Riforma fiscale USA: cosa prevede?

Cristiana Gagliarducci

20 Dicembre 2017 - 11:37

21 Dicembre 2017 - 09:01

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Cosa prevede la riforma fiscale USA fortemente voluta dal presidente Donald Trump? Dettagli e caratteristiche fondamentali del progetto in arrivo.

Cosa prevede la riforma fiscale USA, promossa con entusiasmo dal presidente Donald Trump?

La legge è stata sin da subito considerata un elemento fondamentale della campagna elettorale del tycoon. Nel momento in cui Trump ha fatto il proprio ingresso alla Casa Bianca, l’attenzione di tutto il mondo si è spostata su Washington e sul suddetto progetto di tagli alle tasse.

Quest’ultimo, però, non ha certamente avuto vita facile. La riforma fiscale è stata approvata da entrambe le camere a meno di 15 giorni dalla fine dell’anno, ma negli ultimi 13 mesi le discussioni in merito ai tagli alle tasse previsti hanno avuto effetti positivi sull’azionario mondiale.

Wall Street ha spesso risentito del progetto permettendo ai titoli più esposti di mettere a segno performance stupefacenti e trascinando altresì il resto delle Borse mondiali. Eppure, dopo mesi e mesi di discussioni, c’è ancora chi si chiede cosa prevede la riforma fiscale USA e per quale motivo l’Europa sembra esserne spaventata.

Pochi mesi fa, in un clima di crescente sfiducia, la riforma delle tasse di Donald Trump è stata finalmente presentata in occasione di un comizio nell’Indiana. Il progetto è risultato ambizioso, per dirla con le parole dello stesso presidente che lo ha altresì definito come il più grande di tutti i tempi.

Il dollaro ha immediatamente guadagnato terreno, mentre gran parte degli analisti si è mostrata dubbiosa in merito all’impatto e alle conseguenze della riforma fiscale USA.

A che punto siamo con l’approvazione

Prima di capire cosa prevede la riforma fiscale USA risulterà ancor più utile comprendere a che punto siamo con la sua approvazione. Questo perché, come anticipato, il testo ha subito diverse modifiche nel corso dell’ultimo anno, ed è stato rimbalzato da una camera all’altra del Congresso, almeno fino ad oggi.

A meno di 15 giorni dalla fine dell’anno, il Senato ha approvato il testo con 51 voti a favore e 48 contrari. Esso è tornato alla Camera dei Rappresentanti che lo ha approvato inviandolo sulla scrivania di Donald Trump. Al presidente spetterà infine il compito di firmare una riforma fiscale più vicina che mai.

Clicca qui per osservare la reazione del mercato in seguito all’approvazione da parte della Camera

Gli obiettivi della riforma

Dalla riforma fiscale USA è emerso innanzitutto il chiaro obbiettivo di ridurre la tassazione, sia sulle persone fisiche che sulle aziende, esattamente come anticipato già nel pieno della campagna elettorale.

“Con una significativa e imponente riforma fiscale creeremo un sistema più giusto che livella il campo di gioco ed estende le opportunità lavorative a tutti gli americani, alle piccole imprese e alle famiglie a reddito medio”.

Dal punto di vista della tempistica, Trump e i suoi repubblicani hanno sempre parlato di un progetto completato entro la fine dell’anno, ma in diverse occasioni gli analisti si sono mostrati decisamente scettici, almeno fino ad oggi.

A beneficiare della riforma fiscale di Trump saranno sia le persone fisiche che le imprese in virtù di diversi tagli alle tasse e agevolazioni che il presidente ha definito imponenti.

Cosa prevede per le imprese

Secondo quanto emerso dal progetto, la riforma fiscale di Trump permetterà alle imprese di osservare un taglio delle tasse dall’attuale 35%, livello considerato eccessivo e poco competitivo, ad un più ridotto 21%. Ricordiamo, però, che in campagna elettorale il tycoon aveva promesso addirittura di scendere al 15%, mentre soltanto qualche mese fa si era scesi al 20%. La nuova tassazione entrerà in vigore dal 2018.

Le aziende, tra l’altro, potranno beneficiare di nuovi incentivi e facilitazioni alle deduzioni. Sarà inoltre previsto uno scudo fiscale per permettere alle imprese di rimpatriare il denaro all’estero.

La riforma fiscale di Trump annullerebbe la tassa minima alternativa aziendale, una somma dovuta alle autorità, ma corrisposta solo se supera il livello raggiunto dall’imposta sui redditi aziendali (quella classica, per intenderci). L’obiettivo della tassazione alternativa è quello di garantire il pagamento di almeno una quantità minima di tasse.

Alla domanda: “cosa prevede la riforma fiscale” potremmo poi rispondere parlando dell’abbassamento, dal 39,6% al 20% delle tasse sui gruppi “pass-through”, ossia quelli che non pagano imposte sugli utili poiché questi vanno a ricadere sul proprietario e sulla sua dichiarazione dei redditi. Il progetto iniziale aveva parlato di un 15%.

Cosa prevede per gli individui

Molte le novità anche dal punto di vista delle tasse sulle persone fisiche. Le aliquote individuali previste rimarranno sette, il tutto dopo la proposta di scendere a tre (12%, 25% e 35%) che aveva suscitato scalpore. Ecco cosa prevedere la riforma fiscale dal punto di vista del reddito delle persone fisiche:

  • 37% (dal 39,6%)
  • 35% (confermato)
  • 32% (dal 33%)
  • 24% (dal 28%)
  • 22% (dal 25%)
  • 12% (dal 15%)
  • 10% (confermato)

Nella parte bassa della piramide, quella degli individui a minor reddito, la tassazione al 12% avrebbe rappresentato un incremento rispetto all’attuale 10%. Un aumento delle imposte per i cittadini ma una diminuzione degli oneri per le imprese? Per rispondere alle critiche in merito, il presidente aveva previsto l’introduzione di una quarta fascia di aliquote per gli americani più ricchi. In questo caso la tassa avrebbe oscillato dal 35% all’attuale 39,6%.

La massima, secondo quanto prevede il progetto di riforma fiscale USA più recente, sarà al 37%, più bassa rispetto al 39,6% proposto dalla Camera e anche rispetto al 38,5% proposto dal Senato.

Oltre ad un cambiamento nella ripartizione del carico fiscale, la riforma fiscale USA prevede di limitare la deduzione degli interessi ipotecari sui mutui abitativi di valore inferiore ai di $750.000. A ciò si aggiunga anche l’abrogazione dell’obbligo per di avere l’Obamacare.

Una volta compreso cosa prevede la riforma fiscale di Trump, viene da chiedersi quali potrebbero essere le sue conseguenze. La risposta degli analisti? Un aumento del debito pubblico di 1.500 miliardi in 10 anni.

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