Reddito di cittadinanza, stop da settembre 2020: per chi e come comportarsi

Reddito di cittadinanza, a settembre 2020 scatta il 18° mese di fruizione: ecco chi rischia lo stop e cosa fare per chiedere nuovamente il beneficio.

Reddito di cittadinanza, stop da settembre 2020: per chi e come comportarsi

Reddito di cittadinanza: oltre alla sospensione di febbraio - prevista per coloro che non rinnovano l’ISEE entro il 31 gennaio - c’è un’altra data da segnare in rosso sul calendario: settembre 2020.

A partire dal prossimo settembre, infatti, cominceranno a decadere i benefici di coloro che sono stati tra i primi a presentare domanda, ossia a marzo 2019.

Ricordiamo, infatti, che anche nel caso in cui il nucleo familiare continui a soddisfare i requisiti previsti per beneficiare del reddito di cittadinanza, questo decade automaticamente al termine del 18 mese di fruizione.

Già quest’anno, quindi, in molti perderanno il diritto al reddito di cittadinanza e solo facendo una nuova domanda avranno la possibilità di conseguirlo nuovamente.

Reddito di cittadinanza: quando si perde

L’erogazione del reddito di cittadinanza è per sole 18 mensilità; questo significa che coloro che ne hanno fatto domanda a marzo e lo hanno percepito fin da aprile 2019 lo perderanno già il prossimo settembre. Ad ottobre, invece, perderanno il diritto al reddito di cittadinanza coloro che hanno fatto domanda ad aprile e così via.

Questo vale anche per coloro che ne mantengono i requisiti reddituali, in quanto è la normativa stessa a fissare un limite di fruizione continuativa del reddito di cittadinanza, pari appunto a 18 mesi.

Reddito di cittadinanza: cosa fare quando si perde

Il fatto che il reddito di cittadinanza non possa essere erogato per più di 18 mensilità consecutive non esclude il fatto che il nucleo familiare ne possa fare nuovamente domanda.

Si tratta infatti di un’opportunità riconosciuta a tutti coloro che nel frattempo mantengono i requisiti reddituali previsti per fruire del reddito di cittadinanza, i quali potranno fare una nuova domanda già dopo un mese dalla decadenza del beneficio.

Per la nuova domanda servirà l’ISEE in corso di validità (ossia quello che verrà rinnovato in queste settimane per continuare a fruire del sostegno economico) e nient’altro. Basterà, quindi, compilare una nuova domanda, sempre con le stesso modello (il modulo SR180 dell’Inps) e le solite modalità (la richiesta andrà presentata al CAF, alle Poste o tramite la modalità online).

Reddito di cittadinanza: cosa cambia con il rinnovo

Attenzione però perché con il rinnovo del reddito di cittadinanza ci sono delle differenze di cui tener conto. Come prima cosa è importante ricordare che dopo il rinnovo cade il principio per cui il reddito di cittadinanza si perde al rifiuto della terza offerta di lavoro congrua: in tal caso, infatti, questo decade già con il rifiuto della prima offerta di lavoro.

Inoltre, in caso di rinnovo si considerano congrue le offerte di lavoro indipendentemente dal territorio. Solo qualora nel nucleo familiare ci siano minori o componenti con disabilità, allora le offerte congrue saranno solamente quelle che si riferiscono ad un raggio di 250 km dall’indirizzo di residenza.

Ci saranno quindi regole più severe, ma niente che vieta al nucleo familiare di fare domanda per il reddito di cittadinanza per un numero indefinito di volte. L’importante è rispettare la condizionalità e non incorrere in sanzioni, oltre a dover ovviamente rientrare nei requisiti economici previsti per beneficiare della misura.

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