A che punto è la riforma fiscale? Vediamo, dopo l’approvazione in via preliminare degli ultimi tre decreti come si conclude la revisione del sistema tributario italiano.
La riforma fiscale, presentata dal Governo in parlamento nel 2023 e avviata nel 2024, ha lo scopo di modificare il sistema tributario italiano mirando alla semplificazione e alla riduzione del carico fiscale sui cittadini e sulle imprese.
Con l’approvazione degli ultimi tre decreti legislativi si chiude la riforma fiscale. I tre testi, approvati nel Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2026, intervengono su argomenti diversi andando ad aggiustare alcune criticità emerse. La pubblicazione dei decreti in Gazzetta Ufficiale dovrebbe arrivare entro la fine del mese.
Si tratta dell’ultimo passaggio della riforma del Fisco italiano che il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, ha definito storico. L’Italia, infatti, aspettava da oltre mezzo secolo una riforma fiscale organica. Tra le diverse modifiche apportate spicca l’aggiustamento della revisione dell’Irpef per i carichi di famiglia che ha lo scopo di riordinare le detrazioni con particolare attenzione per la composizione del nucleo familiare e per la presenza di persone con disabilità.
Altra novità riguarda il concordato preventivo biennale per il quale le modifiche prevedono l’estensione del ravvedimento speciale dal 2020 al 2023 e semplificazioni per chi aderisce, che potrà contare anche sulla rateizzazione degli importi dovuti come saldo e acconto.
Tra le modifiche è stata prevista una soglia di tolleranza del 5% per l’applicazione delle sanzioni per l’abbinamento tra Pos e registratori di cassa telematici qualora non vi sia corrispondenza tra gli scontrini effettuati e i pagamenti elettronici accettati.
Per la revisione dei fringe benefit, infine, si mira a semplificare il trattamento fiscale per i veicoli assegnati ai dipendenti.
I due anni inizialmente previsti per la riforma fiscale non sono bastati per l’attuazione della legge delega 111 del 2023. Le misure più costose della riforma necessitano, inoltre, di risorse che materialmente ora non ci sono per la revisione dell’Iva e la flat tax per i lavoratori dipendenti, i tasselli più costosi della riforma.
Rispetto ai 24 mesi inizialmente previsti è servito più tempo. Coordinandosi con la proroga complessiva anche i tempi per l’adozione dei testi unici di riordino organico della normativa tributaria sono spostati di ulteriori 12 mesi e dovranno essere adottati entro il 31 dicembre 2026.
La legge delega per la riforma fiscale
La legge 9 agosto 2023 numero 111 disegna la mappa della riforma fiscale. Si tratta di 23 articoli che delimitano lo spazio in cui il Governo deve muoversi per quella che può essere considerata una riforma epocale del sistema tributario e che sfocia nel nuovo Codice Tributario. La chiusura dei lavori, inizialmente prevista per il 29 agosto 2025 slitta di un anno.
Proprio per questo è stato approvato un disegno di legge che modifica la Legge 111 recante la delega fiscale. Il testo del decreto proroga al 29 agosto 2026 il termine ultimo entro cui il Governo può esercitare il potere di delega previsto.
Il decreto modifica anche un principio di delega e apporta delle modifiche ai tributi locali: è prevista, ora, la possibilità di applicare ai tributi di Regioni ed enti locali la disciplina contemplata dal codice della crisi di impresa in merito alla transazione fiscale e agli accordi sui debiti tributari nel concordato di liquidazione giudiziale.
Tutti gli atti della riforma fiscale
Gli obiettivi di questa riforma, come detto in più di un’occasione, sono quelli di favorire una crescita economica del Paese con un occhio alla natalità sostenendo le famiglie, le imprese e i lavoratori. In tutto questo, ovviamente, intenzione del Governo è anche quella di prevenire e ridurre l’evasione e l’elusione fiscale, piaghe dell’Italia da troppi decenni, mentre si cerca di razionalizzare e semplificare l’intero sistema tributario.
