Riforma della Polizia Locale: perché va equiparata alla Polizia di Stato

Simone Micocci

21 Febbraio 2018 - 11:24

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I sindacati chiedono il riconoscimento per la Polizia Locale degli stessi diritti e funzioni delle altre Forze Armate; la Lega risponde promettendo una riforma in caso di vittoria del Centrodestra alle elezioni.

La Polizia Locale va equiparata alla Polizia di Stato”: è questa la proposta emersa a margine dell’incontro a cui hanno preso parte gli esponenti del SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori della Polizia Locale) e i candidati della Lega Elena Murelli (collegio Camera dei Deputati Piacenza-Parma-Reggio) e Pietro Pisani (collegio Senato Piacenza-Parma-Reggio).

Mentre si parla con insistenza di un accorpamento della Polizia Penitenziaria nei Carabinieri, la Polizia Locale prova a far valere le proprie ragioni chiedendo l’equiparazione con la Polizia di Stato.

La riforma della Polizia Locale è invocata da tempo dagli addetti ai lavori che lamentano una disparità di trattamento tra loro e gli agenti della Polizia di Stato. Questi fanno l’esempio di quanto succede nel resto d’Europa dove c’è una sola Forza di Polizia nazionale coadiuvata da una locale; ad entrambe spettano gli stessi diritti, a differenza di quanto succede nel nostro Paese.

Ecco perché la riforma della Polizia Locale non può essere più rinviata; è in ballo la dignità degli agenti ai quali vanno riconosciute le stesse funzioni e qualifiche delle altre Forze dell’Ordine.

Come riformare la Polizia Locale

La priorità della riforma invocata dal SULPL è di equiparare la categoria della Polizia Locale alle altre forze di Polizia ad ordinamento Statale, facendola rientrare nel contratto pubblico al pari dei militari, dei Vigili del Fuoco e dei dirigenti della Polizia Penitenziaria.

Parallelamente bisognerà riconoscere alla Polizia Locale le funzioni e qualifiche delle altre Forze dell’Ordine. Per far sì che ciò accada bisognerà dotare gli agenti degli stessi strumenti di autotutela in mano a poliziotti e carabinieri; non è possibile infatti che ancora oggi gli agenti della Polizia Locale non siano armati, nonostante spesso siano chiamati a svolgere operazioni ad alta percentuale di rischio.

Il SULPL ha invocato una riforma che uniformi l’Italia al resto d’Europa, con la creazione di un’unica Forza di Polizia nazionale supportata a livello territoriale da una Polizia Locale.

Due forze di Polizia continuamente in contatto tra di loro in modo da avere uniformità di conoscenza e formazione; senza tralasciare poi la riduzione dei costi che comporterebbe questa operazione.

Riforma che non potrà prescindere dalla creazione di un numero unico 112 e da un raggruppamento di tutte le sale operative. Infine bisognerà inserire la Polizia Locale all’interno del decreto sicurezza, in modo da dare una “maggiore operatività alla norma con più forza ai Sindaci”.

Perché è necessaria la riforma della Polizia Locale

La riforma della Polizia Locale non può essere più rinviata, poiché bisogna restituire a chi indossa una divisa la dignità che merita”; con queste parole il candidato Pisani ha commentato l’ipotesi di una riforma.

Il candidato della Lega poi ha promesso di trovare una soluzione - qualora il Centrodestra dovesse vincere le elezioni - per riorganizzare tutte le Forze dell’Ordine. Come confermato anche dal suo “collega” Murelli, infatti, un coordinamento maggiore tra tutte le Forze dell’Ordine è necessario per puntare alla sicurezza del territorio e delle persone.

Un coordinamento che deve includere assolutamente la Polizia Locale riconosciuta come “espressione di territorialità” necessaria per il Comune e non solo.

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