Reddito di cittadinanza: costerà 2 miliardi in più nel 2021. Si cambia?

Il reddito di cittadinanza costerà quasi 10 miliardi nel 2021, 2 miliardi in più rispetto al 2020 secondo le proiezioni del MEF: aumentano i beneficiari e gli occupabili e occupati sono pochi. Si cambia?

Reddito di cittadinanza: costerà 2 miliardi in più nel 2021. Si cambia?

Reddito di cittadinanza: costerà 2 miliardi in più nel 2021 secondo le proiezioni di spesa del ministero dell’Economia tanto che una domanda suona abbastanza logica. Si cambia passo? Il reddito di cittadinanza verrà trasformato?

Come riporta in anteprima il Messaggero pare che le proiezioni di spesa del MEF per il reddito di cittadinanza nel 2021 non siano molto incoraggianti: si parlerebbe di 9,5 miliardi per il prossimo anno, 2 miliardi in più rispetto al 2020. I beneficiari del reddito di cittadinanza, complice anche l’emergenza Covid, sono aumentati.

Si fa strada l’idea di un cambio per il reddito di cittadinanza, partendo dai maggiori controlli su coloro che non ne hanno diritto e che lo prendono indebitamente. Per questo già il premier Conte ha annunciato qualche giorno fa un cambio di rotta. I 5Stelle tuttavia temono che il reddito di cittadinanza, loro cavallo di battaglia da sempre, venga stravolto.

Reddito di cittadinanza: costerà troppo nel 2021

Il reddito di cittadinanza costerà troppo nel 2021 secondo le stime; si parla infatti di oltre 2 miliardi in più rispetto al limite di spesa autorizzato per il prossimo anno pari a 7,3 miliardi di euro. La misura a oggi costerebbe quasi 10 miliardi, cifra che spaventa l’esecutivo.

Gualtieri, come riporta il Messaggero, sembra preoccupato perché i conti non tornano, mentre il PD, come anche il premier Conte, vorrebbero delle modifiche al reddito di cittadinanza che i 5Stelle non sembrano voler accettare.

Luigi Di Maio ha già anticipato che il confronto sulla misura sarà necessario. Il PD in particolare chiede: maggiori controlli non solo su coloro che sono definiti i furbetti del reddito di cittadinanza, ma anche su coloro che non accettano il lavoro e procedere a uno slancio delle assunzioni dei percettori depotenziando progressivamente i Navigator.

I 5Stelle che del reddito di cittadinanza hanno da sempre fatto il loro cavallo di battaglia temono, che con la scusa dei costi eccessivi e delle modifiche necessarie, si proceda lentamente allo smantellamento della misura da più parti da sempre criticata. Dal canto loro i pentastellati vorrebbero puntare sugli sgravi per le aziende che assumono chi prende il reddito di cittadinanza, ma a oggi degli occupabili la metà, 500mila, ancora devono firmare il patto per il lavoro, indice che la strada è ancora in salita.

I costi del reddito di cittadinanza

I costi del reddito di cittadinanza sono aumentati già nel corso del 2020 come il quotidiano romano illustra. Dall’inizio dell’anno il numero dei percettori del reddito di cittadinanza è aumentato: a oggi sono 1,3 milioni i nuclei familiari che prendono il reddito e pensione di cittadinanza, raggiungendo in totale 3 milioni di beneficiari.

In un anno e mezzo - a settembre sono scaduti i 18 mesi per molti - la misura è costata circa 9 miliardi di euro. Solo 200mila, su un milione di beneficiari occupabili stimati, hanno trovato lavoro.

A settembre il reddito di cittadinanza è costato 680 milioni di euro, mentre lo scorso anno nello stesso periodo la spesa fu di 440 milioni di euro. Significa, secondo le stime del ministero dell’Economia, che se i beneficiari continueranno ad aumentare e l’occupazione continuerà a rallentare, da gennaio 2021 il reddito di cittadinanza costerà 800milioni di euro al mese. Senza considerare che coloro ai quali il reddito di cittadinanza è scaduto a settembre, dopo lo stop di un mese, potranno rinnovarlo.

Il timore è quello che abbiamo descritto ossia che la misura possa arrivare a costare nel 2021 9 miliardi e mezzo se non si determinerà un aggiustamento del reddito di cittadinanza e un cambio di rotta.

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