A che punto siamo con la riforma fiscale? Ecco gli atti che sono stati approvati e pubblicati dopo la pubblicazione della legge di Delega avvenuta il 14 agosto 2023:
- decreto legislativo 209 del 2023: fiscalità internazionale, regime impatriati, global minimum tax;
- decreto legislativo 216 del 2023: riforma Irpef con riduzione a 3 aliquote;
- decreto legislativo 219 del 2023: modifiche allo Statuto dei diritti del contribuente;
- decreto legislativo 220 del 2023: riforma del contenzioso tributario;
- decreto legislativo 221 del 2023: potenziamento dell’adempimento collaborativo;
- decreto legislativo 1 dell’8 gennaio 2024: razionalizzazione e semplificazione delle norme in materia di adempimenti tributari;
- decreto legislativo 13 del 12 febbraio 2024: Concordato preventivo biennale;
- decreto legislativo 41 del 25 marzo 2024: disposizioni in materia di riordino del settore dei giochi, a partire da quelli a distanza;
- decreto legislativo 87 del 14 giugno 2024: riforma del sistema sanzionatorio;
- decreto legislativo 108 del 5 agosto 2024: disposizioni integrative e correttive in materia di regime di adempimento collaborativo, razionalizzazione e semplificazione degli adempimenti tributari e concordato preventivo biennale;
- decreto legislativo 110 del 7 agosto 2024: revisione della riscossione dei tributi;
- decreto legislativo 139 del 18 settembre 2024: razionalizzazione imposta di registro, imposta di successione e tributi indiretti diversi dall’Iva;
- decreto legislativo 141 del 26 settembre 2024: Disposizioni nazionali complementari al codice doganale dell’Unione e revisione del sistema sanzionatorio in materia di accise e di altre imposte indirette sulla produzione e sui consumi (decreto accise);
- decreto legislativo n. 192 del 13 dicembre 2024: Revisione del regime impositivo di Irpef e Ires;
- decreto legislativo 43 del 28 marzo 2025: Revisione delle disposizioni in materia di accise;
- decreto legislativo n. 81 del 12 giugno 2025: Disposizioni integrative e correttive in materia di adempimenti tributari, concordato preventivo biennale, giustizia tributaria e sanzioni tributarie;
- Approvato in via preliminare dal Cdm: Disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale;
- decreto legislativo 4 dicembre 2025, n. 186: Disposizioni in materia di Terzo settore, crisi d’impresa, sport e imposta sul valore aggiunto;
- decreto legislativo 18 dicembre 2025, n. 192: Disposizioni integrative e correttive in materia di IRPEF e IRES, di fiscalità internazionale, di imposta sulle successioni e donazioni e di imposta di registro, nonché di modifica allo statuto dei diritti del contribuente ai testi unici delle sanzioni tributarie amministrative e penali, dei tributi erariali minori, della giustizia tributaria e in materia di versamenti e di riscossione.
A questo si aggiungono i decreti legislativi riferiti ai Testi Unici. Quelli già pubblicati in GU sono i seguenti:
- decreto legislativo n. 173 del 5 novembre 2024: Testo Unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali;
- decreto legislativo n. 174 del 5 novembre 2024: Testo Unico sui tributi erariali minori;
- decreto legislativo n. 175 del 14 novembre 2024: Testo Unico della giustizia tributaria;
- decreto legislativo n. 33 del 24 marzo 2025: Testo Unico sui versamenti e riscossione;
- decreto legislativo n. 123 del 1° agosto 2025: Testo Unico sul Registro e altri tributi indiretti;
- decreto legislativo 19 gennaio 2026, n. 10: Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di imposta sul valore aggiunto;
- decreto legislativo n. 117 del 19 giugno 2026: Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di imposte sui redditi.
Leo ha commentato che “Il completamento della nostra riforma è ad un passo” e che “La revisione dei testi unici rientrava tra gli obiettivi prioritari della riforma e oggi rappresenta un traguardo significativo”.
Gli ultimi tre decreti approvati
Il decreto correttivo Omnibus
La finalità di questo intervento è quella di razionalizzare e perfezionare norme fiscali già emanate. Interviene sulle imposte sui redditi, sull’Iva, sull’imposta per donazioni e successioni, sulle accise, sui controlli, sull’adempimento collaborativo e sulle semplificazioni procedurali. L’operatività è subordinata alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Ordinamento della Giurisdizione Tributaria
Ha la finalità di ridefinire l’assetto e le competenze della magistratura tributaria riallineandola con il modello delle altre magistrature. Per l’operatività si deve necessariamente passare per il monitoraggio degli aspetti organizzativi.
