Recovery Fund, la bozza del Pnrr: ecco chi gestirà le risorse

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Recovery Fund protagonista del Consiglio dei ministri oggi: il Governo Conte deve decidere come strutturare il piano per le risorse UE. Il Cdm ha subito una breve battuta d’arresto per via della positività della ministra Luciana Lamorgese

Recovery Fund, la bozza del Pnrr: ecco chi gestirà le risorse

Giornata chiave per il Recovery Fund. Il Consiglio dei Ministri convocato questa mattina alle ore 11.00 ha un obiettivo cruciale e complesso: definire e attuare il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Si tratta, nello specifico, del via libera alla bozza del programma destinato a trasformare i 209 miliardi di euro che arriveranno da Bruxelles in riforme e investimenti concreti.

L’incontro è iniziato nel segno del contrasto e alcune speculazioni già parlano di una fumata nera per oggi, con nuova convocazione mercoledì 9 dicembre. A qualche ora dall’inizio della riunione, è emerso la bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), di cui potete leggere un sunto in questa pagina.

È stato reso noto, inoltre, che la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese è risultata positiva al coronavirus. Il tampone era stato effettuato questa mattina. Dopo l’arrivo del risultato, Lamorgese ha lasciato il vertice e il premier Conte ha sospeso il cdm per mezz’ora. Adesso la riunione è ripresa

Il Governo Conte si trova dinanzi alla sfida più importante dell’anno, con la quale si gioca la ripresa economica del Paese e la credibilità dello stesso esecutivo. Nel dettaglio, i ministri dovranno oggi dare il loro assenso alla struttura generale del piano: non solo programmi, obiettivi, progetti e impatto di spesa.

Al centro del dibattito ci sarà soprattutto la governance pensata da Conte per gestire questa mole ingente di fondi. Su questa struttura non c’è accordo e Italia Viva ha già promesso battaglia.

Il clima è molto teso. Cosa deciderà nel cdm di oggi il Governo sul Recovery Fund?

Recovery Fund in cdm: i temi in agenda

Il Consiglio dei Ministri di oggi si preannuncia di grande rilevanza. La riunione è in corso, stando all’aggiornamento della pagina ufficiale del Governo.

L’ordine del giorno ruota su un unico punto, ormai davvero urgente: la definizione, nella sua struttura, del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Si tratta della bozza più importante, da presentare alle Camere e, soprattutto, a Bruxelles.

I fondi in arrivo dall’UE, infatti, vanno incanalati in un ampio programma di progetti, riforme, investimenti, con tutte le specificazioni sui saldi di spesa e impatto PIL.

Nello specifico, quindi, i temi del cdm di oggi sono i quattro capitoli in cui è suddiviso il Recovery Plan:

  • la visione generale e gli obiettivi;
  • le aree di intervento (divise in 6 tematiche; circa 60 progetti e 17 cluster);
  • la governance dei fondi;
  • la valutazione d’impatto

Da sottolineare, che il Governo ha estrapolato ben sei grandi ambiti sui quali poter intervenire grazie alle risorse europee: digitalizzazione, infrastrutture per la mobilità, rivoluzione verde, inclusione di genere sociale e territoriale, salute, istruzione e ricerca.

I ministri dovranno quindi dare il loro assenso alla struttura generale del piano.

Il nodo governance: cosa prevede la bozza del Pnrr?

Il grande dibattito - e la forte tensione di queste ore nella maggioranza - si sta consumando su uno dei quattro temi: la governance dei fondi.

Nel dettaglio, la struttura pensata da Conte per gestire i tanti progetti di riforma non piace a tutte le parti politiche in maggioranza.

Il presidente del Consiglio ha proposto una struttura tecnica di esperti, con il compito di occuparsi esclusivamente del Recovery Plan. Si tratta di una cabina di regia capitana da 6 manager e supportata da circa 90 consulenti e tecnici.

Nello specifico, il Pnrr prevede la “creazione di un Comitato esecutivo”, composto da presidente del Consiglio (Conte), ministro dell’Economia (Gualtieri) e ministro dello Sviluppo economico (Patuanelli). Il ministro degli Affari europei (Amendola), d’intesa con quello degli Affari esteri (Di Maio) sarà “referente unico con la Commissione europea per tutte le attività legate all’attuazione del piano”.

Ad ogni settore interessato dal piano sarà assegnato un Responsabile di missione, che avrà il compito di “assicurare la celere ed efficace attuazione del piano stesso, la costante verifica circa il rispetto del cronoprogamma”, nonché il superamento di eventuali ostacoli.

I responsabili opereranno all’interno di una struttura di missione costituita con Dpcm. Questa struttura sarà formata da “un contingente di personale, anche di livello dirigenziale, individuato tra il personale delle Pubbliche amministrazioni, personale di società pubbliche in house o partecipate, collaboratori nonché consulenti o esperti, anche estranei alla Pubblica amministrazione”.

I progetti e i fondi per il Recovery Fund

Investimenti e riforme: questo il cuore del Recovery Plan, più volte sottolineato dal ministro Gualtieri.

Lo schema di ripartizione delle ingenti somme in arrivo - 209 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti - potrebbe essere così strutturato:

  • 83 miliardi per la transizione verde;
  • 15 miliardi per efficienza energetica e sicurezza edile di scuole e ospedali;
  • 42 miliardi per il digitale;
  • 2 miliardi per asili nido

Non si hanno al momento altre specificazioni sulle voci di spesa e sui progetti in lavorazione da parte del Governo.

Il Consiglio dei ministri dovrà comunque deliberare sulla struttura generale anche della ripartizione dei fondi.

Recovery Fund a rischio? Perché il cdm è in tensione

In attesa di anticipazioni sulle discussioni in corso nel Cdm di oggi, quel che è certo è lo scoppio dell’ennesima miccia all’interno della maggioranza.

Italia Viva, infatti, è contraria alla task force proposta da Conte per la gestione dei fondi e non intende assolutamente approvarla, soprattutto dopo aver compreso che la sua struttura sarà inserita come emendamento nella Legge di Bilancio.

Il clima si è fatto infuocato nella nottata di domenica 6 dicembre, durante la riunione dei capi delegazione. I ministri di Iv avrebbero abbandonato la videoconferenza per protesta.

“No a inserire la struttura di governance nella manovra con un emendamento. Spero che il premier si fermi prima di mettere ai voti una scelta non condivisa”: questa la linea di Italia Viva, inflessibile al riguardo.

La cabina di regia decisa dal primo ministro, in solitaria secondo il partito di Renzi, proprio non piace.

Le ultime dichiarazioni, di oggi, sono della ministra Bellanova:

“209 miliardi non sono un fatto privato. Ho ricevuto alle 2 di stanotte un testo, senza avere il tempo di un approfondimento puntuale. Una pratica inaccettabile e discutibilissima, soprattutto se è in gioco il futuro del Paese. Equivale a chiedere di votare al buio. Italia Viva non lo ritiene possibile

Il cammino del Recovery Fund, quindi, si complica per l’Italia ma il Consiglio UE del 10 dicembre è alle porte. Cosa deciderà oggi in cdm il Governo Conte?

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