Il rialzo dei tassi offre nuove opportunità per gli investimenti obbligazionari?

Roberto Donzelli

18 Giugno 2022 - 18:00

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I maggiori rendimenti sul mercato obbligazionario offrono una nuova opportunità di investimento?

Il rialzo dei tassi offre nuove opportunità per gli investimenti obbligazionari?

Ormai da molti anni l’investimento obbligazionario è stato sostanzialmente di scarso o addirittura nessun interesse per l’investitore.

Arrivati a un punto dove un decennale aveva un rendimento nullo se non negativo, per un investitore aveva più senso tenere i soldi liquidi in banca piuttosto che comprare un titolo di stato e trovarsi addirittura a dover pagare per l’onore di poter prestare i soldi a un Paese. Questa situazione è però cambiata radicalmente negli ultimi mesi.

Tassi più elevati sulle obbligazioni

Ormai dalla fine del 2021 i rendimenti obbligazionari sono tornati a salire.

Con un’inflazione galoppante, ormai sono sempre meno gli investitori disposti a tenere i soldi parcheggiati con rendimenti negativi. Non solo, ma le Banche Centrali hanno ormai chiaramente annunciato che i tassi saliranno. La Fed ha iniziato le manovre di rialzo prima di tutti e recentemente ha aumentato addirittura di 0,75 punti in un solo colpo. Una cosa che non si vedeva da decenni. Si tratta, infatti, del più grande rialzo dal 1994.

Del resto, con l’inflazione sopra l’8% non ci si può più permettere di tenere i rendimenti a zero. Il risultato è che oggi il treasury decennale è arrivato sopra il 3%. Il nostro Btp in alcuni giorni ha persino superato il 4%, prima di tornare leggermente sotto.

Questi maggiori rendimenti rendono sicuramente più interessante l’investimento obbligazionario. Ma è ora di investire?

Il legame prezzi-tassi

Prima di dare una risposta dobbiamo capire la relazione tra tassi e prezzi obbligazionari. Se un titolo può essere comprato oggi a 100 e paga dopo un anno una cedola di 3 e prevede il rimborso a 100, quel titolo rende il 3% annuo.

Ora, cosa succede se, di colpo, i tassi di mercato salgono diciamo al 6%.

Se i tassi salgono al 6% vuol dire che il mio titolo sarà meno appetibile visto che rende solo il 3%. Se sul mercato vengono emessi bond ad esempio a 100, con cedola 6% e rimborso di 100 dopo un anno, chi mai vorrà comprare a 100 il mio vecchio titolo che rende solo 3?

Quindi, il prezzo di mercato scenderà finché il rendimento non sarà il 6%. Senza addentrarci in calcoli dell’interesse composto, la relazione è questa: «Quando i tassi salgono, i prezzi dei bond in circolazione scendono e viceversa».

La situazione attuale

L’aumento dei rendimenti offre una nuova opportunità per riscoprire l’investimento obbligazionario. Se compro un Btp che rende il 4% e lo porto a scadenza, allora non dovrò preoccuparmi troppo. Terrò il titolo e mi porterò a casa il mio rendimento prestabilito.

Tuttavia, se i tassi saliranno ancora il prezzo di mercato del mio Btp scenderà. Questo vuol dire che se voglio vendere prima potrei dovermi accontentare di un prezzo più basso. Non solo non otterrei il mio 4%, ma potrei pure perderci.

I tassi possono salire ancora? Assolutamente sì. Normalmente i rendimenti tendono a essere pari o superiori all’inflazione. La crescita dei prezzi attualmente sfiora il 9%. Sicuramente questa non è un’inflazione di equilibrio e progressivamente rientrerà su livelli più normali. Ma la cosa potrebbe non essere immediata e tra il 9% di inflazione e il 4% di rendimento dei Btp, di strada ne abbiamo.

Questo vuol dire che i tassi potrebbero non aver visto il loro picco. L’investitore deve aver ben chiare le proprie idee. Se si limita a comprare e portare il titolo a scadenza allora non avrà grandi problemi, se non il fatto che potrebbe non essere contendo di guadagnare il 3,5% o 4% qualora vedesse i tassi salire fino al 5-6%.

Chi non ha questo orizzonte temporale o chi investe in ETF, allora deve prestare più attenzione, perché con i tassi ancora in salita potrebbe continuare a veder scendere ancora il prezzo dei propri titoli.

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