Tributi territoriali e federalismo fiscale
Questo decreto è articolato in due sezioni specifiche:
- una che razionalizza il rapporto tributario per gli enti locali;
- una che interviene sull’assetto del federalismo fiscale regionale.
Fiscalità internazionale decreto legislativo 209/2023
Il primo decreto della riforma fiscale ha avuto a oggetto la fiscalità internazionale. Si tratta del decreto legislativo 209 del 2023. Lo stesso ha riscritto il regime di agevolazione per i lavoratori impatriati, cioè che tornano in Italia dopo un periodo all’estero. L’agevolazione riconosce una detassazione dell’Irpef del 50% (riduzione del reddito imponibile) per un massimo di 5 anni.
L’Irpef a 3 scaglioni nel 2024
A disporre la revisione dell’Irpef con la graduale riduzione delle aliquote e degli scaglioni di reddito è l’articolo 5 della legge delega. L’obiettivo è quello di raggiungere l’aliquota unica e l’equità orizzontale. Il primo passaggio è quello dalle attuali quattro a tre aliquote Irpef che è entrato in vigore dal 1° gennaio 2024 accorpando la prima e la seconda aliquota e relativi scaglioni in un’unica aliquota.
Nel 2024, quindi, l’Irpef si paga nel seguente modo:
- per redditi fino a 28.000 aliquota al 23%;
- per redditi da 28.000 a 50.000 euro aliquota al 35%;
- per redditi oltre i 50.000 euro aliquota al 43%.
La misura è stata introdotta con il decreto legislativo 216 del 2023 con termine al 31 dicembre 2024. La stessa è stata però confermata con la legge di Bilancio 2025 che rende strutturali le 3 aliquote Irpef.
La nuova Irpef 2026
La Legge di Bilancio 2026 modifica nuovamente l’Irpef riducendo l’aliquota del secondo scaglione di due punti percentuali.
Dal 2026, quindi, l’Irpef si paga nel seguente modo:
- per redditi fino a 28.000 aliquota al 23%;
- per redditi da 28.000 a 50.000 euro aliquota al 33%;
- per redditi oltre i 50.000 euro aliquota al 43%.
Riforma Statuto del contribuente
Con il decreto legislativo 219 del 2023 si è provveduto a un importante revisione dello Statuto del contribuente che ha introdotto il contraddittorio preventivo, misura necessaria al fine di ridurre il ricorso al contenzioso tributario e distendere i rapporti tra Fisco e contribuente. Tra le novità dello Statuto c’è anche la riforma dell’istituto dell’Interpello e l’introduzione del Garante Nazionale e il potenziamento della motivazione degli atti.
Non solo gli scaglioni e le aliquote ma tutto il meccanismo di tassazione del reddito è stato rivisto per raggiungere l’equità orizzontale impositiva. Questo ha portato a individuare un’unica fascia di esenzione per tutte le categorie di reddito (da lavoro dipendente e da pensione): la no tax area dei dipendenti è stata equiparata a quella dei pensionati. Invariata, invece, la no tax area dei lavoratori autonomi.
L’intenzione è quella di individuare un’unica fascia di esenzione uguale per tutti a prescindere dalle categorie di reddito che, anche alla luce delle detrazioni riconosciute, preveda il pagamento delle stesse tasse da tutti. Ovviamente dopo il primo step di equiparazione a 8.500 euro della no tax area di pensionati e dipendenti, si dovrà procedere in futuro, con un intervento per quel che riguarda la no tax area dei lavoratori autonomi.
Riforma del contenzioso tributario
Il decreto legislativo 220 del 2023 punta alla riforma del contenzioso tributario. L’obiettivo è semplificare le procedure e rendere il contenzioso uno strumento usato sempre più in maniera marginale a fronte di un maggiore dialogo tra contribuente e Fisco, come d’altronde previsto con la riforma dello Statuto del contribuente.
