Azioni UniCredit, il rally previsto con dossier Commerzbank ancora aperto

Laura Naka Antonelli

28/09/2026

Per arrivare a segnare questo rally, dovrebbe secondo gli analisti avverarsi una condizione. La visione e i due target price per le azioni UniCredit.

Azioni UniCredit, il rally previsto con dossier Commerzbank ancora aperto

Il dossier UniCredit-Commerzbank è lontano dall’essersi concluso. Per certi versi, la partita più importante è appena iniziata, in quanto nei prossimi mesi si capirà quale ruolo il CEO Andrea Orcel vorrà ritagliare in Germania per UniCredit.

Quotate sul Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni UniCredit riportano oggi una performance poco mossa, viaggiando al di sopra della soglia di 84 euro.

Sul trend del titolo UCG e sulle sue potenzialità di crescita si è soffermata Equita SIM, che ha analizzato diversi scenari legati al dossier Commerzbank, la seconda banca tedesca nel cui capitale Piazza Gae Aulenti, a seguito dell’OPS lanciata sull’istituto, detiene una quota pari al 47,59%.

Nel presentare i diversi scenari, Equita ha alzato il target price sulle azioni UniCredit del 5% a 100 euro, aggiungendo tuttavia di intravedere uno spazio di rialzi fino a 110 euro nel caso di una fusione tra Commerzbank e HVB, (quest’ultima HypoVereinsbank, la controllata tedesca di UniCredit).

Azioni UniCredit, Equita prevede balzo +31% in caso di fusione tra Commerzbank e HVB

Nello scenario di base formulato da Equita, dunque, il titolo UniCredit potrebbe salire del 19% circa mentre nel secondo il rally potrebbe essere pari a quasi +31%.

Gli analisti di Equita hanno scritto che “l’acquisizione del controllo di Commerzbank (CBK) rafforza il posizionamento di UCG (UniCredit) come leader bancario panaeuropeo” aggiungendo che, “con il perfezionamento dell’operazione atteso a inizio 2027, il prossimo passaggio chiave sarà l’assemblea di CBK del 19 maggio che rinnoverà il Consiglio di Sorveglianza della banca”.

Entro quella prossima data chiave, si capirà meglio in che modo si evolveranno i rapporti tra UniCredit e il governo tedesco.

Equita ha scritto di ritenere “improbabile che il governo tedesco decida di vendere la propria partecipazione del 13,3% in Commerzbank”, sottolineando di credere che, “in ogni caso, ad oggi non sia nell’interesse di UniCredit procedere con un’acquisizione”.

Non viene considerata probabile neanche l’ipotesi del lancio di una nuova offerta da parte di UniCredit per rilevare la partecipazione rimanente del 50% che non ha ancora in mano, per due motivi: “Sia per la possibilità di adottare un approccio tattico nel gestire eventuali incrementi della partecipazione in CBK sia alla luce della richiesta del governo tedesco di lasciare CBK quotata in Germania”.

3 motivi per cui una fusione inversa di HVB in Commerz avrebbe un solido razionale

Equita ha presentato piuttosto un altro scenario, ovvero l’ipotesi di “una fusione inversa di HVB in Commerzbank” che, secondo la SIM, presenterebbe “un solido razionale”, per i seguenti motivi:

  • UniCredit riuscirebbe a valorizzare meglio il proprio business in Germania che, “alla luce di una più alta profittabilità e di una più solida posizione di capitale, ci aspettiamo possa trattare a premio rispetto a CBK (Commerzbank tratta a un P/E 2028E di circa 9,1 volte”. Praticamente, Equita ritiene che il business tedesco di UniCredit-HVB sia più redditizio e abbia una posizione patrimoniale più solida rispetto a quella di Commerzbank, considerando che i titoli Commerz vengono scambiati a un valore corrispondente a un P/E atteso per il 2028 di circa 9,1 volte.
  • La banca gestita da Orcel riuscirebbe inoltre ad “anticipare parte delle sinergie legate alla business combination (stimate in €800 milioni)”
  • “UniCredit potrebbe inoltre ridurre il rischio di esecuzione dell’operazione”. Invece di arrivare a comprare tutte le azioni Commerzbank, UniCredit potrebbe procedere di fatto con una riorganizzazione societaria.

Secondo le simulazioni effettuate da Equita, la fusione tra HVB e Commerzbank avrebbe un impatto limitato sul capitale: il CET1 di UniCredit scenderebbe di circa 20 punti base rispetto al 13,1% stimato nello scenario attuale.

L’impatto potrebbe però aumentare di altri 80 punti base qualora l’offerta sulle minoranze di mBank, pari a circa il 30% del capitale, fosse integralmente sottoscritta. Uno scenario che Equita considera oggi poco probabile, dato che il titolo mBank tratta a un prezzo superiore al minimo previsto per l’offerta.

Il ruolo di mBank, la banca polacca controllata per il 70% da Commerzbank

Per capire il ruolo di mBank, bisogna ricordare che si tratta di una banca polacca controllata per circa il 70% da Commerzbank.

Il restante 30% circa è nelle mani di altri azionisti, le cosiddette minoranze.

L’acquisizione del controllo di Commerzbank da parte di UniCredit potrebbe far scattare un’offerta anche sulle azioni di mBank detenute dalle minoranze e, se l’offerta fosse integralmente sottoscritta, l’acquisto di quel 30% richiederebbe ulteriore capitale e avrebbe quindi un impatto stimato sul CET1 di circa 80 punti base, molto di più dell’impatto di 20 punti base legato alla fusione HVB-Commerzbank.

Secondo Equita, lo scenario migliore che ottimizzerebbe meglio le implicazioni sul capitale legate alle minorities di mBank, massimizzando al contempo l’EPS accretion per UniCredit, sarebbe quello in cui Commerzbank utilizzasse il proprio capitale in eccesso per rilevare le minorities della banca polacca (soggetto al via libera delle autorità polacche), prima di procedere a una fusione con HVB.

Una tale operazione inciderebbe infatti sul CET1 in modo limitato (-30bps), con un incremento dell’EPS superiore al 6% rispetto allo scenario di riferimento (che è quello attuale, ovvero della quota del 49,7% di Commerzbank in mano a UniCredit).

Equita migliora target price su azioni UniCredit, +5% a 100 euro. L’altra stima più bullish

Equita ha illustrato questa ipotesi annunciando intanto di avere alzato il target sul prezzo delle azioni UniCredit, che trattano a un P/E atteso per il 2028 di circa 10,5 volte, del 5% a 100 euro, prendendo in considerazione un multiplo più alto sulla Germania (da 10,8 volte a 11,5 volte).

Nel caso di fusione tra CBK e HVB, invece, Equita stima un target price teorico in area 110 euro, ipotizzando che UniCredit controlli circa il 70% dell’entità combinata e riesca a estrarre 2 miliardi di euro di sinergie lorde a regime.

Equita ha infine confermato di avere una visione positiva sulle azioni UniCredit, facendo notare che i titoli trattano a P/E stimati per il 2028 e per il 2029 rispettivamente a 8,7 e a 7,8 volte. Di UniCredit si continua a parlare anche in riferimento ad altre ed eventuali partite di risiko che la banca potrebbe decidere di lanciare in Italia.