Reddito di cittadinanza a tutti: la proposta del Presidente INPS per combattere la crisi

Coronavirus: come risollevare l’economia? Il Presidente dell’INPS consiglia il Governo: “Diamo il reddito di cittadinanza a tutti”.

Reddito di cittadinanza a tutti: la proposta del Presidente INPS per combattere la crisi

Reddito di cittadinanza allargato a tutti: e se fosse questa la soluzione per tutelare famiglie e lavoratori dalle conseguenze economiche del Coronavirus? Una possibilità che - dopo le dichiarazioni del Presidente dell’INPS Pasquale Tridico in merito - è sostenuta da sempre più associazioni di lavoratori e di categoria.

Le misure contenute nel decreto “Cura Italia, infatti, potrebbero non essere sufficienti per far fronte alle conseguenze economiche provocate dalla diffusione del Coronavirus, con famiglie e imprese che a breve - specialmente nel caso in cui, come si prevede, la serrata decisa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dovesse andare avanti per altre due o tre settimane - potrebbero aver bisogno di un sostegno economico più importante (rispetto ai bonus di 600,00€ riconosciuti solamente ad alcune famiglie), al pari di quanto riconosciuto a coloro che vivono al di sotto della soglia di povertà con il reddito di cittadinanza.

E d’altronde molti Paesi stanno prendendo misure di questo tipo, attuando una politica economica particolarmente espansiva. Basti pensare ad Hong Kong, o anche agli Stati Uniti dove il Presidente Donald Trump sta riflettendo sulla possibilità di riconoscere un assegno ad ogni cittadino maggiorenne e minorenne così da far ripartire l’economia il prima possibile. E non è un caso che in Europa si cominci a parlare di reddito di cittadinanza europeo.

Che l’Italia possa prendere esempio da questi Paesi? Il Presidente dell’INPS se lo augura.

Coronavirus: quali misure contro la crisi economica? Tridico invoca il reddito di cittadinanza per tutti

Nel commentare il “bazooka” di 25 miliardi di euro attuato dal Governo italiano per far fronte alla crisi dell’economia reale derivata dalla diffusione del Coronavirus, il Presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, ha indicato quella che secondo lui sarebbe stata la soluzione migliore per uscire dalla crisi.

Nel dettaglio, Tridico ha dichiarato:

“Se se posso aggiungere una riflessione da economista, avrei preferito un Reddito di cittadinanza allargato a tutti, senza le condizionalità di quello esistente. Una sorta di basic income, un reddito di base”.

Quindi, secondo Tridico non solo è giusto sospendere la condizionalità per i beneficiari del reddito di cittadinanza per tutto il periodo in cui l’emergenza non rientrerà; sarebbe opportuno, infatti, rendere meno restrittivi i requisiti economici per fare domanda del sostegno, così da riconoscere il reddito di cittadinanza ad un maggior numero di famiglie.

Ad esempio, avvalendosi dell’ISEE corrente si potrebbe erogare il sostegno anche a coloro che a causa del diffondersi del Coronavirus hanno perso il lavoro negli ultimi mesi, così come a tutti coloro che hanno subito una sostanziale riduzione del reddito.

Una proposta accolta anche da diverse associazioni di categoria, secondo le quali è assolutamente necessario rendere universale e incondizionata la misura per il sostegno del reddito introdotta con la legge 26/2019.

Reddito di cittadinanza per tutti (o quasi): è possibile?

Estendere il reddito di cittadinanza e riconoscerlo a tutte quelle famiglie che stanno pagando maggiormente le conseguenze economiche sarebbe possibile, ma tutto dipenderà dalla volontà del Governo e soprattutto dalle risorse che verranno messe in campo prossimamente.

Lo stesso Presidente del Consiglio, infatti, ha spiegato che quanto fatto con il decreto “Cura Italia” è solamente l’inizio, e che ad aprile ci sarà un nuovo decreto con ulteriori investimenti per lavoratori e famiglie.

Una misura che - come spiegato dall’economista Andrea Fumagalli al “Manifesto” - potrebbe essere finanziata anche grazie alle risorse in arrivo dalla Banca Centrale Europea, così come con “una riforma fiscale progressiva nel medio-lungo termine”. Una misura che servirebbe anche per “correggere e integrare l’estensione delle varie forme di cassa integrazione”; uno strumento che andrebbe a vantaggio sia di chi è disoccupato (e per il quale al momento non sono previsti sostegni) che di coloro che hanno subito una perdita di guadagni a causa della crisi, con il loro reddito che verrebbe integrato fino al raggiungimento della soglia prevista dalla misura.

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