Regime forfettario anche nel 2022, ma con fattura elettronica obbligatoria

Anna Maria D’Andrea

14 Settembre 2021 - 16:53

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Regime forfettario anche nel 2022, ma con l’estensione dell’obbligo di fattura elettronica. È questa una delle novità attese dalla legge delega sulla riforma fiscale.

Regime forfettario anche nel 2022, ma con fattura elettronica obbligatoria

Regime forfettario anche nel 2022, ma con alcune novità di rilievo, a partire dalla fattura elettronica obbligatoria.

In vista della presentazione della legge delega sulla riforma fiscale, si susseguono le anticipazioni sulle novità in arrivo per le partite IVA.

Se inizialmente si parlava dell’ipotesi di abolizione del regime forfettario a partire dal 1° gennaio 2022, il mantenimento del sistema di tassazione agevolato sembra ad oggi un dato certo, ma si rende necessario implementare le misure finalizzate al contrasto all’evasione fiscale.

Ed è anche mediante l’ulteriore estensione dell’obbligo della fattura elettronica che l’Italia punta a ridurre il tax gap in materia di IVA.

Regime forfettario anche nel 2022, ma con fattura elettronica obbligatoria

Ad anticipare l’intenzione del Governo di estendere anche ai forfettari l’obbligo di fatturazione elettronica è il Sole24Ore, che parla di una novità già inserita nella legge delega elaborata dal Ministero dell’Economia.

La fatturazione elettronica in Italia è stata estesa a tutti gli operatori economici a partire dal 1° gennaio 2019, sia per le transazioni tra privati che verso consumatori finali, con il fine di contrastare l’evasione fiscale in materia di IVA. Il gettito derivante dall’e-fattura è stato pari a 2 miliardi di euro, secondo i dati riferiti al 2020.

L’obiettivo è ora sfruttare al meglio le potenzialità della fatturazione elettronica, anche superando gli ostacoli in materia di privacy che hanno impedito l’utilizzo esteso delle informazioni transitate tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Ed è anche in tal senso, e nell’ottica di costruire un archivio di dati utili nell’ambito del contrasto all’evasione, che la volontà di ampliare il perimetro dei soggetti obbligati alla fatturazione elettronica assume ancora più senso.

Di estensione della fattura elettronica anche alle partite IVA in regime forfettario si parla in realtà da mesi, e la proposta è contenuta anche nel documento conclusivo elaborato dalle Commissioni Finanze di Camera e Senato, base proprio per la messa a punto della riforma fiscale.

Nel testo approvato alla fine del mese di giugno è chiaramente indicato, tra gli interventi prioritari per la lotta all’evasione, l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica a tutti i soggetti esentati, in parallelo all’esclusione di eccezioni dall’obbligo dello scontrino elettronico.

Chi rientra nel regime forfettario dovrà quindi verosimilmente adeguarsi alla digitalizzazione del Fisco e, a partire dal 1° gennaio 2022, passare alla fattura elettronica non più in via facoltativa ma obbligatoria.

Si tratta di circa 1,5 milioni di autonomi, professionisti e ditte individuali che in questo momento beneficiano della flat tax al 15% (o al 5% se start up), attualmente esentati dall’obbligo.

Si evidenzia tuttavia che ad oggi non c’è nulla di certo. Oltre ad attendere l’approvazione della legge delega sulla riforma fiscale, l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica richiede un ulteriore passaggio, che è l’approvazione da parte della Commissione Europea.

Regime forfettario 2022, dalla fattura elettronica alla nuova flat tax del 20%: novità in cerca di conferma

Nell’attesa dell’approdo in Consiglio dei Ministri della legge delega sulla riforma fiscale, le possibili novità in arrivo per i titolari di partita IVA in regime forfettario sono numerose. Non c’è in ballo solo l’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica, ma anche l’introduzione di una nuova forma di tassazione agevolata per chi supererà il limite di 65.000 euro.

Dalle audizioni tenutesi in Parlamento negli ultimi mesi è emersa una delle criticità maggiori del forfettario: se da un lato agevola la nascita e l’avvio di nuove attività, dall’altro rischia di disincentivarne la crescita.

Il motivo è legato al brusco passaggio dalla tassazione flat del 15% alle aliquote IRPEF. Ed è a tal fine che, superati i 65.000 euro di fatturato, tra le proposte in campo c’è l’introduzione di un ulteriore regime agevolato.

Si parla quindi dell’ipotesi di una nuova flat tax al 20% che, una volta superata la soglia per la permanenza nel regime forfettario, si applicherebbe per due anni prima del passaggio definitivo alla tassazione per aliquote e scaglioni IRPEF.

Una sorta di “fase di transizione”, la cui applicazione sarebbe subordinata ad un aumento del volume d’affari pari almeno al 10% per ciascuno degli anni di applicazione.

Anche in tal caso, si attende di conoscere i contenuti della legge delega sulla riforma fiscale per delineare i contorni del nuovo regime forfettario previsto dal 1° gennaio 2022. Per il momento, si resta sul terreno delle ipotesi.

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