Piani di risparmio individuali (PIR): cosa sono, tassazione, vantaggi e svantaggi

Cosa sono i PIR e come funzionano i piani individuali di risparmio? Ecco una guida alle novità introdotte dalla normativa, al regime fiscale di tassazione agevolato e alcune considerazioni sulla loro convenienza.

Piani di risparmio individuali (PIR): cosa sono, tassazione, vantaggi e svantaggi

PIR: cosa sono i piani individuali di risparmio? Cerchiamo di capire di seguito come funzionano e se conviene investire in PIR alla luce del regime fiscale a tassazione agevolata previsto.

Il piano individuale di risparmio (PIR) è un nuovo strumento finanziario introdotto in Italia a partire dal 1° gennaio 2017 per effetto di quanto previsto dai commi 100-114 della Legge di Bilancio 2017. Si tratta, per la precisione, dei “piani individuali di risparmio a lungo termine” (PIR).

Perché piani di risparmio a lungo termine? Perché sono costruiti per un orizzonte temporale lungo e la tassazione fiscale agevolata scatta solo dopo il quinto anno.

I piani di risparmio individuale, infatti, prevedono un regime di esenzione fiscale per i redditi di capitale e i redditi diversi percepiti da persone fisiche residenti in Italia, al di fuori dello svolgimento di attività di impresa commerciale, derivanti dagli investimenti effettuati in piani di risparmio a lungo termine.

Ecco soggetti beneficiari, requisiti e meccanismo di tassazione agevolata dei piani individuali di risparmio a lungo termine (PIR).

Piani di risparmio individuale PIR: soggetti beneficiari e requisiti

Cosa sono e come funzionano i piani di risparmio individuale PIR 2018? E qual è il meccanismo di tassazione agevolata che viene applicato loro? Vantaggi e svantaggi: i Pir convengono davvero?

Per rispondere a tutte queste domande partiamo dall’analisi normativa di questo nuovo stumento finanziario introdotto dalla Legge di Stabilità 2017.

I commi 100-114 della Legge di Bilancio 2017 stabiliscono un regime di esenzione fiscale per i redditi di capitale e i redditi diversi percepiti dai seguenti contribuenti:

  • persone fisiche residenti in Italia, al di fuori dello svolgimento di attività di impresa commerciale;
  • che effettuano investimenti in PIR ovvero piani di risparmio a lungo termine;
  • tali piani individuali di risparmio PIR per beneficiare dell’esenzione fiscale con conseguente tassazione agevolata devono:
    • essere detenuti per almeno 5 anni;
    • investire nel capitale di imprese italiane e europee, con una riserva per le Pmi, nei limiti di 30mila euro all’anno e di 150mila euro nel quinquennio;
    • essere gestiti dagli intermediari finanziari e dalle imprese di assicurazione residenti in Italia, i quali devono investire le somme assicurando la diversificazione del portafoglio.

In particolare, i redditi derivanti da investimenti in piani di risparmio individuale PIR 2017 sono esenti in quanto redditi di capitale (art. 44 del TUIR) o redditi diversi (art. 67, comma 1, dalla lett. c-bis alla lett. c-quinquies del TUIR) di natura finanziaria derivanti però esclusivamente da investimenti effettuati da persone fisiche, al di fuori dello svolgimento di attività di impresa commerciale, in un piano di risparmio a lungo termine.

Tassazione agevolata PIR 2017: vantaggi fiscali dei piani di risparmio individuali

Quali sono i vantaggi della tassazione agevolata dei piani di risparmio individuali o semplicemente PIR?

Il vantaggio più importante è la tassazione agevolata; com’è ben noto ai lettori di Money.it, attualmente in Italia abbiamo due aliquote diverse sul rendimento degli strumenti finanziari a seconda che si tratti di:

Si tratta di un’evidente scelta di campo da parte dello Stato che sa come utilizzare la leva fiscale per indirizzare le scelte dei risparmiatori italiani, molto sensibili al tema delle tasse in generale. Se lo Stato fosse un educatore finanziario potremmo avere qualche dubbio circa la condotta assunta, ma questo è un altro tema che tratteremo in altri interventi.

Ora, nell’ambito dei piani di risparmio individuali qual è il reale vantaggio fiscale offerto dal nuovo regime di tassazione?
Il reale vantaggio è dato dal fatto che il risparmiatore che detiene il piano di risparmio individuale per almeno cinque anni viene completamente esonerato dal pagamento delle imposte e tasse previste sul capital gain, eccezion fatta per l’imposta di bollo del 2 per mille sugli strumenti finanziari diversi dai conti correnti bancari e postali (cosiddetta “mini patrimoniale”).

Piani individuali di risparmio PIR: quali svantaggi?

La leva fiscale è una variabile importante nella valutazione del rendimento di uno strumento finanziario e di un investimento in generale; tuttavia, una corretta analisi di vantaggi e svantaggi dei PIR ovvero dei piani individuali di risparmio a lungo termine non può limitarsi a questo aspetto.

