Reddito di cittadinanza, Patto per il Lavoro: differenza tra esclusi, esonerati ed esonerabili

Non tutti i beneficiari del reddito di cittadinanza sono obbligati alla sottoscrizione del Patto per il Lavoro. Ci sono esclusi, esonerati ed esonerabili: ecco qual è la differenza tra queste tre categorie.

Reddito di cittadinanza, Patto per il Lavoro: differenza tra esclusi, esonerati ed esonerabili

Reddito di cittadinanza: dalla prossima settimana hanno inizio le convocazioni da parte dei centri per l’impiego con i beneficiari della misura che dovranno - dopo un confronto con operatore del centro per l’impiego e navigator - siglare il Patto per il Lavoro rispettando tutti gli obblighi che ne derivano (pena la perdita della misura per il sostegno del reddito).

È importante sottolineare, però, che non tutti i componenti del nucleo familiare convocati dal centro per l’impiego hanno l’obbligo di sottoscrivere il Patto per il Lavoro. C’è la possibilità, infatti, che uno o più componenti si trovino in una delle condizioni di esonerabilità previste dal provvedimento.

A tal proposito è bene fare due considerazioni:

  • non confondere esonerati con esclusi;
  • ricordare che - anche se esonerabili - è comunque obbligatorio presentarsi alla prima convocazione del CpI.

Partiamo dal fare chiarezza sul primo punto, spiegando nel dettaglio qual è la differenza che c’è tra gli esclusi e gli esonerabili dalla sottoscrizione del Patto per il Lavoro.

Patto per il Lavoro reddito di cittadinanza: gli esclusi

È importante sapere che coloro che il decreto 4/2019 riconosce come esclusi dall’obbligo di sottoscrivere il Patto di Lavoro non sono neppure convocati dal centro per l’impiego per la profilazione: al colloquio, infatti, dovranno presentarsi solo i soggetti obbligati alla firma del patto, così come gli esonerati o i potenzialmente esonerabili.

Nel dettaglio, sono esclusi coloro che:

  • percepiscono una pensione diretta;
  • hanno più di 65 anni;
  • hanno un reddito da lavoro dipendente superiore a 8.145€ annui;
  • hanno un reddito da lavoro autonomo superiore a 4.800€ annui;
  • non sono inclusi nella scala di equivalenza (quindi non percepiscono, di fatto, il RdC): questo vale, ad esempio, per i detenuti e per i ricoverati di lunga degenza;
  • disabili.

Per questi componenti, quindi, non c’è la necessità di profilazione presso il centro per l’impiego; non è così, invece, per coloro che sono esonerabili, dal momento che la loro condizione dovrà essere certificata necessariamente durante il primo colloquio.

Patto per il lavoro, reddito di cittadinanza: esonerati ed esonerabili

Sono esonerati dalla sottoscrizione del Patto per il Lavoro coloro che:

  • frequentano un corso di formazione valido al conseguimento di una qualifica professionale regionale;
  • stanno prendendo parte ad un’altra politica attiva.

Queste persone sono esonerate dalla sottoscrizione del Patto; ciò significa che non potranno decidere liberamente se firmarlo o meno, dal momento che ciò sarà possibile solo una volta che la situazione ostativa verrà meno.

Ci sono invece delle situazioni di esonerabilità, per le quali viene lasciata al soggetto la decisione finale in merito alla stipula del Patto per il Lavoro. Questi, quindi, potranno decidere se firmare comunque il PdL oppure se farlo in un secondo momento, ossia nel caso in cui venga meno la condizione che ha dato luogo all’esonero.

Nel dettaglio, sono esonerabili:

  • coloro su cui gravano carichi di cura nei confronti di un minore o di un disabile (per ogni nucleo familiare può essere esonerata una sola persona per carichi di cura);
  • coloro che sono occupati in un tirocinio di formazione o orientamento;
  • donne incinte;
  • working poor, ossia coloro che sono impiegati per almeno 20 ore settimanali e percepiscono un reddito non superiore a 8.150€ (lavoro dipendente) o 4.800€ (lavoro autonomo) e quindi mantengono lo stato di disoccupazione;
  • coloro che momentaneamente hanno una condizione di salute che non permette la sottoscrizione del PdL. I motivi di salute devono essere però certificati da un medico competente.

Concludiamo ricordando che c’è anche la possibilità che durante il colloquio l’operatore del CpI (affiancato dal navigator) rilevi un profilo di alta vulnerabilità inadatto alla sottoscrizione del PdL: in tal caso ci sarà un reinvio al Comune, per la stipula del Patto per l’Inclusione.

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