Viene rafforzato l’utilizzo del deposito telematico degli atti, è stato previsto l’obbligo per le parti, i consulenti e gli organi tecnici di utilizzare esclusivamente le modalità telematiche per la notifica e il deposito di atti processuali, documenti e provvedimenti giurisdizionali.
Cambiano anche le norme sulla compensazione delle spese di giudizio, si prevede che le spese di lite siano compensate, in tutto o in parte, non soltanto in caso di soccombenza reciproca o quando ricorrono gravi ed eccezionali ragioni da indicare espressamente in motivazione, ma anche quando la parte sia risultata vittoriosa sulla base di documenti decisivi che la stessa ha prodotto solo nel corso del giudizio.
Adempimento collaborativo
Il decreto legislativo 221 del 2023 si occupa nello specifico dell’adempimento collaborativo: uno strumento rivolto a contribuenti con un volume d’affari importante e mira a ridurre il rischio fiscale attraverso una serie di strumenti preventivi.
Non si tratta di una vera novità in quanto introdotto nel nostro ordinamento con il decreto legislativo 128 del 2015, ma con il decreto legislativo 221 è stata prevista un’espansione dell’uso di questo strumento. Prevede una costante comunicazione preventiva tra contribuente e Agenzia delle Entrate finalizzata a prevenire il rischio di errori/evasione ancora prima della presentazione delle dichiarazioni fiscali.
Decreto legislativo 1 del 2024: semplificazione e razionalizzazione adempimenti
Ai fini della semplificazione del sistema, assume particolare rilevanza il decreto legislativo 1 del 2024. Lo stesso contiene diverse novità. In particolare:
- un nuovo calendario fiscale per gli adempimenti;
- cambia la soglia dei versamenti minimi Iva;
- innalzamento della soglia per l’esonero dall’apposizione del visto di conformità;
- riorganizzazione degli Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale.
Riordino dei giochi
Il decreto legislativo n.41 del 25 marzo 2024 in attuazione della delega fiscale, contiene i principi e i criteri direttivi per il riordino delle disposizioni in materia di giochi.
Concordato preventivo biennale per gli autonomi
Per i lavoratori autonomi che hanno scelto il regime forfetario resta, in ogni caso, la flat tax al 15% (che in alcuni casi scende anche al 5%). Centrale nella riforma fiscale è il Concordato preventivo biennale introdotto con il decreto legislativo 13 del 2024.
Si tratta di un regime fiscale basato su un accordo tra contribuente e Fisco sulle tasse da pagare indipendentemente da quelli che sono, poi, i guadagni reali. L’istituto al suo primo anno di introduzione non ha però avuto il successo sperato dal Governo, infatti, il numero di adesioni è stato basso a causa degli elevati importi oggetto di accordo.
Sanzioni: ecco cosa cambia
Il decreto legislativo 87 del 2024 rappresenta una riforma epocale del sistema sanzionatorio. L’obiettivo è ridurre gli importi delle sanzioni previste nel nostro ordinamento in quanto nella maggior parte dei casi vi era una sproporzione notevole tra la gravità dei fatti commessi e le sanzioni previste. I principi cardine sono la proporzionalità, l’adeguatezza delle sanzioni e l’allineamento con il sistema sanzionatorio applicato negli altri Paesi dell’Unione Europea. Il decreto è entrato in vigore il 1° settembre 2024 dando ossigeno ai contribuenti che spesso hanno difficoltà nella gestione delle sanzioni tributarie.
Decreto Riscossioni
Il decreto 110 del 2024 riscrive, invece, le regole della riscossione dilatando i tempi per il pagamento rateale. Si tratta di una riforma graduale che esplica quindi i suoi effetti in modo progressivo nel tempo.
Prevede il discarico automatico delle cartelle non riscosse dopo 5 anni dall’affidamento all’agente di riscossione e l’estensione graduale della rateizzazione delle cartelle esattoriali fino a 120 rate.
Imposta di registro e successione
La riforma fiscale si è concentrata anche sulle imposte indirette, come l’imposta di registro e l’imposta di successione. Le misure sono state inserite nel decreto legislativo 139 del 2024.
