Reddito di cittadinanza anche alle imprese: bonus per chi assume

Bonus nella forma di sgravio contributivo all’impresa che assume beneficiari del reddito di cittadinanza: l’importo sarà riconosciuto in considerazione delle mensilità spettanti al lavoratore e non godute. Dettaglio dopo l’approvazione del decreto (atteso oggi 17 gennaio 2019 in CdM).

Reddito di cittadinanza anche alle imprese: bonus per chi assume

Bonus alle imprese che assumono beneficiari del reddito di cittadinanza: la novità sarà ufficiale dopo l’approvazione del decreto da parte del Governo, con il CdM in programma per oggi 17 gennaio 2019.

È ancora presto per parlare di ufficialità, tenuto conto che il decreto definitivo potrebbe cambiare nuovamente le carte in tavola. Per il momento è possibile far riferimento a quanto previsto dall’ultima bozza circolata gli scorsi giorni: gli incentivi per le imprese saranno riconosciuti soltanto per le assunzioni effettuate nell’ambito del programma del RdC.

In sostanza, sarà necessario per l’impresa comunicare preventivamente i posti disponibili in azienda sul sito che verrà predisposto, e soltanto in tal caso (e ad assunzione avvenuta) si avrà diritto al bonus. L’incentivo verrà riconosciuto anche nel caso di assunzioni effettuate attraverso soggetti privati accreditati (agenzie per il lavoro)

L’importo del reddito di cittadinanza per le imprese che assumono verrà calcolato tenendo conto delle mensilità non fruite dal lavoratore, e sarà pari ad un minimo di 5 mesi (3.900 euro nel caso di assunzione di un beneficiario del reddito pieno, pari a 780 euro).

Reddito di cittadinanza anche alle imprese: bonus per chi assume

Il Governo punta a rendere appetibile il reddito di cittadinanza anche per le imprese. In attesa di conoscere i dettagli previsti dal decreto su RdC e Quota 100, all’esame del Consiglio dei Ministri del 17 gennaio 2019, vediamo cosa prevede la bozza circolata nelle ultime settimane.

Ai datori di lavoro che comunicheranno sul sito del programma del RdC i posti di lavoro disponibili, sarà riconosciuto un incentivo in caso di assunzione, che dovrebbe essere calcolato secondo le regole seguenti:

  • per le assunzioni a tempo pieno e indeterminato di beneficiari del reddito, è riconosciuto uno sgravio contributivo di importo pari alla differenza tra 18 mensilità di RdC e quelle già godute dal beneficiario;
  • il bonus spetterà soltanto qualora il lavoratore non venga licenziato, nei primi 2 anni, senza giusta casa o giustificato motivo;
  • l’importo non potrà essere inferiore a 5 mensilità ed aumenta di un ulteriore mese nel caso di assunzione di donne o soggetti svantaggiati.

È necessario che il datore di lavoro realizzi un incremento netto del numero di dipendenti a tempo indeterminato, salvo che le nuove assunzioni siano effettuate per sostituire lavoratori cessati per pensionamento.

Fermo restando il divieto di licenziamento nei due anni successivi all’assunzione, il bonus sarà erogato per metà all’impresa e per la restante metà al soggetto privato accreditato. Anche in tal caso il calcolo verrà effettuato come sopra e l’importo minimo sarà pari a 5 mensilità di RdC (6 per i soggetti svantaggiati).

Assunzione beneficiari RdC, patto di formazione anche per le imprese

Il riconoscimento del bonus per l’assunzione dei beneficiari del reddito di cittadinanza prevede, per il datore di lavoro, l’obbligo di stipula di un patto di formazione presso il CPI.

Sarà quindi necessario garantire al lavoratore neo-assunto un percorso formativo e di riqualificazione professionale.

Anche gli enti bilaterali di formazione e i Fondi interpofessionali potranno stipulare un patto di formazione presso il CPI, con il quale garantire al beneficiario del reddito un percorso formativo o di riqualificazione.

Nel caso in cui tale percorso culminasse con un lavoro coerente con il profilo formativo del soggetto, anche agli enti potrà essere riconosciuto uno sgravio contributivo, diviso a metà con il nuovo datore di lavoro.

Si ricorda ancora una volta che le regole sopra esposte fanno riferimento al decreto non ancora approvato dal Governo ma circolato in versione provvisoria. Per i dettagli si attende il varo del provvedimento da parte del Consiglio dei Ministri in programma il 17 gennaio 2019.

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