Quando si va in recessione e quali sono le conseguenze per l’economia

Claudia Mustillo

23/10/2022

30/11/2022 - 17:16

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La recessione è una fase caratterizzata da una riduzione del livello dell’attività economica, ecco quali sono le cause e le sue conseguenze.

La recessione è una fase del ciclo economico in cui l’attività produttiva si riduce e il Pil tende a contrarsi in maniera significativa. Insomma si tratta di un momento contrapposto all’espansione e alla crescita economica.

In verità ci sono diverse definizioni di recessione. Secondo la tassonomia a due stadi del ciclo economico dello statunitense W.C. Mitchell, essa corrisponde all’intera fase discendente.

Secondo la teoria a 4 stadi di J.A. Schumpeter, invece, la fase discendente si divide in due sotto-momenti: la recessione è il primo sotto-momento e viene seguito poi dalla depressione. In linea di massima, comunque, il significato del termine sta a indicare una fase in cui l’attività economica e dunque il Pil si contraggono.

Quali sono le conseguenze della recessione per l’economia

Una volta capito cos’è la recessione economica (da non confondere con la recessione tecnica) bisogna comprendere che cosa succede durante questa fase particolarmente impegnativa.

Le principali conseguenze di una recessione sull’economia sono sicuramente: un calo di produzione che riguarda alcuni beni oppure generalizzato; una forte volatilità sui mercati finanziari e in particolare sulle azioni; infine, un aumento dell’inflazione e quindi del costo della vita in generale.

Quelle citate sono soltanto alcune delle possibili conseguenze della recessione. Più quest’ultima si rivela profonda, più questi scenari tendono a manifestarsi, e viceversa. Non tutte le flessioni economiche si palesano nello stesso modo e con la stessa intensità.

A queste principali conseguenze se ne aggiungono anche altre in base al contesto storico e sociale, tra cui:

  • flessione della produttività;
  • aumento della disoccupazione;
  • calo dei consumi;
  • minore domanda di beni e servizi;
  • calo della fiducia di consumatori e imprese;
  • minor accesso al credito;
  • diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie;
  • chiusura/fallimento di aziende.

Ma quanto dura la recessione e soprattutto come si esce da questa fase? Negli ultimi anni, almeno dal 1945 a oggi le fasi di recessione hanno avuto una durata media di circa 10 mesi.

Per uscire dalla recessione ci sono diverse soluzioni a seconda del periodo storico e della gravità della situazione, le più comuni sono:

  • tagliando la spese del paese in recessione;
  • aumentando la domanda di beni;
  • con l’intervento delle banche centrali per tagliare i tassi in modo da far ripartire produzione e investimenti.

Come investire e proteggere il capitale durante la recessione

Durante un periodo di recessione la pazienza è la prima regola fondamentale. Per contrastare la volatilità del mercato ci sono diverse strade e strategie che si possono intraprendere, sicuramente investire a lungo termine e mantenere un portafoglio ben diversificato può essere un ottimo modo per proteggere il proprio capitale.

Alternativamente durante una recessione è bene utilizzare i beni rifugio o le materie prime come copertura, diversificare su valute diverse dall’euro e, banale ma sempre valido, cercare di evitare di prendere decisioni emotive e affrettate.

Negli investimenti è opportuno puntare su titoli difensivi e di qualità, si può migliorare la tenuta dei portafogli azionari con l’esposizione alle azioni value che generano redditi.

Si può puntare su strumenti finanziari considerati più sicuri: come i titoli di stato (Btp) o sui piani individuali di risparmio (PIR) se si guarda al risparmio gestito. In recessione è strategicamente importante sfruttare la volatilità del mercato a proprio vantaggio per mitigare il più possibile i rischi di ribasso.

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