Tra le novità introdotte vi è l’autoliquidazione dell’imposta di successione. Il decreto legislativo non solo semplifica calcolo e liquidazione delle imposte in questione, ma prevede sostanziali modifiche per la gestione dei trasferimenti di azienda in ambito familiare e nella tassazione dei trust.
leggi anche
Cos’è l’imposta di successione e come si calcola
Decreto Irpef e Ires
Il decreto legislativo 192 del 13 dicembre 2024 è composto da 21 articoli e mira a garantire, nel rispetto dei principi contenuti negli articoli 5 e 6 della legge delega, una revisione del regime impositivo sui redditi delle persone fisiche (con l’Irpef) e delle società (con l’Ires).
Tre i titoli di riferimento:
- Titolo I dedicato a disposizioni in materia di redditi dei terreni, di lavoro dipendente, autonomo e redditi diversi;
- Titolo II con disposizioni in materia di redditi d’impresa;
- Titolo III con una serie di disposizioni finali.
Decreto Accise
Altra riforma centrale nel sistema fiscale è il decreto Accise, decreto legislativo 43 del 28 marzo 2025.
Per quanto riguarda i prodotti da fumo, l’autorizzazione alla vendita dei prodotti liquidi da inalazione e dei tabacchi lavorati, ha validità estesa a 4 anni, al posto degli attuali due. Altra modifica viene prevista per le accise del diesel e della benzina un riallineamento che porterà i prezzi del gasolio a salire e quelli della benzina a scendere. Il decreto prevede anche l’istituzione di una figura «premiale», il Soac e la distinzione tra cliente domestico e non domestico per quel che riguarda l’energia elettrica. Queste le principali modifiche, ma per il dettaglio si può leggere l’approfondimento.
Decreto correttivo-bis
Il Decreto Legislativo 12 giugno 2025, n. 81 (pubblicato in GU il 13/06/2025) è il cosiddetto «decreto correttivo-bis» in materia fiscale. Introduce modifiche e integrazioni al concordato preventivo biennale, agli adempimenti tributari, alla giustizia tributaria e al sistema sanzionatorio, in attuazione della delega fiscale.
Con il decreto sono state apportate modifiche al sistema sanzionatorio tributario doganale e sono stati effettuati interventi correttivi sulle norme precedenti riguardanti il concordato preventivo biennale e ai coefficienti di redditività per i contribuenti forfettari.
Riforma terzo settore
Il D.Lgs. 4 dicembre 2025, n. 186 (GU n. 288 del 12/12/2025) riforma la fiscalità di Terzo settore, sport dilettantistico e IVA, in vigore dal 13 dicembre 2025. Il decreto armonizza le norme, elimina l’acronimo ONLUS e disciplina le nuove regole fiscali per gli enti, in linea con la riforma fiscale del 2023.
Il decreto definisce la fine dell’acronimo ONLUS, con una transizione verso la qualifica di Enti del Terzo Settore (ETS). Viene modificata l’Iva delle prestazioni sociali e dei servizi svolti dagli ETS e vengono attuate misure per la semplificazione fiscale per lo sport dilettantistico.
L’obiettivo della riforma è quello di garantire maggiore certezza di diritto e uniformare il trattamento fiscale.
Decreto correttivo dicembre 2025
Il decreto legislativo 18 dicembre 2025, n. 192 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 294 del 19 dicembre 2025) rappresenta un tassello fondamentale della Riforma Fiscale, contenendo disposizioni integrative e correttive che intervengono su numerosi ambiti del sistema tributario italiano.
Il decreto introduce modifiche tecniche aggiornando la disciplina dei familiari a carico, quella sul trattamento dei redditi da lavoro dipendente e sull’allineamento dei valori fiscali a quelli contabili. Inoltre apporta modifiche puntuali alle norme sulla residenza fiscale e sul regime dei lavoratori impatriati.
È prevista una revisione di aspetti specifici dell’imposta di registro, delle successioni e delle donazioni, in coordinamento con i nuovi Testi Unici e apporta ulteriori ritocchi al sistema sanzionatorio amministrativo e penale e rafforzamento delle tutele previste dallo Statuto dei diritti del contribuente.