Reddito di cittadinanza a più famiglie: anche il Ministro per il Sud è favorevole

Allargare il reddito di cittadinanza potrebbe essere una soluzione alla crisi economica derivata dal Coronavirus? Il Ministro per il Sud d’accordo con il Presidente dell’INPS.

Reddito di cittadinanza a più famiglie: anche il Ministro per il Sud è favorevole

Reddito di cittadinanza: ad aprile ci saranno novità così da riconoscere il sostegno ad un maggior numero di persone?

Il primo a parlare di un reddito di cittadinanza allargato è stato il Presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, il quale si è detto favorevole - visto il periodo di crisi economica dettato dalla diffusione del Coronavirus - all’introduzione di requisiti meno stringenti così da permettere ad un maggior numero di cittadini di richiedere il sostegno al reddito.

Una proposta su cui il Governo non si è ancora espresso ma in questi giorni in molti si sono detti favorevoli a questa ipotesi. Lo stesso Peppe Provenzano (Partito Democratico), Ministro per il Sud e per la coesione territoriale, ha detto di essere favorevole all’estensione del reddito di cittadinanza così da dare un aiuto a quelle persone che hanno perso molto a causa della crisi economica.

Ma anche diversi sindaci si sono detti d’accordo con questa ipotesi, con la palla che adesso passa al Governo che ha promesso nuove misure nel prossimo Decreto Cura Italia di aprile, con il quale saranno stanziati altri 25 miliardi di euro per il sostegno di famiglie, lavoratori e imprese.

D’altronde, perché prevedere una nuova forma di aiuto quando basterebbe incrementare la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza, uno strumento in funzione da più di un anno, per il quale l’INPS è già informato e attrezzato.

Reddito di cittadinanza a più persone: il parere del Ministro Provenzano

Il Ministro per il Sud, Peppe Provenzano, ha affidato ad un lungo post su Facebook il suo commento riguardo all’ipotesi di un allargamento e rafforzamento del reddito di cittadinanza per far fronte alla crisi economica provocata dalla diffusione del Coronavirus.

Nel dettaglio, questo si è detto favorevole all’ampliamento dei già esistenti sostegni al reddito, anche perché - specialmente se questa crisi dovesse prolungarsi - al Sud Italia si rischia il “collasso sociale”. E se con il Decreto Cura Italia di marzo è stata offerta “protezione ai lavoratori”, con strumenti tipo la cassa integrazione in deroga, non si può dire sia stato fatto abbastanza per le “fasce più vulnerabili della popolazione”, ovvero per coloro che prima della diffusione del Coronavirus non hanno avuto accesso a misure di sostegno per il reddito, come RdC o Naspi, e oggi si trovano privi di tutele.

Ebbene, secondo Provenzano ci sono due strade da seguire per dare a queste persone il sostegno economico di cui necessitano. La prima opzione è proprio quella di estendere il reddito di cittadinanza, superando - vista la fase di emergenza - alcuni vincoli che in passato hanno impedito a dei nuclei familiari di farne domanda. Ad esempio, si potrebbe “eliminare il requisito patrimoniale, che lo rende in parte infruibile”. Allo stesso tempo, però, bisognerebbe rafforzare i controlli così da verificare che ne faccia richiesta solo chi effettivamente ne ha bisogno.

La seconda strada pensata da Provenzano, invece, è quella di prevedere un nuovo sostegno alle famiglie, specialmente a quelle più numerose; insomma, qualcosa di simile all’assegno unico familiare.

Il Ministro per il Sud ha comunque ricordato che al momento il Governo non ha ancora deciso nulla; le sue sono proposte iniziali su cui ragionare. “È una questione politica, da discutere nel Governo e nella maggioranza”, ha concluso.

Reddito di cittadinanza allargato: molti sindaci sono favorevoli

Non solo il Ministro Provenzano, anche diversi sindaci si sono detti favorevoli in merito a questa ipotesi. Ad esempio, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha lanciato un appello per tutte quelle famiglie che in questi giorni di emergenza hanno perso tutto. Solo nel territorio di Palermo se ne contano a migliaia, ecco perché è assolutamente necessario garantire a tutte queste una qualsiasi forma di reddito per andare avanti in questo periodo di crisi.

E perché stravolgere il Welfare quando la soluzione potrebbe essere quella di rivedere momentaneamente i criteri di accesso al reddito di cittadinanza? La crisi d’altronde ha interessato diversi settori lavorativi: “dall’alberghiero alla ristorazione, dai servizi alla persona ai liberi professionisti”. Una crisi che sta interessando anche tutti quei poveri che “prima della diffusione del Coronavirus riuscivano ad andare avanti con pochi euro al giorno rimediati con lavori di fortuna”.

Dello stesso parere Francesco Italia, sindaco di Siracusa, Francesco Italia, secondo il quale con i prossimi provvedimenti bisognerà necessariamente aiutare quelle famiglie che hanno visto ridurre - “se non azzerare” - i loro redditi, in quanto hanno perso il lavoro o hanno dovuto “bloccare le proprie attività”.

Reddito di cittadinanza allargato: il “No” dell’opposizione

Fratelli d’Italia non si nasconde:

“Fin dal primo momento siamo stati contrari alla misura del reddito di cittadinanza, è evidente che anche adesso siamo contro all’ipotesi di un allargamento”.

Secondo FdI, infatti, da questa situazione di crisi si potrà uscire solamente attraverso interventi mirati a sostegno delle aziende, volti a favorire le condizioni per “un Mezzogiorno capace di reggersi sullo sviluppo economico e non sull’assistenzialismo”.

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1 commento

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Antonio • 2 mesi fa

In un momento di crisi fortissima, dove il lavoro non solo non aumenta, ma addirittura decresce ogni giorno fortemente e laddove il coronavirus ha aggravato ulteriormente l’enorme disagio e la situazione di bisogno delle famiglie e dei cittadini sprovvisti, oltrechè del lavoro anche della benchè minima assistenza pubblica, privata e religiosa ( Caritas ad es.), gridare a squarciagola per invocare diritti ed aiuti esclusivamente per le imprese e le partite iva credo sia, oltrechè ingiusto, estremamente vergognoso. I politici stanno lì in Parlamento, ed anche strapagati, per fare il bene di tutti i cittadini e non di una sola parte di essi, magari coloro che ne hanno meno bisogno e che possono anche contare, oltrechè su aiuti e provvidenze varie tuttora in essere, anche su accumuli di capitale pregressi. Si intuisce l’attività forte di lobbyng ed il rapporto sottostante che sembra prevaricare rispetto alle oggettive ed imparziali trattazioni istituzionali che dovrebbero indurre a percorrere altre strade, quelle che conducono al bene di tutti i cittadini........ In quest’ottica si inserisce anche a mio avviso in presenza del coronavirus l’incredibile ed incomprensibile ostilità dei «nostri» nei confronti degli atti di clemenza verso i detenuti, che abbiano commesso reati di minore allarme sociale o che abbiano ancora solo pochi mesi di detenzione ancora da scontare. Tenerli in celle piccole, affollate ed in condizioni igieniche precarie, mette in gravissimo pericolo i detenuti-cittadini, i quali sono stati condannati a scontare una pena detentiva e NON alla pena di morte !!.....

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