggiormente avvantaggio dalla riforma.

L’’effetto finale, puntualizza la Fondazione, dipenderà dalle modifiche eventualmente apportate alla no tax area e al sistema delle detrazioni e delle altre spese deducibili che potranno incidere in maniera significativa anche sui redditi più elevati a seconda delle scelte operate.

Simulazione della Fondazione nazionale commercialisti: la prima ipotesi

La prima ipotesi analizzata dalla Fondazione nazionale dei commercialisti è quella che verrebbe a costare di più, con l’abbassamento di sette punti della terza aliquota, ovvero il 23% per i redditi fino a 15 mila euro annui, il 28% per i redditi fino a 50 mila euro annui e il 43% per i redditi oltre 50 mila euro annui.

Secondo la simulazione questo si tradurrebbe in:

  • per i redditi fino a 20 mila euro in una perdita pari a 150 euro;
  • per chi dichiara 35 mila euro in un risparmio di appena 100 euro;
  • per i redditi più alti in un risparmio maggiorato di 1.150 euro.

Simulazione della Fondazione nazionale commercialisti: la seconda ipotesi

Nella seconda ipotesi presa a esempio per la simulazione della nuova tassazione, lo scenario detto “meno costoso”, la divisione prevede il 23% per i redditi fino a 28 mila euro annui, il 33% per i redditi fino a 50 mila euro annui e il 43% per i redditi di oltre 50 mila euro annui.

In questo caso la simulazione prevede un guadagno per tutti, ma molto differente a secondo dei redditi. Infatti:

  • per i redditi fino a 20 mila euro un guadagno pari a 100 euro;
  • per chi dichiara 35 mila euro un guadagno di 400 euro;
  • per i redditi più alti un guadagno fino a 700 euro.

Simulazione della Fondazione nazionale commercialisti: la terza ipotesi

C’è poi una terza ipotesi, ancora meno costosa, che prevede il 23% per i redditi fino a 28 mila euro annui, il 35% per i redditi fino a 50 mila euro annui e il 43% per i redditi di oltre 50 mila euro annui.

Questa terza via garantirebbe un risparmio per le fasce più base di almeno 100 euro e per tutti gli altri un risparmio di 260 euro. Questa è però l’ipotesi meno gettonata.

Argomenti

# Fisco
# IRPEF

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