Regime forfettario soci SRL: novità e cosa cambia nel 2019

Regime forfettario, esclusi i soci di SRL: è questa la novità prevista dalla Legge di Bilancio 2019. La flat tax cambia le regole per le partite IVA.

Regime forfettario soci SRL: novità e cosa cambia nel 2019

Regime forfettario, esclusi i soci che direttamente o indirettamente controllano SRL che svolgono attività riconducibili a quelle svolte dal contribuente: è questa una delle novità per le partite IVA previste dalla Legge di Bilancio 2019.

Nel dare il via ai primi accenni di flat tax, la Manovra cambia le regole per l’accesso al regime forfettario: oltre al nuovo limite di 65.000 euro di ricavi e fatturati spunta l’esclusione per i titolari di quote societarie.

Cosa cambia rispetto ad ora?

Attualmente soltanto chi detiene quote in società di persone, imprese familiari e/o SRL trasparenti non può accedere al regime forfettario ma a partire dallo scorso 1° gennaio 2019 l’esclusione è stata generalizzata anche per le quote detenute in società con tassazione Ires che sono controllate direttamente o indirettamente da Srl la cui attività è riconducibile a quella svolta dal contribuente forfettario medesimo.

Regime forfettario soci SRL: novità e cosa cambia nel 2019

Una delle maggiori novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019 riguarda l’esclusione dal regime forfettario per i soci con quote che consentono il controllo diretto o indiretto di SRL e la cui attività sia comunque riconducibile a quella svolta dal contribuente.

Tali soggetti non potranno beneficiare dell’estensione dei limiti di accesso al forfettario, l’unico regime agevolato per i titolari di partita IVA ad oggi previsto.

Quando la norma parla di controllo, è ragionevole ritenere che il riferimento sia all’articolo 2359 del codice civile.

Cosa cambia rispetto a prima e precedente versione della Legge di bilancio (poi modificata in corso d’opera)

Per spiegare cosa cambia, è utile riportare di seguito il testo dell’articolo di riferimento contenuto nella Legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), così come modificato dalla Legge di Stabilità del 2016 e la nuova formulazione prevista dalla Legge di Bilancio 2019.

L’articolo 1, comma 54, lettera d) ad oggi prevede che sono esclusi dal regime forfettario i soggetti titolari di partita IVA:

“che partecipano a società di persone, ad associazioni professionali, di cui all’articolo 5 del TUIR, o a società a responsabilità limitata aventi ristretta base proprietaria che hanno optato per la trasparenza fiscale, ai sensi dell’articolo 116 del TUIR.”

La formulazione prevista inizialmente dal progetto di Legge di Bilancio 2019 stabiliva invece che sarebbero stati esclusi dal regime forfettario:

“gli esercenti di attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o imprese familiari, ovvero a società a responsabilità limitata o ad associazioni in partecipazione”.

In sintesi, nella prima versione della LdB proposta dal Governo non potevano aderire al nuovo regime forfettario i titolari di partita IVA che, sebbene siano titolari di compensi o ricavi non superiori a 65.000 euro, risultassero titolari tout court di quota in una SRL, anche non in regime di trasparenza.

Come detto sopra, tale limite è stato modificato: adesso la norma in fase di approvazione fa riferimento alla nozione di quota di controllo diretto ed indiretto di Srl che svolgono attività riconducibili a quella del contribuente forfettario considerato.

Di conseguenza, per esempio, un ingegnere che detiene quote di Srl che opera nel settore della ristorazione potrà operare con il regime forfettario.

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