Regime forfettario 2020, MEF: nuovi limiti in vigore dal 1° gennaio

Regime forfettario 2020, i limiti sono in vigore già dal 1° gennaio: la conferma ufficiale arriva dalla risposta del MEF all’interrogazione del 5 febbraio in Commissione Finanze della Camera.

Regime forfettario 2020, MEF: nuovi limiti in vigore dal 1° gennaio

Regime forfettario 2020, è ufficiale: i nuovi limiti sono in vigore dal 1° gennaio.

È arrivata finalmente una risposta definitiva dal Ministero dell’Economia durante il question time che si è tenuto oggi 5 febbraio alla Commissione Finanze della Camera.

I limiti introdotti dalla Legge di Bilancio 2020 in merito ai compensi ai collaboratori, e sull’importo massimo dei redditi da lavoro dipendente o pensione percepiti dal titolare di partita IVA, sono entrati in vigore all’inizio dell’anno.

Nessuna proroga al 2021; la flat tax del 15% si ridimensiona in misura considerevole.

Sono oltre mezzo milione le partite IVA che attendevano un chiarimento ufficiale da parte del Governo, e finalmente è arrivata la risposta del Ministero dell’Economia.

Il dubbio è nato dal contrasto tra l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2020, cioè il 1° gennaio, e la norma di tutela prevista dallo Statuto del Contribuente, che prevede un termine minimo per l’entrata in vigore di nuovi adempimenti pari a 60 giorni.

Ma come chiarito dalla risposta ufficiale del Ministero dell’Economia, non c’è nessun contrasto, poiché i limiti imposti dalla manovra al regime agevolato non comportano un nuovo adempimento, ma solo una verifica dell’eventuale superamento di dette soglie.

Regime forfettario 2020, ufficiale: nuovi limiti in vigore dal 1° gennaio

Durante il question time di oggi 5 febbraio presso la Commissione Finanze della Camera è arrivata la tanto agognata risposta alla domanda che oltre mezzo milione di professionisti aspettano. Money.it è in grado di anticipare il contenuto della decisione del Ministero dell’Economia.

Come riferitoci dall’On. Alberto Gusmeroli della Lega, i limiti introdotti dalla manovra sono entrati in vigore a partire dal 1° gennaio. Si legge nella risposta del MEF all’interrogazione:

“Le modifiche apportate al regime con la legge di bilancio per il 2020 non impongono alcun adempimento immediato atto a garantire le condizioni abilitanti per la permanenza nel regime per i soggetti che nel 2019 avevano i requisiti per fruire del forfait. Infatti, il requisito (20.000 euro di spese massime per lavoro dipendente o accessorio) e la causa di esclusione (non aver percepito più di 30.000 euro in qualità di lavoratore dipendente) impongono esclusivamente una verifica dell’eventuale superamento di dette soglie.”

La conseguenza quindi è che non ci si può appellare allo Statuto del Contribuente, che all’articolo 3 comma 2 stabilisce che “le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore”.

Il motivo risiede nel fatto che i limiti introdotti dalla manovra non corrispondono a un nuovo adempimento per i contribuenti, ma solo a una verifica dell’eventuale superamento di dette soglie.

Dunque, è ufficiale: le partite IVA che hanno superato i 20.000 di spesa per il personale dipendente e per i collaboratori o il limite da 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente o da pensione sono fuori dal regime forfettario dal 1° gennaio 2020 e dovranno adeguarsi ai nuovi adempimenti, tra cui la fattura elettronica.

Fuori dal regime forfettario 2020 migliaia di partite IVA: la risposta della Lega

Non è mancata la risposta degli esponenti della Lega, tra i firmatari di una delle interrogazioni poste al MEF.

Durante il suo intervento, l’on. Gusmeroli ha dichiarato:

“Non applicare e non utilizzare lo Statuto del Contribuente prendendosi un anno di tempo per tornare a un regime che avevamo approvato insieme (Lega e 5 Stelle) è una sconfitta non solo per il Governo ma per tutto il Paese.”

Secondo il deputato della Lega il rischio è che i pensionati e i dipendenti con un lavoro autonomo, trovandosi a dover pagare molte più tasse, torneranno al sommerso, ed è un peccato visto il boom di partite IVA che c’è stato nel 2019.

Infine, visto che è attesa una comunicazione ufficiale da parte dell’Agenzia delle Entrate, il sollecito da parte della Lega è che non vengano applicate le sanzioni, visto che lo Stato ha aspettato fino ad oggi per comunicare le proprie posizioni ufficiali in merito al regime forfettario.

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