Reddito di cittadinanza in pagamento, ecco per chi e quando verrà sostituito dalla MIA

Simone Micocci

13 Marzo 2023 - 12:05

Reddito di cittadinanza, in settimana i primi pagamenti: chi lo riceve nei prossimi giorni e chi deve aspettare la fine del mese. E a settembre arriva la Misura d’inclusione attiva.

Reddito di cittadinanza in pagamento, ecco per chi e quando verrà sostituito dalla MIA

Reddito di cittadinanza, in arrivo i primi pagamenti di questo mese mentre il governo valuta modifiche alla bozza di decreto che introdurrà, già quest’anno, la Misura d’inclusione attiva.

In particolare, a ricevere questa settimana il Reddito di cittadinanza sono tutti coloro che ne hanno fatto domanda a febbraio, un gran numero di persone se si considera che tra queste figurano anche le famiglie che hanno dovuto presentare una nuova domanda una volta rinnovato l’Isee 2023.

La buona notizia è che per coloro che quest’anno avranno diritto al Reddito di cittadinanza solamente per 7 mesi ci sarà una nuova misura di sostegno a cui potranno accedere una volta che il Rdc decade: si chiamerà Misura d’inclusione attiva e verrà riconosciuta anche ai nuclei composti da soli occupabili, ma in misura ridotta rispetto al Reddito di cittadinanza.

Facciamo dunque il punto della situazione partendo dal chiarire chi sta per ricevere il Reddito di cittadinanza già questa settimana.

Reddito di cittadinanza pagato in settimana a chi ha fatto domanda a febbraio

Dopo il 15 marzo inizieranno ad arrivare i messaggi di consegna della Carta Rdc per chi ne ha fatto domanda a febbraio 2023. Buona notizia, quindi, per coloro che hanno dovuto presentare una nuova richiesta dopo aver aggiornato l’Isee 2023, ad esempio in caso di variazioni del nucleo familiare (per motivazioni differenti da nascita o morte), oppure chi ha dovuto presentare un Isee corrente dal momento che con quello ordinario erano state superati le soglie reddituali o patrimoniali. Lo stesso vale per coloro a cui a gennaio 2023 è stata pagata la diciottesima mensilità, con il Reddito di cittadinanza che quindi è decaduto perché ne sono decorsi i termini.

Entro il fine settimana per tutti, o perlomeno la maggior parte, di coloro che hanno presentato domanda di Reddito di cittadinanza il mese scorso godranno di una nuova mensilità che ricordiamo andrà conteggiata con le altre in pagamento nel 2023 per valutare il decorso dei 7 mesi, limite massimo di percezione per tutte le famiglie (eccetto per coloro che tra i componenti hanno minori, disabili oppure over 60).

Per tutti gli altri, invece, il Reddito di cittadinanza verrà pagato come al solito il 27 del mese, quindi tra due settimane. In quell’occasione verranno corrisposti anche gli arretrati per coloro che hanno rinnovato l’Isee dopo la scadenza del 31 gennaio, per i quali il Rdc a febbraio non è stato pagato in quanto sospeso.

Reddito di cittadinanza, dopo 7 mesi c’è la MIA

La buona notizia di queste settimane è che alla scadenza del Reddito di cittadinanza si potrà fare domanda per una nuova misura. Dovrebbe chiamarsi Misura d’inclusione attiva e ne avranno diritto anche i nuclei familiari privi dei suddetti componenti.

Alla scadenza dei 7 mesi, quindi, non si rimarrà senza alcun sostegno, come invece si temeva: si potrà fare domanda per la MIA beneficiandone in prima istanza per altri 12 mesi (18 per i nuclei “non occupabili), con la possibilità di rinnovarlo per ulteriori 6 mesi (previo un mese di sospensione).

La differenza però è che l’importo percepito si riduce: rispetto al Reddito di cittadinanza, infatti, è prevista una decurtazione del 25%, con una quota base di partenza pari a 375 euro anziché a 500 euro. Come visto sopra, poi, a essere ridotta è anche la durata.

Per il resto non sono previste grandi differenze rispetto al Rdc, se non un inasprimento degli obblighi: ad esempio, già alla prima assenza alla convocazione del centro per l’impiego la MIA verrà tolta, così come per chi si rifiuta di partecipare alle iniziative di politica attiva. Il tutto con l’obiettivo di ricollocare queste persone in tempi rapidi, ben prima della durata massima del nuovo beneficio.

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