Reddito di Cittadinanza tolto a chi ha trovato lavoro (e non lo ha comunicato)

Antonio Cosenza

6 Marzo 2021 - 11:43

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Reddito di Cittadinanza, l’Inps potenzia i controlli: tolto il sostegno a chi non ha comunicato l’avvio di un’attività lavorativa.

Reddito di Cittadinanza tolto a chi ha trovato lavoro (e non lo ha comunicato)

Reddito di Cittadinanza: nell’ultimo periodo i controlli dell’Inps sono sempre più frequenti. Dopo mesi di silenzio, ecco che l’Istituto ha messo in moto la macchina dei controlli, applicando le sanzioni previste dalla normativa nei confronti di coloro che non adempiono ai vari obblighi.

Sono partite da settembre, ad esempio, le sanzioni per coloro che nei mesi scorsi non si sono presentati alle convocazioni dei centri per l’impiego, come pure per coloro che non hanno comunicato all’Inps una variazione della situazione economica entro i termini previsti dalla normativa.

A tal proposito, in questi giorni ci sono stati beneficiari del Reddito di Cittadinanza che ci hanno raccontato di aver perso il beneficio perché hanno avviato un’attività lavorativa di cui non hanno dato comunicazione all’Inps.

Reddito di Cittadinanza tolto a chi non ha comunicato l’avvio di un’attività lavorativa

I beneficiari del Reddito di Cittadinanza hanno l’obbligo di comunicare, entro 30 giorni dall’avvio, il reddito previsto per l’anno solare di avvio dell’attività lavorativa. Vale per tutti i componenti del nucleo familiare, e sia per i redditi derivanti da lavoro dipendente che da lavoro autonomo. Nel caso del lavoro autonomo, o d’impresa, “la comunicazione concerne l’avvio dell’attività di lavoro e dovrà essere rinnovata trimestralmente entro il 15° giorno successivo al termine di ciascun trimestre solare, con l’indicazione del reddito percepito nel trimestre”.

Tra gli obblighi dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza c’è anche quello di comunicare il reddito presunto per l’anno solare successivo qualora l’attività di lavoro già comunicata si protragga nel corso del tale anno. Questa comunicazione va data entro il mese di gennaio.

Il reddito che bisogna comunicare per le attività di lavoro dipendente è sempre il lordo, nonché quello previsto nell’anno solare di svolgimento dell’attività lavorativa che l’Inps potrà desumere dalle comunicazioni obbligatorie.

Non serve comunicare i redditi derivanti da attività socialmente utili, tirocini, servizio civile e lavoro accessorio.

Ebbene, per chi non comunica questi redditi entro la scadenza prevista, si applica la sanzione della decadenza del Reddito di Cittadinanza, oltre all’impossibilità di presentare una nuova domanda nei 18 mesi successivi (6 mesi nel caso dei nuclei familiari con minorenni e disabili).

Quella che fino a qualche mese fa sembrava essere solo teoria, adesso è anche pratica: l’Inps, infatti, da qualche settimana ha iniziato i controlli per le attività lavorative avviate e non comunicate, togliendo il Reddito di Cittadinanza a chi non ha rispettato i suddetti termini.

Di seguito l’esempio di una comunicazione dell’Inps riguardante il Reddito di Cittadinanza tolto «per mancata comunicazione variazione occupazionale».

Il Reddito di Cittadinanza si perde in caso di nuovo lavoro?

Chi comunica l’avvio di un’attività lavorativa entro i termini previsti, non incorre automaticamente nella perdita del beneficio. L’Inps, infatti, tiene conto del reddito percepito per effettuare il ricalcolo del sostegno.

Qualora l’aggiunta del nuovo reddito dovesse comportare il superamento della soglia di reddito familiare prevista dalla normativa per beneficiare del beneficio, allora il Reddito di Cittadinanza decadrà per perdita dei requisiti.

Se invece, nonostante il nuovo lavoro, il reddito familiare è comunque inferiore alla soglia prevista - pari a 6.000 euro per la persona sola - allora ci sarà un ricalcolo con seguente taglio del beneficio. L’avvio di un nuovo lavoro, quindi, non comporta la perdita automatica del Reddito di Cittadinanza; ovviamente, più è elevato lo stipendio e maggiori possibilità di perdere il diritto al sostegno ci sono.

A tal proposito, si ricorda che quanto percepito dall’avvio dell’attività lavorativa impatta all’80% sul calcolo del reddito familiare.

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