Reddito di Cittadinanza: dopo il rinnovo ISEE è necessaria la nuova domanda?

Antonio Cosenza

14 Gennaio 2021 - 16:19

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Reddito di Cittadinanza: ecco quando all’aggiornamento dell’ISEE deve seguire la nuova domanda.

Reddito di Cittadinanza: dopo il rinnovo ISEE è necessaria la nuova domanda?

Reddito di Cittadinanza: gennaio è il mese del rinnovo dell’ISEE ma per alcuni nuclei familiari aggiornare l’indicatore non sarà sufficiente per continuare a fruire della misura.

Ci sono dei casi, infatti, in cui il rinnovo dell’ISEE - che ricordiamo essere obbligatorio per percepire la mensilità di febbraio - deve essere seguito dalla nuova domanda. Contrariamente l’INPS, indipendentemente dal fatto che il nucleo familiare soddisfi o meno i requisiti economici per fruire del Reddito di Cittadinanza, fa scattare la decadenza del beneficio.

Questo non significa che ogni volta che viene presentato un nuovo ISEE bisogna inoltrare una nuova domanda RdC/PdC. Anzi, nella generalità dei casi è sufficiente presentare la nuova DSU in quanto sarà l’INPS stesso ad acquisire il valore dell’indicatore aggiornato effettuando - laddove ne sussistano le condizioni - il ricalcolo dell’importo.

C’è solo una condizione, infatti, che implica la nuova domanda per il Reddito di Cittadinanza una volta rinnovato l’ISEE; vediamo di quale si tratta.

Aggiornamento ISEE per Reddito di Cittadinanza: serve anche la nuova domanda?

Generalmente è sufficiente il rinnovo dell’ISEE per continuare a fruire del Reddito di Cittadinanza per tutto il 2021 (e comunque non oltre la scadenza dei 18 mesi).

Come anticipato, infatti, l’INPS acquisisce automaticamente il nuovo indicatore senza necessità che il nucleo familiare ne faccia ulteriore comunicazione; una volta aggiornato l’ISEE verrà così valutato se esistono ancora le condizioni per erogare il Reddito di Cittadinanza ed inoltre viene effettuato un ricalcolo che potrebbe portare, a seconda della situazione, ad un taglio o ad un incremento dello stesso.

Reddito di Cittadinanza: quando all’aggiornamento dell’ISEE deve seguire la nuova domanda

Non è sufficiente il solo ISEE rinnovato, però, in quei casi in cui nel frattempo la composizione del nucleo familiare sia mutata. Nel dettaglio, qualora i componenti indicati nell’ISEE 2020 siano differenti rispetto a quelli comunicati con la nuova DSU, allora all’aggiornamento dell’ISEE dovrà per forza seguire la presentazione di una nuova domanda RdC.

È la circolare 43/2019 dell’INPS a stabilirlo, spiegando che in caso di variazione del nucleo familiare si ha tempo due mesi per comunicarlo all’INPS. La procedura per farlo è chiara: prima di tutto bisogna presentare un nuovo ISEE, dopodiché serve una nuova domanda.

Nonostante il termine dei due mesi ci sono nuclei familiari che hanno deciso di aspettare gennaio 2021 per presentare il nuovo ISEE, comunicando quindi solamente in questo caso la variazione del nucleo.

Una volta però che l’INPS accerterà la variazione del nucleo familiare, questo farà immediatamente scattare la decadenza del beneficio in assenza di una nuova domanda. Nella circolare 43/2019, infatti, viene chiaramente detto che le variazioni nel nucleo oltre ad essere indicate nell’ISEE devono essere comunicate presentando una nuova domanda del RdC.

E in tal caso la durata del beneficio sarà pari ai mesi che mancavano al nucleo familiare originario per raggiungere i 18 mesi di massima fruizione.

Attenzione: non sempre la variazione del nucleo familiare richiede la nuova domanda oltre all’aggiornamento dell’ISEE. La normativa, infatti, precisa che ciò non è necessario nel caso in cui la variazione dei componenti dipenda da casi di nascita o morte. Solamente le variazioni in seguito a matrimoni, divorzi o semplicemente cambi di residenza, dovranno essere comunicate presentando anche una nuova domanda.

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