Germania in recessione, è ufficiale: un avvertimento per la Bce?

Violetta Silvestri

25/05/2023

Germania in recessione tecnica: è ufficiale secondo i dati. La prima potenza economia europea ha quindi confermato le difficoltà nella ripresa. Cosa significa per l’Europa e quale messaggio alla Bce?

Germania in recessione, è ufficiale: un avvertimento per la Bce?

L’economia della Germania è entrata in una recessione tecnica nel primo trimestre di quest’anno: lo hanno rivelato i dati sul Pil relativi al periodo gennaio-marzo 2023, appena aggiornati.

Il risultato è una battuta d’arresto per la potenza tedesca, che nonostante sia sfuggita agli scenari più cupi all’indomani dell’invasione russa, ha comunque ceduto, con due trimestri consecutivi di crescita negativa, nonostante il cancelliere Olaf Scholz sembrava escludere tale prospettiva a gennaio.

I dati dell’ufficio statistico tedesco hanno mostrato una revisione al ribasso del Pil da zero a -0,3% per i primi tre mesi dell’anno. Ciò avviene dopo che la Germania ha registrato una contrazione dello 0,5% nell’ultimo trimestre del 2022. Due trimestri consecutivi di crescita negativa definiscono una recessione tecnica.

Cosa significa questo risultato per le prospettive economiche dell’intera Europa? E, soprattutto, la debolezza tedesca rappresenta un avvertimento per la Bce, convinta di dover ancora alzare i tassi di interesse?

Perché la Germania è entrata in recessione?

La più grande economia europea è stata sottoposta a pressioni significative negli ultimi tempi, in particolare in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e alla successiva decisione dei leader europei di tagliare i rapporti con Mosca. La Germania, infatti, era molto dipendente dal gas russo.

I dati aggiornati dall’ufficio di statistica il 25 maggio hanno confermato gli indizi sulla debolezza nella ripresa. Le famiglie tedesche hanno speso molto meno nel primo trimestre, con consumi finali in calo dell′1,2% in quel periodo e i consumatori riluttanti a spendere per prodotti nei settori quali abbigliamento, mobili, automobili.

“Dopo tutto, la Germania è entrata in recessione alla fine dello scorso anno, poiché lo shock dei prezzi dell’energia ha pesato sulla spesa dei consumatori, ha detto in una nota ai clienti Claus Vistesen, capo economista della zona euro presso Pantheon Macroeconomics. Ha aggiunto che è improbabile che il Pil tedesco continui a scendere nei prossimi trimestri, “ma non vediamo nemmeno una forte ripresa”.

L’incertezza sul prossimo futuro dell’economia tedesca, motore dell’Ue, è forte. Anche il settore manifatturiero chiave si sta rivelando un problema: una flessione sempre più profonda sta mettendo in dubbio il rimbalzo che molti prevedono per i prossimi trimestri.

In effetti, la debolezza industriale sta mettendo a dura prova le prospettive degli affari. Un indicatore delle aspettative dell’istituto Ifo è sceso per il primo mese su otto a maggio, mentre un sondaggio del gruppo di lobby DIHK ha indicato una crescita del Pil pari a zero per il 2023.

Un rapporto della Bundesbank di questa settimana ha offerto un certo ottimismo, suggerendo che l’economia potrebbe crescere “leggermente” in questo trimestre poiché i grandi ordini inevasi, l’allentamento dei colli di bottiglia nella fornitura e i costi energetici inferiori sostengono i produttori.

Tuttavia, la domanda di beni sta crollando poiché i consumatori, di fronte a un’inflazione elevata, preferiscono concedersi il lusso di viaggi e tempo libero. Ciò sta rendendo la crescita economica sempre più disomogenea, una tendenza che secondo alcuni analisti non è sostenibile.

Non è un caso, quindi, che per gli economisti di Commerzbank, una recessione della seconda metà ora sembra più probabile del rimbalzo. Il calo del potere d’acquisto, la riduzione degli ordini industriali, l’inasprimento aggressivo della politica monetaria e il previsto rallentamento dell’economia statunitense depongono tutti a favore di una debole attività economica.

Unica nota positiva per la Germania sono gli investimenti, aumentati nei primi tre mesi dell’anno, dopo una fragile seconda metà del 2022. Gli investimenti in macchinari e attrezzature sono cresciuti del 3,2% rispetto al trimestre precedente, mentre quelli in costruzioni sono balzati del 3,9% rispetto al trimestre. Buoni anche i contributi del commercio. Le esportazioni sono aumentate dello 0,4%, mentre le importazioni sono diminuite dello 0,9%.

Cosa significa la recessione tedesca per la Bce?

La notizia della recessione tedesca è arrivata in un contesto di inflazione ancora alta: l’indice dei prezzi al consumo in Germania supera il 7% e non si prevede che diminuirà rapidamente, poiché l’aumento dei salari alimenta forti pressioni sottostanti, secondo la Bundesbank.

In più, gli sforzi della Banca centrale europea per riportare i prezzi al suo obiettivo del 2% rischiano di frenare ulteriormente la domanda. I prestiti bancari stanno già diventando più costosi e gli aumenti dei tassi di interesse non sono ancora completati, rischiando di frenare maggiormente la crescita.

Diversi funzionari della Bce hanno confermato che per l’estate ci saranno altri rialzi, probabilmente di minore entità pari a 25 punti base e questo significa un ulteriore impatto sulla ripresa. Anche della Germania.

Probabilmente l’Eurotower non resterà impressionata dalla recessione tecnica tedesca, anche perché spegnere la domanda per raffreddare i prezzi è uno degli obiettivi della politica monetaria. Maggiore certezza, a questo punto, c’è sulla necessità di procedere con incrementi minori (25 punti base), per evitare uno shock davvero pesante sulla ripresa europea.