A livello di svantaggi, per esempio, dobbiamo sottolineare come queste prime settimane di vita dei piani individuali di risparmio abbiano messo in evidenza dei costi di gestione molto elevati, rendendo i PIR meno convenienti di altri strumenti di risparmio quali gli ETF.

Nel recente studio del Professor Nicola Borri su Lavoce.info, per esempio, si cita il caso di Anima Crescita Italia, uno dei primi fondi Pir ad essere collocati in Italia. In questo caso sono state previste commissioni di entrata pari al 4 per cento (ricordiamo che, a titolo di esempio, nel caso degli ETF non sono normalmente previste commissioni di entrata) e commissioni di gestione pari all’1,46 per cento.

Altro svantaggio importante potrebbe essere quello legato al rischio. Effettivamente i PIR sono pensati per sostenere le “imprese per le quali è maggiore il fabbisogno finanziario e che hanno maggiori difficoltà a reperire risorse tramite il canale bancario”. Il risparmiatore deve quindi valutare con grande attenzione la composizione del proprio piano individuale di risparmio e valutarne compiutamente opportunità e rischi.

Differenza tra PIR e plusvalenze da partecipazioni qualificate

Attenzione: la normativa sui piani di risparmio individuale esplicita la differenza tra questa forma di risparmio e conseguente tassazione agevolata e ciò che prevede la normativa in materia di tassazione plusvalenze.

In particolare:

Per beneficiare dell’esenzione non deve trattarsi di plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di partecipazioni qualificate (ovvero quelle che rappresentano una percentuale di diritti di voto esercitabili nell’assemblea ordinaria superiore al 2 o al 20 per cento ovvero una partecipazione al capitale od al patrimonio superiore al 5 o al 25 per cento, secondo che si tratti di titoli negoziati in mercati regolamentati o di altre partecipazioni - articolo 67, comma 1, lett. c) del TUIR). Nell’ambito delle partecipazioni qualificate si deve tener conto anche delle percentuali di partecipazione o di diritti di voto possedute dai familiari della persona fisica (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) e delle società o enti da loro direttamente o indirettamente controllati (società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria; società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria: numeri 1 e 2 dell’articolo 2359, primo comma, del codice civile).

La composizione dei Piani di risparmio individuale

Altra precisazione importante è quella sulla composizione dei PIR.

Il comma 102 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2017 prevede, infatti, quanto segue:

  • in ciascun anno solare di durata del piano di risparmio individuale:
    • per almeno i due terzi dell’anno stesso, le somme o i valori destinati nel piano di risparmio a lungo termine devono essere investiti per almeno il 70 per cento del valore complessivo in strumenti finanziari, anche non negoziati nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione, emessi o stipulati con imprese fiscalmente residenti in Italia o in Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo con stabili organizzazioni in Italia;
    • la predetta quota del 70 per cento deve essere investita per almeno il 30 per cento del valore complessivo in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB di Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati.

Il successivo comma 103 precisa, inoltre, che “non più del 10 per cento delle somme o valori destinati nel piano può essere investito in strumenti finanziari emessi o stipulati con lo stesso soggetto, o con altra società appartenente al medesimo gruppo, oppure in depositi e conti correnti”.

Le somme o valori destinate nel piano individuale di risparmio a lungo termine non possono essere investite in strumenti finanziari emessi o stipulati con soggetti residenti in Stati o territori diversi da quelli che consentono un adeguato scambio di informazioni (cd. Paesi Black List).

PIR e gestione delle minusvalenze

La normativa sui piani di risparmio individuale prevede che le minusvalenze, le perdite e i differenziali negativi realizzati mediante la cessione o il rimborso degli strumenti finanziari detenuti nel piano sono deducibili dalle plusvalenze, differenziali positivi o proventi realizzati nelle operazioni successive poste in essere nell’ambito del piano stesso a partire dal medesimo periodo d’imposta e non oltre il quarto.

Come riportato anche nella relazione governativa alla chiusura del piano di risparmio individuale le minusvalenze, le perdite e i differenziali negativi possono essere portati in deduzione non oltre il quarto periodo d’imposta successivo a quello del realizzo nell’ambito di un altro rapporto, di cui sia titolare la medesima persona fisica, con opzione per il regime del risparmio amministrato, ovvero possono essere portati in deduzione, fino a concorrenza, dalle plusvalenze e dagli altri redditi dei periodi d’imposta successivi ma non oltre il quarto, a condizione che sia indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale le minusvalenze e le perdite sono state realizzate (articolo 68, comma 5, del TUIR).

Iscriviti alla newsletter "Risparmio e investimenti" per ricevere le news su PIR

Condividi questo post:

Commenti:

Prova gratis le nostre demo forex

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.